NON SPRECATE, GENTE, NON SPRECATE

sprechi-alimentari_480In Puglia il cibo buttato sfiora le 310mila tonnellate all’anno. Gli sprechi alimentari si rivelano per il 54% al consumo, per il 21% nella ristorazione, per il 15% nella distribuzione commerciale, per l’8 per cento nell’agricoltura e per il 2% nella trasformazione.

“Per questo è urgente l’approvazione della legge regionale – incalza il presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele – contro gli sprechi alimentari. La situazione è grave, basti pensare che ogni pugliese butta nella spazzatura durante l’anno fino a 76 chili di prodotti agroalimentari. E’ necessario far crescere la consapevolezza di tutti rispetto al consumo corretto e consapevole in termini di qualità e quantità, semplificare i percorsi per assicurare le donazioni e per la prima volta riconoscere all’agricoltura un ruolo da protagonista, attraverso le donazioni dirette agli indigenti”.

Il 14 settembre scorso è entrata in vigore la Legge nazionale che prevede appositi strumenti per favorire il recupero e la donazione delle eccedenze alimentari, di prodotti farmaceutici e di altri prodotti a fini di solidarietà sociale, contribuendo, contestualmente, in una logica di prevenzione, alla limitazione degli impatti negativi sull’ambiente e sulle risorse naturali. Rilevante è l’inserimento nel testo della possibilità, per le imprese agricole, di cedere gratuitamente eventuali eccedenze di prodotti agricoli o di allevamento in campo o in azienda, che possono essere raccolti o prelevati direttamente dagli incaricati degli enti che svolgono attività solidaristiche.

sprechi-alimentari-cibo“Il mondo agricolo potrebbe svolgere uno straordinario ruolo di sussidierà e utilità sociale – aggiunge il direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti – recuperando e donando alle persone bisognose  prodotti  agricoli  e agro-alimentari ritirati dalla vendita per assenza di domanda, per eventuali danni provocati da eventi meteorologici o invenduti a causa di errori nella programmazione della produzione aziendale. La nostra grande rete delle fattorie e dei mercati a chilometro zero di Campagna Amica è già impegnata da anni nel contenimento degli sprechi perché la vendita diretta contribuisce a ridurre le distanze ed i tempi di trasporto e garantisce maggiore freschezza e tempi più lunghi di conservazione degli alimenti”.

Per Coldiretti Puglia si riuscirebbe così anche a limitare gli impatti negativi sull’ambiente grazie alla riduzione della produzione di rifiuti, informando e sensibilizzando i consumatori sul consumo consapevole di cibo, con  particolare  attenzione  alle giovani generazioni.

Dal ritorno in cucina degli avanzi ad una maggiore attenzione alla data di scadenza, ma anche la richiesta della ‘agribag’ negli agriturismi di Terranostra e della doggy bag al ristorante e la spesa a chilometro zero che, tagliando le intermediazioni, consente di acquistare prodotti più freschi che durano di più, sono i consigli di Coldiretti Puglia per tagliare il quantitativo di cibo buttato.

Calcio a cinque, Serie A2 e Serie B. La terza giornata

sammichele-bisceglieLungo la litoranea adriatica, da Bisceglie a Margherita di Savoia, corrono brividi e ambizioni di Sammichele e Noicattaro, alle prese con la 3^ del Girone B della Serie A2 di calcio a cinque. La Polisportiva ha vinto sabato con Montesilvano ed ora punta al primo successo esterno. Il PalaDolmen ha già visto cadere rovinosamente una delle lucane, il Borussia Policoro. Guarino non potrà disporre di Grasso, squalificato, ma recupera Gonzalo Pires e, forse, Lucho Gonzales. La scorsa stagione i nerazzurri s’imposero 7-3.

Paolo Rotondo, capitano e bomber della Virtus, a segno anche al PalaPertini di Noicattaro dopo la doppietta a Rossano Calabro
Paolo Rotondo, capitano e bomber della Virtus Noicattaro, domenica col Cuisternino a segno solo su rigore

Chiaffarato pretende che lo choc della sconfitta interna col Cisternino sia utilizzato in chiave positiva. E infatti, c’è aria di riscatto in casa Virtus. Il coach conversanese ritiene la squadra della Bat “di categoria, con giocatori esperti. Ripetere la prestazione di Matera, commettendo molti meno errori di quelli con il Cisternino, sarebbe già sufficiente a tenere testa alla Salinis. Poi ci vuole la partita perfetta per vincere ad Andria> (dove si giocherà il match). Non ci sarà De Tommaso, scontato il recupero di Garofalo e Lopez.

Gianluigi Mazzilli: 2 gol per il bomber della Futsal Capurso: e sono 14.
Gianluigi Mazzilli (Futsal Capurso), capocannoniere del Girone F di Serie B

SERIE B – Giovinazzo, a punteggio pieno, tra le grandi per definizione Isernia e Barletta, è alle prese con la trasferta di Ruvo, avversario insidioso e imbattuto. Come Capurso, alla seconda trasferta di fila, stavolta a Potenza, provando a essere più cinici che a Ostuni. Altro derby. All’“Angelillo” il Cassano ha impattato con  all’esordio in B con il Grassano per poi stravincere a Campobasso. L’Atletico ospita la Azzurri Conversano, ancora senza vittorie.

Ivan Zerbini (foto Mimmo Pellicola)
Ivan Zerbini (foto Mimmo Pellicola)

 

ZERBINI – Interpellato al termine di una manifestazione nella biblioteca di Capurso, l’italo-brasiliano Ivan Zerbini ha parlato della Serie A2 che lui ha frequentato giocando la scorsa stagione con il Sammichele: <Il Noicattaro ha conservato più o meno l’ossatura della scorsa stagione, non ha voluto fare ricorso agli stranieri e sicuramente incontrerà qualche difficoltà, come abbiamo visto con il Cisternino, squadra molto ben attrezzata. Il livello della A è molto superiore a quello della B, non ci sono dubbi. Ma il problema vero della Virtus è che ha pochi ricambi: sei-sette titolari. Sabato ho letto che Ferdinelli, per esempio, è rimasto sempre in campo e un calciatore finisce per perdere la necessaria lucidità. Sammichele? Dalle sofferenze dell’anno scorso hanno imparato molto. Secondo me faranno molto bene>.

La trasferta di Ostuni è costata 2 punti al Capurso: <Non bisogna mollare mai, nel calcio a cinque ma in tutti gli sport è così. Cercheremo di correggerci a Potenza>.

IL PROGRAMMA

SERIA A2, GIRONE B, 3^ GIORNATA, ORE 16 – Catania-San Giovanni La Punta, Catanzaro-Augusta, Eboli-Borussia Policoro, Bisceglie-Sammichele (arbitri Micciulla e Ribaudo di Roma, crono Villanova di Bari), Montesilvano-Barletta, Matera-Cisternino, Salinis Margherita dS-Virtus Noicattaro (a Andria; Marino di Agropoli e Di Guilmi di  Vasto; Dimundo di Molfetta).

CLASSIFICA: Cisternino, S.Giovanni LP, Sammichele, Barletta, Eboli 4; Noicattaro, Bisceglie, Augusta, Policoro, Montesilvano 3; Matera, Catanzaro, Salinis 1, Catania 0.

SERIE B, GIRONE F, 3^ GIORNATA, ORE 16 – A.Cassano-Azzurri Conversano (arbitri Vallone di Crotone e Mancuso di Vibo V., crono Nitti di Barletta), Cus Molise Campobasso-Manfredonia, Barletta-Canosa, Ruvo-Giovinazzo (Nisi di Taranto e De Lorenzo di Brindisi; Maglietta di Bari), O.Ostuni-Grassano, Shaolin Potenza-Capurso (Cozza di Cosenza, Alessi di Taurianova; Coviello di Potenza), Isernia-Chaminade Campobasso.

: Isernia, Barletta, Giovinazzo 6; Cassano, Ruvo, Capurso 4; Manfredonia, Canosa, Molise, Grassano, Conversano, Shaolin, Ostuni 1; Chaminade 0.

LA STORIA INFINITA DI GENNARINO

Quando diede il primo calcio a un pallone, nello spazio volava per la prima volta un uomo, Juriy Gagarin. Gennarino, invece, soffriva un po’ di vertigini. Voleva tenere i piedi ben piantati per terra. Era smilzo anche allora. Lo sarebbe stato anche negli anni a venire. Anni durante i quali la passione per il calcio non l’avrebbe mai abbandonato. Ha giocato nel Castellana, nel Monopoli. E nel Noci. Il mitico Noci a cavallo tra gli ultimi anni Ottanta e i primi Novanta.

Con la maglia del Noci
Con la maglia del Noci

<Vincevamo e perdevamo – ricorda Gennaro Lomelo, sessantun anni compiuti qualche giorno fa -, ma eravamo una banda di fratelli, con uno spirito che oggi ce lo sogniamo>. Una squadra che, nella stagione 1991/92, entrò nella storia – la piccola storia del pallone di Puglia – vincendo la prima edizione dell’Eccellenza. Era il Noci di Gioacchino Prisciandaro, di Renzo Maggipinto, di Martino Satalino e Vincenzo Epomeo. <E Vito Totaro e Mincuzzi dove li mettiamo? Una squadra eccezionale: mi pare che demmo oltre dieci punti (12, per l’esattezza, al Novoli, ndr) alla seconda. E Gioacchino segnò una ventina di gol (21, per l’esattezza, oltre ai 16 di Epomeo e ai 9 di Lomelo, ndr)>. In panchina c’era Vincenzo Bellantuono, professore di ginnastica monopolitano con la passione delle cravatte a dir poco estrose.

Due anni fa con il barese Pino Giusto, alla destra di Lomelo, e il molfettese Angelo Terracenere, ex calciatori del Bari, oggi entrambi allenatori
Tra Pino Giusto e Angelo Terracenere

Che Gennarino abbia compiuto 61 anni non è una notizia. Ovviamente. Ma se un uomo, a 61 anni, gioca in un campionato federale (la C1 di calcio a cinque) e segna due reti, beh allora la notizia c’è tutta.

E allora, dove lo mettiamo questo vecchietto? Manco la bocca devi aprire, replicherebbe il buon Gennarino: in campo. E quando il terreno di gioco per il calcio diventa troppo grande, lo restringiamo: e passiamo al “calcetto”. Ma non si sente un po’ fuori luogo, anzi direi “fuori tempo”, signor Lomelo? <Per niente. Insieme ai giovani ci sto bene, benissimo. Perché dovrei vergognarmene? Al limite gli altri…>. Nel caso, quelli del Neapolis Football Club. Che, sabato scorso, per la terza giornata del massimo campionato regionale, ha pareggiato al palazzetto Gino D’Aprile 2-2 con la Trulli e Grotte. Insomma, ha giocato un bello scherzetto alla squadra della sua Polignano.

Gennaro Lomelo, classe 1955, gioca con la Trulli e Grotte di calcio a 5, in C1
Classe ’55, gioca con la Trulli&Grotte , in C1

<Giocare a calcio a cinque comporta un enorme dispendio di energie, perché bisogna stare sempre in movimento, guai a fermarsi>. Vito Cisternino, l’allenatore della Trulli e Grotte, non consente a Gennarino alcun risparmio. <Sto bene, mi alleno, faccio una vita sana, anche se non mi faccio mancare nulla (“Sa, alla mia età…”) e poi ho, come si dice, una specie di fuoco dentro, una passione che non finisce mai. Ecco perché non mi stanco. Anzi, mi correggo: mi stanco, ma non fa nulla. Ci sarà tempo per riposare>.

Calcio Illustrato di gennaio 2016
Calcio Illustrato di gennaio 2016

A gennaio scorso, Calcio illustrato”, l’organ-house della Lega nazionale dilettanti, nell’ambito della rubrica “Gli intramontabili” ha raccontato in breve le storie di tre senior. Uno era Lomelo. Sul profilo di facebook del magazine della Lnd raccolse oltre un migliaio di like e molte centinaia di commenti. “Gennaro ha scoperto da poco l’amore per il futsal (…). La sua è una storia di amore con il calcio sbocciata relativamente tardi”. E infatti cominciò a giocare seriamente a 23 anni, <perché mio padre non voleva: dovevo lavorare, altro che il pallone>.

La Gazzetta del Mezzogiorno di stamattina
La Gazzetta del Mezzogiorno di stamattina

Inutile chiedere a Gennarino di smettere: <Fin quando ce la farò con il fisico, metterò la mia esperienza al servizio della squadra>.

NeverEnding story.

SERIE B DI CALCIO A 5, CAPURSO INIZIA COL BOTTO

CAMPIONATO DI SERIE B DI CALCIO A CINQUE, GIRONE F

VALENZANO, PALASPORT, SABATO 1° OTTOBRE 2016

FUTSAL CAPURSO-MANFREDONIA CALCIO A  9-8

CAPURSO: 1Ritorno, 2Marco Squeo, 3Biacino, 4Zerbini, 5De Mola, 6Lorusso, 7Massimo Squeo, 8Colaianni, 9Dammacco, 10Mazzilli, 14Pavone, 16Frisone. All. Squillace.

MANFREDONIA: 1Ciuffreda, 2Falcone, 3Bruno, 4Specchio, 5Rizzo Lestingi, 6Colucci, 7Spano, 8Fortuna, 9La Torre, 10Arrepiù, 11Puertas, 12Tatulli. All. Grassi.

ARBITRI: Zanfino di Agropoli e Zuzolo di Caserta; cronometrista Impedovo di Bari.

RETI: 5’ Mazzilli, 8’ Arrepiù, 11’ Puertas, 12’ De Mola, 15’ Mazzilli, 17’ De Mola, 17’ e 18’ Arrepiù, 19 Mazzilli; st 5’ e 6’ Zerbini, 9’ Spano, 12’ Fortuna, 17’ Mazzilli, 19’ Spano, 19’ Biacino, 20’ La Torre.

NOTE: ammoniti Biacino, Marco Squeo, Fortuna, Colaianni, De Mola, Mazzilli.

 

Giammarco De Mola, Capurso
Giammarco De Mola, Capurso

Se dovessimo dire che Nino Frisone e Gianluigi Mazzilli sono stati gli straordinari protagonisti dell’esordio vincente del Capurso nel suo secondo campionato nella Serie B di calcio a cinque, rischieremmo di essere ingenerosi nei confronti degli altri (tutti gli altri) ragazzi di cui dispone Savio Squillace. Che hanno disputato una grande partita. Perché solo con una super prestazione si poteva battere un Manfredonia di cui si dice un gran bene. Una multinazionale latina quella di Miki Grassi che tuttavia sconta una certa allergia alla fase difensiva di alto livello. È vero tuttavia che sabato per tener testa a un Mazzilli scatenato ci sarebbero volute le catene. E Rizzo Lestingi e compagni disponevano al Palazzetto di via Carducci solo di un paio di esili manette.

Valenzano è troppo lontana (centro-centro 3,2 km di una strada senza neppure un accenno di curva) da Capurso: i capursesi non sono più migranti, almeno per lo sport. All’interno della struttura gli spettatori sono pochi, di tifo organizzato neppure l’ombra. Peccato, gli sforzi del club  meriterebbero ben altro.

Puertas, spagnolo del Manfredonia
Puertas, spagnolo del Manfredonia

Miki Grassi allena una squadra ricca di stranieri. Il quintetto iniziale vede in campo, oltre al portiere pugliese Ciuffreda, lo spagnolo Mario Puertas Lopez, arrivato il 6 settembre, e i brasiliani Rizzo Lestingi, Fortuna e Arrepiù. Il primo straniero della storia del fusa capursese porta il nome di Ivan Zerbini, ormai trasferitosi nel Paese delle sue chiare origini. Attorno all’ex Sammichele, il portiere Frisone, Biacino, Mazzilli e l’altra novità, l’ex Bisceglie Colaianni. Rosa ristretta per il manager, con i giovanissimi Dammacco e Pavone promossi in prima squadra, i due Squeo e il portiere Marco Ritorno, proveniente dal calcio a undici.

Un attimo prima del via alla seconda stagione in Serie B per la squadra di coach Squillace
Un attimo prima del via alla seconda stagione in Serie B per la squadra di coach Squillace

È Frisone a tenere lo 0-0 con due parate al 2’. Gli arbitri negano un evidente rigore ai sipontini (4’) e Mazzilli prima calcia alto su respinta di Ciuffreda e poi lo infila con un diagonale rasoterra a conclusione di un bel movimento. Al 6’ Frisone si ripete su Puertas e un tracciante di Mazzilli si schianta sulla traversa. Ancora Frisone all’8’: Arthur Fortuna capisce che sarà dura. E tuttavia i biancocelesti scavalcano l’avversario prima con Arrepiù e poi con una bomba di Puertas dalla linea dei 3 punti del basket. Non passano che pochi secondi che uno scatenato De Mola (primo cambio dopo 8’ per Colaianni) pareggia con un forte e preciso diagonale all’incrocio. Frisone è ancora bravo su Spano, poi arriva il 5° fallo per un Capurso che, nonostante sia troppo nervoso, rimette il muso avanti ancora con Mazzilli (15’) che sfrutta un assist di Biacino. Poco dopo Frisone è letteralmente mostruoso opponendosi prima ma Fortuna, poi a Arrepiù. La risposta dei locali è efficace: a segno va di nuovo De Mola, percussione e botta micidiale. Arriva, inevitabile, il tiro libero che Arrepiù segno, riportando sotto gli ospiti che pareggiano con lo stesso brasiliano su assist di Puertas. Ma il Capurso non ci sta e in pochi secondi con Mazzilli chiama alla superparata Ciuffreda, colpisce una traversa con Lestingi e si porta nuovamente in vantaggio con Mazzilli in contropiede dopo l’ennesima paratona di Frisone.

Gianluigi Mazzilli in azione (foto Mimmo Pellicola)
Gianluigi Mazzilli in azione (foto Mimmo Pellicola)

La ripresa è altrettanto emozionante. Il Manfredonia torna allo start-five, Colaianni e Zerbini (splendido contropiede Biacino-Mazzilli) sfiorano l’allungo che i bulldog ottengono con l’italo-brasiliano al 5’ su azione d’angolo. Il Capurso domina e sembra chiudere il match: prima sfiora il punto con Biacino, poi lo trova fortunosamente con una conclusione di Zerbini toccata da La Torre.

Il saluto finale dei ragazzi della Futsal Capurso al pubblico
Il saluto finale dei ragazzi della Futsal Capurso al pubblico

Ma il vantaggio non è gestito a dovere: Zerbini perde un rimpallo e Spano accorcia. I ragazzi di Squillace fanno troppi falli, gli arbitri commettono troppi errori. De Mola si mangia un gol al 10’ e al 12’ Fortuna chiude una bella azione riportando sotto i foggiani. Respinti nuovamente da un maiuscolo Mazzilli che realizza su contropiede pressoché perfetto. A 2’15” dal termine Grassi opta per il “portiere volante” e la cosa sembra funzionare: segna La Torre e il pari per l’albisceleste è a portata di mano: 8-7 grazie a Spano. Sono, gli ultimi, secondi interminabili. La pressione del Manfredonia è costante, ma Biacino trova il pertugio per infilare la porta incustodita. È fatta. O almeno così pare. A 16” dal termine, infatti, La Torre realizza per il 9-8 che sarà il punteggio conclusivo di un bel pomeriggio di sport.

DA SAN GIOVANNI ROTONDO A FATIMA

san-pioPadre Pio era devotissimo della Madonna di Fatima. E da questo assunto è partita una iniziativa che potrebbe avere sviluppi alquanto interessanti. In occasione del 6° congresso internazionale sui santuari che si terrà a Fatima dal 10 al 12 novembre prossimi il sindaco di San Giovanni Rotondo, Costanzo Cascavilla, e il presidente della Camera municipale di Ourèn, Paulo Fonseca, si incontreranno per porre le basi del gemellaggio tra le cittadine garganica e lusitana, all’ombra dei santuari di San Pio e di Nostra Signora di Fatima.

fatima-madonnaLo scorso luglio, il dottor Mario Follieri, avvocato di Lucera ed ex assessore della giunta del sindaco Pasquale Dotoli, tra i principali promotori del gemellaggio tra Lucera e la cittadina croata di Trogir, nel 2012 e che attualmente vive a San Giovanni Rotondo, chiese a Vito Grittani se avesse potuto interessarsi allo sviluppo dei rapporti tra San Giovanni Rotondo e Ourém. Grittani e il suo Osservatorio diplomatico internazionale (l’Odi) era stato l’artefice del gemellaggio italo-croato, siglato sotto l’egida del beato Agostino Casotti e culminato con le visite del sindaco croato Damir Rilje a Lucera e successivamente della delegazione pugliese guidata da Dotoli e Follieri nella cittadina poco distante da Spalato tra luglio e novembre di quattro anni fa.

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Vito Grittani, in Vaticano, con papa Francesco

“Mi sono adoperato anche questa volta in tal senso, utilizzando i canali diplomatici a mia disposizione – spiega Grittani, attualmente ambasciatore “at-large” della Repubblica di Abcasia – e in agosto il sindaco Cascavilla, il vice sindaco Nunzia Canistro e lo stesso Follieri sono stati nel mio ufficio a Capurso per definire alcuni dettagli dell’iniziativa, messi poi a punto il 5 settembre, allorquando Cascavilla è tornato a Capurso in forma ufficiale per prendere parte alla manifestazione Sindaci ai fornelli. Il 16 settembre – prosegue Grittani – ho ricevuto l’invito ufficiale da san-pio-santuarioparte del sindaco (“presidente della Camera Municipale”) di Ourém a partecipare al congresso di novembre. In tale occasione si parlerà anche delle azioni da porre in atto per giungere al gemellaggio tra le due comunità”.

cascavillaCostanzo Cascavilla ha dunque chiesto ufficialmente all’Odi di porre in essere l’iniziativa, mentre il “sindaco” della cittadina portoghese Fonseca ha inviato i documenti ufficiali allo stesso Osservatorio che ha sede a Capurso.

Il congresso novembrino sarà uno degli ultimi avvenimenti di rilievo a Fatima prima dell’inizio dell’anno che segna il centenario delle apparizioni della Madonna. Che apparve nel 1917, in piena Prima

Dell'opera di Grittani ha parlato ieri la Gazzetta
Dell’opera di Grittani ha parlato ieri la Gazzetta

Guerra Mondiale a tre ragazzini, i pastorelli Giacinta e Francisca Marto e Lucia dos Santos, quest’ultima morta nel 2005 a 96 anni. Nel 1930 la Chiesa cattolica proclamò il carattere soprannaturale delle apparizioni e ne autorizzò il culto. E il prossimo anno si celebreranno i cento anni dell’arrivo sul Gargano di un certo frate originario di un paesino dell’Irpinia, Pietrelcina, al secolo Francesco Forgione, padre Pio dopo che indossò il saio.

Paulo Fonseca
Paulo Fonseca

Il santuario, realizzato tra il 1928 e il 1953 a Fatima, frazione (freguesia in portoghese) della città di Ourém, da cui dista poco più di 10 km, fu opera dell’architetto Gerard von Kriechen che lo volle in stile neobarocco. Insieme a Lourdes,  è uno dei più importanti poli del culto mariano nel mondo. Di contro, il santuario di San Giovanni Rotondo, è il più visitato in Italia, considerato che San Pietro si trova in territorio vaticano.

DON FRANCO E IL SUO TEMPO (che poi è anche il mio)

Ho scritto queste parole all’inizio dell’estate del 2010. Sono parte del libro che fu dedicato a don Franco Ardito in occasione dei trent’anni della arcipretura a Capurso del sacerdote di Noicattaro. Il libro fu presentato in pubblico il 3 luglio. Qualche giorno fa mons. Francesco Cacucci, arcivescovo della diocesi Bari-Bitonto, ha annunciato che il nuovo parroco del SS. Salvatore e arciprete sarà don Tonio Lobalsamo.

Don Franco Ardito. Arrivò a Capurso a giugno del 1980.
Don Franco Ardito. Arrivò a Capurso a giugno del 1980.

Avevo vent’anni e tanti sogni in testa e nel cuore. Avevo vent’anni e poco più di un anno prima avevano ammazzato Moro e la sua scorta. La storia d’Italia non sarebbe stata più la stessa. M’indignavo di tutto, credevo che oltre la siepe ci fosse un mondo migliore. A Capurso, la primavera della politica aveva portato al potere persone di nemmeno quarant’anni. Angelo Boezio divenne il sindaco (con Carlo Capobianco, Vito Cinquepalmi, Mimì Procino e altri in giunta) della nouvelle vague in salsa capursese. Le illusioni della prospettiva di un paese diverso avrebbero lasciato spazio a troppe delusioni per una comunità troppo spesso ripiegata su se stessa.

Don Michele Bellino. Il direttore del Museo diocesano di Bari resterà a Capurso
Don Michele Bellino. Il direttore del Museo diocesano di Bari resterà a Capurso

Avevo vent’anni. E scrivevo per Il Cicloplano. Il mèntore (Gino Pastore) mi presentò al mio primo maestro (Angelo Di Summa). Una delle prime interviste la feci a don Mimì Tricarico, che stava per andar via. Mi aspettavo che – da sacerdote – dicesse cose straordinarie. Invece fu fatalista, quando chiesti all’arciprete che stava per tornare nella sua Palo del Colle per trascorrervi la sera della sua esistenza, che ne pensasse del successore: “Dopo di me un altro, dopo di lui un altro ancora”. Confesso che ci rimasi un po’ male. Era, come dire, poco giornalistica quella risposta. Ma il personaggio era tutto là, almeno in quel momento: una parte di cinismo, una parte di saggezza, una terza di logorio. L’avevo conosciuto poco o nulla, don Minmì. Ero stato fuori un po’ di tempo. E la “leva” da chierichetto l’avevo prestata alla Madonna del Pozzo, con il “sergente” buono, padre Nunzio.

Don Tonio Lobalsamo con mons. Francesco Cacucci.
Don Tonio Lobalsamo con mons. Francesco Cacucci.

Don Francesco Ardito, il nuovo parroco del SS. Salvatore e arciprete di Capurso, portava da Gioia del Colle, un’altra ventata di novità. “Questo paese sta davvero cambiando – pensavamo allora, noi sedicenti giovani intellettuali, invero un po’ smidollati.

I primi anni della gestione Ardito furono effervescenti. C’era da mettere mano a un “cantiere” in cui, sì e no, c’erano i pilastri. La Chiesa Madre (“San Giuseppe”) tornò a vivere. Palazzo Mariella abbellì la piazza degli uomini. Nel camposanto fu costruita la più grande cappella privata mai realizzata da queste parti.

La geografia ecclesiastica locale continuava ad avere confini strani: il santuario restava dominante, pur non celebrandosi più matrimoni-comunioni-cresime-battesimi. Una nuova parrocchia era indispensabile per un paese in cui la crescita demografica era spinta anche se non avrebbe rispettato le indicazioni di un piano regolatore pensato proprio in quegli anni e bocciato dalla storia sia per alcuni eccessi che per l’incapacità dei governanti di metterci mano.

La lettera con cui don Tonio s'è presentato ai capursesi.
La lettera con cui don Tonio s’è presentato ai capursesi.

Figura controversa si sarebbe rivelata quella del sacerdote nojano. Difficile, praticamente impossibile (soprattutto per un uomo in vita e operante nel suo ruolo) dire se sia più amato che odiato. Certo, la sua caparbietà e soprattutto la sua testardaggine hanno segnato un’epoca.

Avevo vent’anni quand’è arrivato a Capurso, don Franco. Ha seguito – fra litigi e feroci incomprensioni – il cammino della mia esistenza celebrando il mio matrimonio, aspergendo il capo di mia figlia per il battesimo, dando l’ultima benedizione ai miei cari.

Non resta che dirgli “grazie”. Grazie comunque. Grazie come si direbbe a un secondo padre.

Un portento di pizza

locandina_la-disfida-continua-portento-19-sett-ore-20Una parola internazionale che mette subito allegria: la pizza. Il cibo più pop al mondo. Lunedì la Disfida di Barletta assume altri toni con la presentazione della pizza Portento “Eccellenze di Puglia”. Sotto l’egida dell’Associazione Pizzaioli Professionisti, la pizzeria Portento di Barletta, pizza “d’alta fiamma”, e il ristorante e pizzeria gourmet Il Vecchio Gazebo di Molfetta, metteranno alla prova le papille gustative del pubblico, con una “sfida” singolare che prevede anche la sperimentazione di una pizza progettata da Sandro Romano.
Nel solco della rievocazione storica della famosa disfida cavalleresca tra italiani e francesi, che si ricorda proprio in questi giorni a Barletta, le pizze rimanderanno con i loro ingredienti tipici all’appartenenza a nazioni e territori diversi, per gusto e latitudine. I migliori prodotti in campo e i migliori alfieri del gusto saranno dunque a Barletta lunedì per la disfida gastronomica, curata da Sinestesie mediterranee communication & event in collaborazione con il network Mordi La Puglia.

I proprietari del Portento, Luigi Lacerenza e Assunta Balzano
I proprietari del Portento, Luigi Lacerenza e Assunta Balzano

Non c’è nulla che racconti la storia di una popolo come quella dei suoi piatti, diceva qualcuno. In un pane ci sono millenni di storia. Nella pizza anche. Orgoglio tutto italiano, celeberrima nel mondo, la pizza è regina incontrastata dello street food.
Riuscirà la Pizza gourmet Portento “Eccellenze di Puglia” a spuntarla con le pizze in disfida? Espressione della migliore Puglia, vanta tutti prodotti di eccellenza e di assoluta qualità: farine selezionate naturali con germe di grano pugliese, mozzarella di Andria, pomodoro fiaschetto di Torre Guaceto (presidio slow food), prosciutto di maiale nero del Gargano, foto-barletta-eraclio-sansepolcrocaciocavallo podolico di Rignano Garganico. E poi il re delle tavole: l’olio extra vergine di olive, biologico e monocultivar, una premuta di Peranzana. Questi gli ingredienti che rendono “Eccellenza di Puglia” e delizia per i palati dei buongustai e degli innumerevoli estimatori questo piatto emblema della dieta mediterranea.
E quale abbinamento migliore poi se non quello con la birra? Una selezione di birre artigianali disseterà il pubblico che parteciperà alla disfida gastronomica.
Informazioni: Portento, pizza d’alta fiamma, Via Nazareth 46 – Via Baldacchini (Centro Storico, nei pressi della statua di Eraclio), Barletta (BT) 0883.886393/393.1853539

LOCOROTONDO, UN PAESE DA MANGIARE

Stefano Pentassuglia e Tommaso Scatigna
Stefano Pentassuglia e Tommaso Scatigna

Tornano “I Tipici” con il cibo di strada preparato da una trentina di locali della città sulla collina. Domani alle 18,30 il taglio del nastro in piazza Moro. Dopo le ultime ore di maltempo, da domani tornerà il cielo completamente sereno. E a Locorotondo è tutto pronto per l’evento che, per tre giorni, lo trasformerà in “Un paese tutto da mangiare”. Dopo il rinvio di una settimana, dovuto alle cattive condizioni del tempo, da mercoledì a venerdì in una trentina di locali fra ristoranti, trattorie, bar, pub, paninoteche, gastronomie e negozi di tipicità uniti in una rete informale che si identifica con l’evento “I Tipici”, ai visitatori gourmet sarà offerto un piatto tradizionale o ispirato alla tradizione. Sarà preparato con cura, anche in versione ”street-food” oppure da consumare comodamente seduti al tavolo. “A Locorotondo, c’è stata una notevolissima crescita di attività della piccola imprenditoria legata al settore del cibo – commenta Stefano Pentassuglia, presidente dell’associazione U Panaridde che ha mordi-la-puglia-logoideato “I Tipici” -. Assecondare la tendenza moderna di mangiare fuori casa, affiancandola ad una capillare offerta di tipico, è il nostro modo per promuovere il territorio”. Fra street-band e balli popolari, animazione per bambini, si potranno gustare bontà straordinarie che andranno dalle orecchiette di grano arso con ragout di brasciole di asina fino ai panini con capocollo di Martina Franca, che sarà anche “spiegato” e “raccontato”. Non mancheranno menu vegetariani, il gelato vegano e tanti altri sfizi in abbinamento al vino proposto in ogni postazione dai sommelier dell’AIS (Associazione italiana sommellier) Puglia. Semplice il meccanismo: ognuna sceglierà cosa degustare acquistando il singolo ticket e con la sacca ed il calice riceverà la piantina con il percorso, in cui non mancherà la carne al fornello.

Il capocollo di Martina Franca
Il capocollo di Martina Franca

La partenza, come detto, in piazza Moro, dinanzi al Municipio, con la partecipazione del sindaco di Locorotondo Tommaso Scatigna. In questa piazza ci sarà la mostra pomologica a cura del CRSFA Basile Caramia di Locorotondo che ci porterà a conoscere tutte le uve, i legumi e gli ortaggi di questa stagione. Il resto, invece, sarà tutto da gustare con laboratori su salumi a cura dell’Associazione produttori capocollo di Martina Franca e dell’Organizzazione nazionale assaggiatori salumi, sull’extravergine di oliva a cura dell’ITS Agroalimentare, condito da visite guidate nello splendido borgo antico, in collaborazione con la Pro Loco.

PROGRAMMA

Mercoledì 14, Giovedì 15 e Venerdì 16 settembre 2016 ore 19-23 – Da piazza Moro a piazza Vittorio Emanuele, piazza Duomo, via Nardelli fino a piazza Mitrano

Mercoledì 14 settembre

Musica e canti popolari
Musica e canti popolari

ore 18.30 inaugurazione con taglio del nastro, con benedizione del parroco don Franco Pellegrino, all’inizio del percorso in piazza Moro: Tommaso Scatigna, sindaco di Locorotondo,  Vittorino Smaltino, vicesindaco, Ermelinda Prete, assessore al Turismo, Angelo Palmisano, assessore all’Agricoltura, Paolo Giacovelli, consigliere con delega alle Associazioni, Piero Liuzzi, senatore, Donato Pentassuglia, consigliere regionale, Vito Nicola Savino, presidente ITS Fondazione Agroalimentare, Antonio Palmisano, presidente Crsfa, Antonio Cardone, direttore GAL Valle d’Itria e Stefano Pentassuglia, presidente U Panàridde.

OGNI SERA, ALLE ORE 19, IN PIAZZA MORO, MOSTRA POMOLOGICA con tutte le varietà di uva, legumi, frutta e ortaggi di stagione nell’ambito del progetto di biodiversità del C.R.S.F.A. Basile Caramia di Locorotondo.

OGNI SERA, ALLE ORE 19 – I “SEGRETI” DEL VERO CAPOCOLLO DI MARTINA FRANCA – Il laboratorio sensoriale di degustazione a cura di Angelo Costantini, presidente dell’Associazione produttori e Pino Caramia, fiduciario della Condotta Slow Food Trulli e Grotte.

Dinanzi a CUMME’, in piazza Vittorio Emanuele, alle 19, con abbinamento di vini de “I Pastini”. Costo 5 €, con precedenza a chi ha prenotato al 393-9317044 (Nico Carparelli).

Una delle più note cummerse, tipica abitazione locorotondese (la foto è mia)
Una delle più note cummerse, tipica abitazione locorotondese (la foto è mia)

OGNI SERA IN PIAZZA MORO MINI DEGUSTAZIONI GRATUITE GUIDATE dei salumi prodotti dalle macellerie storiche locali, a cura di O.N.A.S. (Organizzazione nazionale assaggiatori salumi), dinanzi al Comune, è possibile prenotare al 338-5913241 (Nicola Marangia), orari degustazioni: 7 settembre dalle ore 19-21, 8 settembre ore 11-13, ore 19-21, 9 settembre ore 11-13, ore 19-21

OGNI GIORNO VISITE GUIDATE A PIEDI – GRATUITE

Il bianco della calce, il barocco dei palazzi nobiliari, i balconi fioriti, la cattedrale, un percorso fra storia e cultura popolare a cura della Pro Loco di Locorotondo, punto di partenza presso la sede in piazza Vittorio Emanuele (subito dopo le colonne di ingresso nel centro storico di fronte alla villa): 14 settembre, ore 19, 15 e 16 settembre ore 11, 17, 19. Non è richiesta la prenotazione, ma la puntualità.

OGNI GIORNO VISITE GUIDATE A BORDO – A PAGAMENTO SU PRENOTAZIONE

I LIBRI DE “I TIPICI” in piazza Moro

GIOVEDI’ 15 SETTEMBRE – alle 21, “Il Diavolo e L’Acquasanta” incontro -scontro tra il gastronomo Sandro Romano e il nutrizionista dott. Francesco Lampugnani, con cooking show per una sana e gustosa alimentazione, con il patrocinio del network Mordi La Puglia.

VENERDI’ 16 SETTEMBRE – alle 20.30, “Guida al Buongusto di Puglia e Basilicata”, Edisud – La Gazzetta del Mezzogiorno, 50 ricette nuove e semplici con 100 abbinamenti di vino e birre artigianali, con l’autore food-expert e giornalista Antonella Millarte, presentata dal giornalista Mimmo Mazza. Alle 21.30, “Il Mondo visto di Traversa” con l’autore Michele Traversa presentato dalla giornalista Annamaria Natalicchio.

LA PROPOSTA GASTRONOMICA GOURMET 2016

Orecchiette con ragù d'asino
Orecchiette con ragù d’asina

Lo splendore di Locorotondo e del suo affascinante borgo antico si arricchirà con i profumi di UN PAESE DA MANGIARE nei 30 punti di degustazione all’esterno dei locali in cui, con piccoli ticket individuali per poter scegliere liberamente cosa assaggiare, ci saranno in degustazione:  panzerotti, con mozzarella, pomodoro e…non solo; l’arte norcina della Murgia, con il capocollo e …non solo; il fornello con l’arte della carne arrosto; i sapori del casaro, con i formaggi dal latte locale; voglia di pasta, appena fatta di ristoranti e dalle trattorie locorotondesi; voglia di mare e di orto, con sfizi dell’Adriatico; i classici vini del territorio in degustazione a cura dell’AIS Puglia; menù vegetariano; menù e gelato vegani; dolce passione, il gelato artigianale alla ricotta e pere e molte altre dolcezze

A FARE LA DIFFERENZA

Animazione per i bimbi gourmet; street-band; balli popolari.

I molti cuori di Bari e del Carducci

oraviaggiandoCi sono luoghi in cui vorresti fermarti… Il Ristorante Carducci è uno di quelli: nel cuore di un’oasi nel cuore di Bari. Un locale dalle linee moderne che si sposano perfettamente nell’antico della storia in cui è avvolta come in un bozzolo. Perfetto per una cena d’affari, per un tête-à-tête romantico. La cucina è a vista, una sorta di tolda dalla quale Felice La Forgia guida con piglio la navicella, osservando con soddisfazione la soddisfazione di clienti alle prese con prelibatezze che vanno dai troccoli ai paccheri alle orecchiette, dal pescespada al tonno.

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Villa Romanazzi Carducci
Villa Romanazzi Carducci

Una città ha molti cuori. Una città ha molta storia. Bari ha un cuore verde tra i suoi tanti cuori. Lo trovi a poche decine di metri dalla stazione centrale, al di là della striscia d’asfalto dell’estramurale intitolata a Giuseppe Capruzzi. Tra gli alberi, le siepi e i prati del complesso di Villa Romanazzi Carducci si sentono, con la brezza a favore, le note musicali del Conservatorio Piccinni. Che a volte si sposano, tra le nuvole, con le note intonate dal complesso culinario diretto da Felice La Forgia.

A poche centinaia di metri, il fascino di Bari Vecchia, del porticciolo, di N’derr a la lanze (intraducibile segmento del seafront), della basilica dedicata a San Nicola, della superba cattedrale, del castello Svevo, del lungomare, una delle promenade più belle d’Italia, del salotto buono si via Sparano.

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Siamo a Bari, dunque, una delle nove città metropolitane in Italia, tra le più importanti del Mezzogiorno.

Qui, come detto a pochi passi dal centro dell’area del quadrilatero murattiano, uno dei santuari a cielo aperto dello shopping anche prestigioso e lussuoso, ecco il complesso di Villa Romanazzi Carducci. Un’oasi tra strade e palazzi. Un luogo che custodisce la memoria della pietra edificata da una nobile famiglia di Putignano, proprietaria per circa un secolo. Nel 1885 i fratelli putignanesi Romanazzi Carducci acquistarono il complesso da Federico Maurizio Liebe, negoziante originario di Doebeln, in Germania. Un’area di oltre tre ettari e mezzo con statue e fontanelle tipiche dei romantici giardini di stampo anglosassone. In bilico tra antico e moderno, affascinante ed unico nel suo genere.

La famiglia Ranieri, divenuta proprietaria una trentina d’anni fa del complesso immobiliare, ha voluto anche realizzare il prestigioso Ristorante Carducci. Non per nulla affidato a uno chef del calibro di La Forgia, cuoco di Molfetta, città che … sforna artigiani e artisti dei fornelli.

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La cucina a vista del Carducci
La cucina a vista del Carducci

Multiforme l’attività del Carducci, che è anche lounge bar, oltre che ristorante a tutto tondo.

Partiamo da quella che il patron Cosimo Ranieri chiama la carta snack. Un gustosissimo fuori orario, che in realtà funziona dalle 11 alle 11 della sera. In tale contesto si può gustare il Club house sandwich, a base di pollo o con un saporito burger vegetariano. Da non perdere anche il bruschettone al tonno o il prosciutto di Parma abbinato alla burratina di Andria. Per chiudere, una golosa specialità: il tiramisù in coppa. In ogni caso, piatti sostanziosi, mica semplici assaggi.

Ranieri è un romanticone (e, in fondo, lo è anche il maître Michele Scarpelli). E dunque pensa il giovane e dinamico rampollo della famiglia ad una cena a due con una differenziazione di genere simpatica e mai azzardata.

Per lei, code di gamberi al vapore, con mango, pesche e salsa di frutti rossi. Per lui, sashimi di tonno rosso con tabbouleh di quinoa gialla, ceci neri e dressing di lime.

Uno scorcio della sala
Uno scorcio della sala

Dopo una “entrata” di tal calibro, ecco il primo. Per lui, troccoli con carbonara di mare, scampetti e guanciale. Per lei, mezzi paccheri di grano arso con astice e pistacchio. Se ti vien voglia di chiedergli i motivi alla base di questo singolare “servizio di genere”, la risposta sarebbe solo un sorriso complice e intrigante. Anzi, una risposta fatta con fagottelli alla Villa Romanazzi con salsa di ricci di mare, farciti di ricotta, formaggio caprino, erba cipollina e lime.

Beh, è tempo di gustare il secondo. Per lui, una grigliata di aragostelle, scamponi e polpo con contorni di stagione.

Per lei, un tournedos di pescespada con schiacciatina di patate e pomodorini appassiti, con caroselli, capperi e germogli.

Il fortunato avventore, intanto, è seduto ai moderni tavoli e alle comode sedie, a due passi dal giardino ipogeo con tanto di cascata, che fa da contorno alla passerella che conduce all’ingresso del ristorante. Torniamo alla coppia e a quel sentimentale del patron, che ci segnala un tataki di tonno, purè di melanzane al lime e verdurine all’aceto di Xeres.

Il dolce, dunque. Per lui, tortino di cioccolato bianco e caffè con gelato di tè matcha al gin e salsa di caffè. Per lei, lingotto ai due cioccolati con sfera al latte di mandorla e salsa alle fave di tonka.

E il buon bere? Uno chardonnay affinato in botti Numen igt di Paolo Leo (la carta dei vini è aggiornata una volta l’anno). E per colorare il palato dopo il dessert, rosolio delle campagne di Ostuni o, in alternativa, un liquore al nettare di Primitivo di Manduria.

Al “Carducci” c’è sempre un’alternativa. Al locale principale si può preferire anche il privé o la terrazza all’aperto, tutti ambienti che possono regalare un’esperienza da raccontare Le alternative gastronomiche, invece: dal menù vegetariano al menù della tradizione, quest’ultimo una straordinaria normalità di cucina pugliese: orecchiette di farina integrale, bombette di Locorotondo, vino pugliese quartino di spumone. Sotto l’egida di chef La Forgia. Che può contare, come si diceva, su una cucina a vista di straordinario impatto e su una brigata coordinata dal sous-chef Nicola Minervini e dai collaboratori Valerio Chiapperini, Filippo De Francesco, Giuseppe Messina e Vito Paldera.

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Villa Romanazzi Carducci presenta un’offerta completa tra ricettività e ristorazione. Ma non solo: la nuovissima piscina, le sale ricevimenti per matrimoni e altri eventi da mandare a memoria, uno dei migliori alberghi cittadini, l’Hotel Mercure.

Sapori della tradizione pugliese e nuovi percorsi del gusto s’incontrano in un connubio di cucina creativa, emozionale, raffinata e di qualità.

SINDACI, AI FORNELLI!

Il logo - ancora provvisorio - della manifestazione
Il logo – ancora provvisorio – della manifestazione

E sono quattro. A luglio 2013, “Sindaci, ai fornelli!”, la manifestazione ideata da Sandro Romano, gastronomo e presidente dell’associazione La Compagnia della lunga tavola, salpò, prendendo in poco tempo il largo, affermandosi come uno dei momenti più interessanti dell’estate in Terra di Bari.

Il conto alla rovescia in attesa di lunedì 5 settembre è scattato. E, da quattro che erano tre anni fa, i sindaci compagnia lunga tavolaconcorrenti sono diventati dieci. Non solo: i confini si sono dilatati: dal Barese al Gargano, con la partecipazione del primo cittadino di San Giovanni Rotondo, e dalla Puglia all’Umbria, con l’esordio della fascia tricolore di Citerna, uno dei “Borghi più belli d’italia”, in provincia di Perugia.

mordi-la-puglia-logoLa formula della singolar tenzone che si svolge a Capurso, nei Giardini pubblici di piazza Matteotti (la “Villa”), è immutata rispetto alla scorsa edizione: un manipolo di sindaci che, in coppia tra loro (gli accoppiamenti sono sorteggiati), con dieci chef a fungere da tutor, si cimenta ai fornelli (in realtà, ultratecnologiche piastre a induzione) per preparare un primo piatto a base di pasta con ingredienti selezionati dallo stesso Romano e poi

Vito Prigigallo, a sinistra, e Sandro Romano
Vito Prigigallo, a sinistra, e Sandro Romano

“offerti” ai protagonisti in un mistery basket. A questo punto, ciascuna coppia di chef deve ingegnarsi (e, ve lo garantiamo, ci vuole quantità industriale di ingegno) a trovare la via d’uscita per aiutare le fasce tricolori a cucinare secondo le regole e preparare una pietanza commestibile.

Michele Laricchia e il logo comunale dell'assessorato alle Politiche culturali
Michele Laricchia e il logo comunale dell’assessorato alle Politiche culturali

Ricordiamo che l’evento, organizzato dall’assessorato comunale alle Politiche culturali, diretto dal vicesindaco Michele LariAccademia-gastronomica-storicacchia, e dall’associazione culturale La Compagnia della lunga tavola, si svolge sotto l’egida del network Mordi la Puglia e della Accademia Italiana Gastronomia Storica. E proprio all’“inventore” e presidente dell’A.I.G.S., Mario Giorgio Lombardi, scomparso di recente, la quarta edizione di “Sindaci, ai fornelli” è dedicata.

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Annamaria Natalicchio
Annamaria Natalicchio

Per questa edizione, il sorteggio degli accoppiamenti si svolgerà in sede di conferenza stampa di presentazione che sarà coordinata dalla giornalista Annamaria Natalicchio di Sinestesie Mediterranee. Nel corso dell’incontro con i giornalisti saranno anche presentati gli altri eventi che caratterizzeranno questo scorcio finale de “L’Estate della cultura”, fitto cartellone di manifestazioni che si tengono a Capurso, dopo la Festa Grande (le celebrazioni religiose e folkloriche per la Madonna del StampaPozzo, il cui santuario è uno dei poli del culto mariano, in Puglia e non solo): dal concerto della Rimbamband (2 settembre) alla serata della nomina del “Capursese dell’anno”, dalla Fiera dell’Ottava (sabato 3 e domenica 4) alla sera dei sindaci-cuochi, appunto il 5 settembre, fino alla notte della lettura, venerdì 9.

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Giuliana Falaschi, sindaco di Citerna (FG)
Giuliana Falaschi, sindaco di Citerna (PG)

I primi cittadini che scenderanno in campo sono: Antonio Decaro (Bari), Francesco Spina (Bisceglie), Fiorenza Pascazio (Bitetto), Francesco Crudele (Capurso), Giuliana Falaschi (Citerna), Massimo Mazzilli (Corato), Raimondo Innamorato (Noicattaro), Domenico Vitto (Polignano a Mare), Costanzo Cascavilla (San Giovanni Rotondo) e Antonio Donatelli (Triggiano). Ha promesso di intervenire il Governatore e “sindaco” della Puglia,

Costanzo Cascavilla, sindaco di San Giovanni Rotondo (FG)
Costanzo Cascavilla, sindaco di San Giovanni Rotondo (FG)

Michele Emiliano, che sarà chiamato a una performance a sorpresa e i cui tutor saranno Luca Cappelluti e Fabio Quaranta, rispettivamente chef di Caravanserraglio di Terlizzi e pastrychef della pasticceria Fraddosio di Bari).

Il parterre degli chef-tutor è di tutto rispetto: Andrea Cannalire (Cielo, di Ostuni, una stella Michelin), Domenico Capogrosso (Osteria Del Buono, a Trani), Mino De Bari (Osteria di Chichibio, a Polignano a Mare), Angelo Di Biccari (Pane e Salute, di Orsara di Puglia), Giovanni Lorusso (Memory Resort, a Bisceglie), Mario Musci (Gallo Restaurant, a Trani), Salvatore Riontino (Canneto Beach 2, a Margherita di Savoia), Cosimo Russo (Aqua, di Porto Cesareo), Ippazio Turco (Lemì, in quel di Tricase) e Gianni Viceconte, in rappresentanza della Accademia Italiana Gastronomia Storica.

I capolavori che scaturiranno da quella che può essere denominata “Mayor-chef” (per ricordare la Masterchef televisiva) saranno esaminati da una giuria che, presieduta da Romano, sarà composta da varie categorie di addetti ai lavori: chef di chiara fama, giornalisti, e, novità di questa quarta edizione, i dirigenti scolastici di alcuni istituti alberghieri: Paola Petruzzelli (Majorana di Bari), Rosa Anna Cirasino (Salvemini di Fasano), Bianca Maria Buccoliero (Mediterraneo di Pulsano), Vita Surico (Perrone di Castellaneta) e Antonio Natalicchio (Istituto alberghiero di Molfetta). Come per la scorsa edizione, una giuria sarà in rosa: donne che daranno i voti ai sindaci con la parannanza.

Silvia Dipinto
Silvia Dipinto

La serata vedrà sul palco la giornalista di Repubblica Silvia Di Pinto, tra il pubblico il dj di Radio Selene Luca Catalano, con il coordinamento e gli interventi di Vito Prigigallo (La Gazzetta del Mezzogiorno) e le incursioni di Sandro Romano.

Numerose le aziende del settore eno-gastronomico e provenienti da ogni parte della Puglia che hanno già aderito all’iniziativa. In ordine sparso, Pasta Cardone, Biancofiore, Ognissole, Spirito Contadino, Fùlgaro, Patruno Perniola Cardone Vini, Santoro, 101 Caffè Capurso, Birrificio Bari, Consorzio focaccia barese, Olio Intini, O.P. Jonica, Antica Masseria Caroli, Tenuta Giustini, Cotto di Fichi, Il Panettiere di Altamura, Pasticceria Casoli e Antica pasticceria Fraddosio. L’organizzazione sta ricercando altre sinergie, nel solco dei comandamenti di Mordi la Puglia.

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La pagina de La Gazzetta del Mezzogiorno del 31 luglio 2015
La pagina de La Gazzetta del Mezzogiorno del 31 luglio 2015

Un po’ di storia. La prima edizione vide affermarsi il sindaco di Casamassima Mimmo Birardi (chef tutor Danilo Vita) che ebbe ragione del padrone di casa (Crudele), di Vito Ottombrini (Ruvo di Puglia) e di un travolgente Michele Emiliano, allora sindaco di Bari. Due anni fa, con la disfida passata da quattro a otto sfidanti, a battersi furono De Santis, Lovascio (vincitori in coppia e in squadra con gli chef Daniele Caldarulo e Michelangelo Sparapano) e, oltre a Crudele, i primi cittadini di Andria (Nicola Giorgino), Bitonto (Michele Abbaticchio), Monopoli (Emilio Romani), Casamassima (Birardi) e Triggiano (De Nicolò). L’anno passato la vittoria arrise al padrone di casa in coppia con la Pascazio, sindaco di Bitetto. I tutor in quella circostanza furono chef Caldarulo (il barese figlio d’arte è abbonato al successo capursese) e Giuseppe Panebianco. Il capolavoro preparato dai quattro dell’Ave Maria (la gara si svolge all’ombra della splendida “basilica bianca”, il santuario dedicato alla Madonna del Pozzo, che si fa sentire spesso con le sue campane a distesa) fu un tortino di orecchiette e zucchina con bisque bianca di canocchie e scorfano, su vellutata di yogurt e zucchine, che incantò i “primi giurati”, gente del calibro di Nazario Biscotti (Antiche Sere, a Lesina) e Pino De Luca. Gli altri primi cittadini partecipanti all’edizione 2015 furono Michele De Santis (Cellamare), Domenico Conte (Palo del Colle), Tonino Lomoro (Valenzano), Tommaso De Palma (Giovinazzo), Giuseppe Lovascio (Conversano) e Vincenzo De Nicolò (Triggiano).

 

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