Promozione, comincia il ballo dei cadetti

Il punto su alcune squadre di Promozione apparso sulla pagina dello Sport Barese, La Gazzetta del Mezzogiorno di oggi, martedì 30 giugno 2015
Il punto su alcune squadre di Promozione apparso sulla pagina dello Sport Barese, La Gazzetta del Mezzogiorno di oggi, martedì 30 giugno 2015

Comincia a muoversi anche il carrozzone della cadette ria. Alcune delle baresi di Promozione hanno già esposto il cartello work in progress.

Smentite le voci che volevano il ritorno del titolo sportivo a Putignano. Di fatto, la Virtus – che due anni fa, con Vito Castelletti in

Paolo Dalena, la stagione scorsa ha allenato il Noci. (Promozione, ragione sociale Virtus Putignano) Ex terzino sinistro, ha giocato anche con il Rutigliano
Paolo Dalena, la stagione scorsa ha allenato il Noci. (Promozione, ragione sociale Virtus Putignano) Ex terzino sinistro, ha giocato anche con il Rutigliano

panchina, mancò per un nonnulla l’Eccellenza, a favore del Novoli – non c’è più. Dalle sue ceneri è nata la Polisportiva Real Noci che militerà in Promozione dopo l’ottima stagione scorsa, con i biancoverdi di Paolo Dalena a un soffio dai playoff della poule nord.

PALO – Appello per salvare il Liberty. Il presidente Antonio Mari cerca soci per proseguire dopo la salvezza raggiunta anche grazie al reclutamento di un tecnico del valore di Angelo Columbo. È il direttore sportivo Danilo Dammacco a farsi portavoce dell’emergenza: il club rischia di scomparire, anche perché c’è l’enorme problema legato all’agibilità del “Comunale” (la scorsa stagione società sportiva e amministrazione arrivarono ai ferri corti e il Palo terminò il campionato al “Rana” di Carbonara) che costringerebbe i biancazzurri a migrare verso Bitetto o Toritto. Oppure, a sentire certe voci che circolano, proprio verso Carbonara.

Corrado Azzollini, impresario cinematografico e presidente del Giovinazzo
Corrado Azzollini, impresario cinematografico e presidente del Giovinazzo

<È molto difficile che ci siano possibilità di un ripescaggio – dice Marco Milano, diesse del Giovinazzo -, soprattutto se sarà confermato il format a sedici. Tuttavia, noi siamo vigili, attendiamo l’evoluzione delle varie situazioni che si sono create e chiederemo il ripescaggio>. Il problema dei problemi resta l’agibilità dello stadio. I lavori dovrebbero portare a breve il “Raffaele De Pergola” ad essere nuovamente disponibile dopo molti anni. Il terreno di gioco resta in terra battuta ma non  sarà più polveroso né soggetto ad allagamenti. Insomma, il presidente del club biancoverde, il molfettese Corrado Azzollini e il dirigente giovinazzese Fiorello Folino Gallo, non saranno più costretti a ricorrere al San Pio di Bari Enziteto e potranno avviare a tutti gli effetti il loro progetto calcistico. Ma lo stesso Azzollini ha parlato chiaro: il fondo è inaccettabile. E ha minacciato di trasferire il titolo sportivo.

Resterà a Molfetta la “Nuova”. Dopo il patto di ferro con la Libertas e la creazione – di fatto – della Molfetta Sportiva 1917, sarà proprio il patron della Libertas a prendersi cura della squadra di Promozione che si allenerà al “Petrone” e giocherà la domenica al “Poli”.

Profumo di Promozione per l’Omnia Bitonto e la Barium Bari. La squadra del presidente Antonello Orlino è pronta a presentare la domanda di ripescaggio dopo aver allestito uno squadrone a dicembre, recuperato un corposo gap e sfiorato i playoff nel Girone A di Prima Categoria. Anche Michele Danza presenterà l’istanza dopo la retrocessione a seguito della sconfitta al playout di Apricena.

Polvere di stalle

mozzarella_bufala_pugliesebig1Straordinario il titolo del Corriere di ieri: “Polvere di mozzarella”. Francesca Basso narra della nota inviata dalla Commissione europea all’Italia per chiedere la fine del divieto di detenzione e utilizzo di latte in polvere, latte concentrato e latte ricostituito per la fabbricazione di prodotti lattiero-caseari, previsto da una legge nazionale che risale al 1974. Per Bruxelles la norma rappresenta una restrizione alla “libera circolazione delle merci”.

Sono un europeista convinto. Con più di una punta di scetticismo. Quando tuttavia ascolto o leggo certi ragionamenti che i burocrati dell’Ue, i dubbi aumentano.

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Aumento prezzi alimenti“Non permetteremo che venga svilito e deprezzato un intero settore e continueremo la nostra battaglia a difesa delle produzioni lattiero-casearie ‘vere’ e non costruite in laboratorio. Perché la decisione della Commissione europea si tradurrebbe in un inganno a danno dei consumatori, oltre ad una evidente concorrenza sleale nei confronti dei trasformatori che utilizzano esclusivamente latte fresco”. Queste le parole del presidente di Coldiretti Puglia

Gianni Cantele
Gianni Cantele

Cantele, all’indomani dell’invio della diffida. In pratica l’Unione Europea vuole imporre all’Italia di produrre “formaggi senza latte” ottenuti con la polvere.

“Una caratteristica distintiva e straordinaria della produzione lattiero-casearia pugliese – ha aggiunto Angelo Corsetti, direttore di Coldiretti Puglia – è la sicurezza alimentare e la qualità che esprime. Le nostre stalle sono le più controllate al mondo (in media un controllo, diretto o in auto controllo, settimanale) e offrono un latte dalle elevate caratteristiche nutrizionali. Per quanto riguarda la qualità, è da sottolineare come oltre il 45% delle nostre produzioni serve a realizzare  i migliori formaggi del mondo la cui qualità e distintività e strettamente legata alla produzione di latte dei nostri territori. Per questo stiamo organizzando una intera giornata all’EXPO di Milano dedicata alle produzioni lattiero-casearie pugliesi il 23 luglio”.

In Puglia, a fronte dei 1.939 allevamenti che producono 3,6 milioni di quintali di latte bovino, le importazioni di latte dall’estero raggiungono i 2,7 milioni di quintali, e i 35mila quintali di prodotti semi-lavorati quali cagliate, caseine, caseinati e altro, utilizzati per fare prodotti lattiero-caseari che vengono, poi, ‘manipolati’ e trasformati in prodotti lattiero-caseari “made in Puglia”.

Dal 11 aprile del 1974 con la legge n. 138, l’Italia ha deciso di vietare l’utilizzo di polvere di latte per produrre formaggi, yogurt e latte alimentare ai caseifici situati sul territorio nazionale. Questa misura aveva ed ha lo scopo di tener alta la qualità delle produzioni casearie italiane salvaguardando le aspettative dei consumatori per quanto concerne l’autenticità e la qualità dei prodotti italiani mediante la qualità delle materie prime. Una scelta che ha garantito fino ad ora il primato della produzione lattiero-casearia italiana che riscuote un apprezzamento crescente in tutto il mondo dove le esportazioni di formaggi e latticini sono aumentate in quantità del 9,3 per cento nel primo trimestre del 2015. (fonte Coldiretti Puglia)

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La questione, però, va vista sotto altri aspetti.

Una questione nata alcuni anni fa (le prime proteste risalgono al 2009) e molto più complicata. Che riguarda, come dicevouna legge del ‘74 che vieta l’utilizzo di latte in polvere per la produzione di formaggi: secondo la lettera citata dal Corriere , la legge in questione viola un principio fondamentale, e di conseguenza deve essere modificata. Esistono meccanismi che non rendono automatica la decisione della Commissione, e in generale ci vorranno diversi mesi se non  anni perché si arrivi a una decisione definitiva. Come già anticipato dal ministro Martina, poi, un’eventuale modifica della legge non interesserebbe i formaggi dop, i più pregiati e caratteristici del mercato italiano.

E comunque, anche se la procedura d’infrazione della Commissione andasse in porto, il Governo sarebbe costretto a rendere legale anche la possibilità di produrre formaggio con latte in polvere: ma non per questo gli sarà “imposto” di produrre formaggio senza latte (il latte in polvere conta comunque come latte).

La 138/74 prescrive che è vietata la detenzione, la produzione e la vendita di «prodotti caseari preparati con latte fresco a cui è stato aggiunto latte in polvere o derivati comunque da latte in polvere». Per il quotidiano di via Solferino la 138 è stata “denunciata” un paio d’anni fa alla Commissione Europea, che a novembre del 2013 ha chiesto informazioni all’Italia sulla questione. Di recente, secondo quanto scritto dal Corriere e dalla Stampa,

Jean-Claude Juncker
Jean-Claude Juncker

l’esecutivo presieduto da Juncker ha invece inviato una “lettera di messa in mora”: cioè il meccanismo “iniziale” con cui la CE contesta allo Stato la violazione di alcune norme europee, e al contempo dà due mesi di tempo per rispondere alle contestazioni.

Secondo il giornalista del Corriere, il Governo incontrerà fra meno di un mese alcuni rappresentanti della Commissione per discutere del problema. Nel caso uno Stato decida di non adeguarsi alle direttive di Bruxelles una volta passati i sessanta giorni, la problematica viene risolta dalla Corte di Giustizia: le infrazioni (le multe in denaro), vengono attivate solo nel momento in cui un Paese non rispetta una sentenza dell’organismo con sede a Lussemburgo sulla vicenda (al momento l’Italia ha 98 procedure d’infrazione pendenti con la Commissione, circa la metà delle quali ancora allo stadio della “messa in mora”).

Maurizio Martina
Maurizio Martina

Il ministro Martina ha spostato la questione dal problema del latte in polvere a quello delle etichette e della «trasparenza delle informazioni da dare ai consumatori». Martina ha inoltre ricordato che la produzione dei formaggi dop è già protetta da una normativa UE che proibisce l’utilizzo di “materie prime diverse da quelle previste dai disciplinari” (cioè di latte in polvere). (fonte il post.it)

Serie D, la stangata da mezzo milione della LegaPro sui sogni di ripescaggio

I resoconti dalle sedi di Monopoli e Taranto, semifinaliste dei playoff di Serie D
I resoconti dalle sedi di Monopoli e Taranto, semifinaliste dei playoff di Serie D

Per salire in LegaPro ci vuole mezzo milione. Acqua sul fuoco dell’entusiasmo, benzina sulle fiamme di una rabbia sorda che rimbalza da Taranto a Monopoli, come si legge in altra parte della pagina. I cinquecentomila euro a titolo di contributo a fondo 29_06_sport+ serie d sgobbaperduto chiesti dalla Figc per il ripescaggio sono francamente troppi. Ovviamente, anche per rossoblù e biancoverdi.

Il giro d'orizzonte tra pugliesi e lucane di Serie D
Il giro d’orizzonte tra pugliesi e lucane di Serie D

Intanto, mentre dall’Adriatico allo Jonio si rischia di rinchiudere i sogni nel cassetto, a Bisceglie il presidente Nicola Canonico ha scritto che “questa volta siamo davvero giunti al passo d’addio”. L’imprenditore di Palo del Colle, che s’era già dimesso a dicembre 2013, è alla guida del club stellato da quattro anni. Non smentito dagli stessi Vincenzo e Leonardo l’interessamento dei Pedone brothers, dirigenti che hanno portato di fatto l’Unione Calcio in Eccellenza.

Un esempio di solidità e chiarezza d’intenti arriva da Francavilla. I Cupparo hanno confermato il tecnico slavo Ranko Lazic, da un decennio con i sinnici. Accasatosi al Matelica Antonio Picci, piace un altro barese, Cosimo Patierno, ex Bisceglie.

Restiamo in Basilicata. È nato ufficialmente l’FC Potenza. Due dubbi: qualcuno affiancherà Maurizio Notaristefani a capo del club lucano?; chi sarà il successore del tecnico di Marsala Mimmo Giacomarro? Al patron pare siano stati fatti, fra gli altri, i nomi, di Max Vadacca, Raimondo Catalano e Pasquale Logarzo.

Danilo Rufini, allenatore di origini calabresi, in predicato di tornare sulla panchina del San Severo. Il club dauno ha rotto fragorosamente con il tecnico della passata stagione Severo De Felice
Danilo Rufini, allenatore di origini calabresi, in predicato di tornare sulla panchina del San Severo. Il club dauno ha rotto fragorosamente con il tecnico della passata stagione Severo De Felice (da dilettantifoggia.it)

San Severo. È scoppiato il divorzio tra i giallogranata e Severo De Felice. In panchina potrebbe tornare il calabrese Danilo Rufini. Scoppia la pace invece tra il sindaco Francesco Miglio e il presidente Paolo Dell’Erba: lavori al “Ricciardelli” e contributo per la sua gestione.

A Nardò appare scontata la conferma di Nicola Ragno, anche se nelle orecchie del tecnico molfettese risuona il canto delle sirene della nuova società sorta nella sua città. Al patron di Copertino Maurizio Fanuli piace Mino Tedesco (Gallipoli e Casarano, tanti gol in Serie D e Eccellenza). Il sogno è Hernan Molinari (bomber argentino ex Taranto e Brindisi).

Il tecnico laziale Loreto Stravato. Si dice possa allenare il Gallipoli (da fuoriareaweb.it)
Il tecnico laziale Loreto Stravato. Si dice possa allenare il Gallipoli (da fuoriareaweb.it)

Il nuovo tecnico del Gallipoli potrebbe arrivare dal Lazio. Si parla di Loreto Stravato (ex Formia e Littoria, la scorsa stagione in Eccellenza con il Podgora) alla corte di Sandro Quintana e Davide Calvi.

Notizie di conferme dalle matricole. La Virtus Francavilla annuncia che in rosa ci saranno anche per questa stagione, agli ordini di Antonio Calabro, Daniele Vetrugno, Giovanni De Toma, Francesco Gallù e Christian Quarta. Il Picerno allenato da Maurizio De Pascale, si varrà ancora dei servigi del mediano Roberto Perna.

Eccellenza, le grandi piazze sistemano le panchine: Oliva a Casarano, Longo a Altamura, Di Maio a Gravina

Il breve viaggio nell'Eccellenza pugliese
Il breve viaggio nell’Eccellenza pugliese

“Il calcio dilettantistico e giovanile pugliese è in salute. Lo dimostrano i successi conseguiti dalla nostre società su scala nazionale. Continuando su questa strada, possiamo andare ancora molto lontano”. Vito Tisci ha affidato a queste poche parole la chiusa del messaggio di “fine stagione”. Al di là della soddisfazione che traspare dalla frase, il governatore del calcio pugliese assiste a lagnanze, dimissioni, contorsioni che rimbalzano su via Nicola Pende, sede del Comitato regionale dei dilettanti, come ogni estate.

Vediamo invece quali notizie arrivano dal calcio di provincia.

Mimmo Oliva (lecceprima.it)
Mimmo Oliva (lecceprima.it)

LE “GRANDI” – Nuovo allenatore del Casarano è Mimmo Oliva. Sostituisce Antonio Toma, che pure s’era reso protagonista di uno straordinario girone di ritorno che tuttavia non era bastato ai rossoblù per guadagnare un posto al sole dei playoff di Eccellenza.

Ad Altamura è nata la Team. Sostituisce lo Sporting. Presidente Tina Dilena, patron Vincenzo Dipalo, direttore generale l’ex mediano Mimmo Vicenti, allenatore Alessandro Longo. Il ricorso al tecnico di Trepuzzi fa pensare all’allestimento di una squadra da primato.

A Molfetta, sfumata la fusione tra Nuova Molfetta e Sudest, ecco l’unificazione della “Nuova” con la Libertas di Mauro Lanza. Forse non ce la faranno con le carte ufficiali, ma l’obiettivo di Saverio Bufi, Giovanni Di Benedetto, Ennio Cormio e dello stesso Lanza è far rinascere la Molfetta Sportiva 1917, anche in vista del centenario di uno dei sodalizi più importanti della Puglia del football. Tra i papabili per la panchina, Nicola Ragno, Muzio Fumai, Enzo Del Rosso e Leo De Gennaro.

Gennaro Di Maio (da foggia-iam-calcio.it)
Gennaro Di Maio (da foggia-iam-calcio.it)

DI MAIO A GRAVINA – Novità a Gravina, neopromossa in Eccellenza. Dopo l’elezione di Michele Zuccaro alla presidenza della “cooperativa” gialloblù, arriva l’annuncio del nuovo tecnico: Gennaro Di Maio, casertano trasferitosi ad Altamura e per tre stagioni guida tecnica dello Sporting.

Dalla matricola “certa” a quelle “piuccheprobabili”. L’UC Bisceglie, sulla carta quindicesima squadra di Eccellenza, ha confermato Mimmo Di Corato come allenatore. Stessa sorte benigna pare tocchi al tecnico del Leverano (sedicesima compagine, a completamento del ranking): il presidente bianconero Maurizio Zecca dovrebbe confermare Antonio Schito.

Sfumata l’avventura molfettese, la Sudest conferma il sodalizio con Locorotondo, dopo le due salvezze nelle prime due stagioni di Eccellenza per il club del patron Francesco Palmisano. Confermate panchina (a Roberto D’Ermilio) e direzione sportiva (a Gigi De Lorenzis).

Nuovo tecnico del Vieste dovrebbe essere Franco Cinque, che ritorna in biancazzurro, dove rileva Massimiliano Olivieri.

JONIO – L’Hellas Taranto, dopo aver migrato per tutta l’intera stagione, dovrebbe giocare le gare interne sul campo del proprio centro sportivo a Faggiano.

A Castellaneta il presidente Giovanni Guida, dopo aver chiamato a dirigere il club il d.g. Gino Carrera, ha annunciato che, per l’ottava stagione di fila, l’allenatore sarà Walter Lippolis.

Da sudest a nordovest: questo è il calcio di fine giugno

Il patron della Sudest, club calcistico "senza fissa dimora", artefice di uno dei progetti più intriganti del calcio pugliese degli ultimi anni
Il patron della Sudest, club calcistico “senza fissa dimora”, artefice di uno dei progetti più intriganti del calcio pugliese degli ultimi anni

Qualche giorno fa venne annunciata la fusione tra Sudest (Eccellenza, gli ultimi due anni a Locorotondo) e Nuova Molfetta (Girone A di Promozione). L’accordo è saltato dopo pochi giorni. Anche grazie alla mediazione di Franco Massari, è scaturito un’intesa per certi versi storica, tra Mauro Lanza e il gruppo che dirige la “Nuova”. Il colorito proprietario della Libertas ha confermato ancora una volta la sua pragmaticità: ha accettato di gestire la squadra di Promozione e di coabitare nella conduzione della formazione di Eccellenza. Che assumerà una denominazione che fa ancora emozionare gli appassionati non solo della città di San Corrado: Molfetta Sportiva 1917. Locorotondo invece ritrova il calcio che sembrava ancora una volta perduto. Il patron Francesco Palmisano resterà in Valle d’Itria grazie al nuovo accordo con il sindaco Tommaso Scatigna.

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L'articolo apparso sulla Gazzetta di oggi
L’articolo apparso sulla Gazzetta di oggi

Naufragato nel gran mare dell’impossibile il progetto Molfetta Sportiva-Sudest, il progetto calcistico proposto dalla Sudest con ogni probabilità tornerà a Locorotondo. Il sindaco della cittadina di Valle d’Itria, Tommaso Scatigna, da sempre molto vicino al calcio (il padre Pietro è stato a lungo presidente del miglior Locorotondo della storia blaugrana) si è già sentito con il dirigente Vito Aufieri e con lo stesso patron Palmisano. Le condizioni ci sono tutte per proseguire a Locorotondo dopo due stagioni di Eccellenza. <In effetti non si è mai rotto nulla tra la Sudest e Locorotondo – dice Gigi De Lorenzis, direttore sportivo del club apolide -,: le condizioni per riallacciare un rapporto proficuo ci sono tutte>. A quanto pare la rottura tra Sudest e Nuova Molfetta sono state dovute alla scelta dell’organico. L’allenatore doveva essere Roberto D’Ermilio, il diesse De Lorenzis. Su tutto il resto, Francesco Palmisano, patron del club apolide, e i maggiorenti della Nuova Molfetta il dialogo s’è spezzato.

Per il football della città adriatica, dopo la sorprendente sterzata, è sul rettilineo d’arrivo l’intesa tra Mauro Lanza, sponda Libertas e Ennio Cormio, Saverio Bufi e Giovanni Di Benedetto sponda Nuova).

L'articolo sulla sterzata del calcio molfettese apparso sulla Gazzetta di ieri
L’articolo sulla sterzata del calcio molfettese apparso sulla Gazzetta di ieri

RAGNO O FUMAI? – La guida tecnica di una rinascente Molfetta Sportiva che si preannuncia ambiziosa, dovrebbe spuntare da una serie di nomi. A Mauro Lanza, che l’anno scorso è stato al centro di attenzioni e polemiche per aver condotto in prima persona la Libertas, piacerebbe moltissimo Nicola Ragno, fresco di promozione in Serie D con il Nardò. A quanto se ne sa, il bancario molfettese non avrebbe detto no, anche se ovviamente la prima opzione per lui è la conferma sulla panchina granata. Se dallo Jonio arrivasse il consenso per il Ragno-bis, ecco Muzio Fumai. Il 35enne tecnico di Capurso, dopo Capurso, Cellamare e Mola, è,uno degli allenatori emergenti e tra i più seguiti in Puglia. Anche per lui la prima opzione resterebbe tuttavia la conferma a Mola. Un’idea suggestiva sarebbe il reclutamento di Vincenzo Alberto Annese, reduce da una esperienza come vice allenatore nel Paide, Serie A estone e già con Lanza alla Soccer. L’alternativa (last but non least) sarebbe la “conferma” di Leo De Gennaro, uno dei veterani dei coach pugliesi, la scorsa stagione proprio alla Nuova Molfetta.

L'articolo sugli sviluppi relativi al calcio molese pubblicato dalla Gazzetta di ieri. Anche in questo caso il futuro è una giostra che gira ad alta velocità
L’articolo sugli sviluppi relativi al calcio molese pubblicato dalla Gazzetta di ieri. Anche in questo caso il futuro è una giostra che gira ad alta velocità

LOSETO & DI VENERE – Se la panchina di Gravina è ufficialmente vacante dopo la separazione affatto indolore con Valeriano Loseto, resta in sospeso ogni decisione a Bitonto. Il nuovo presidente Paolo Lapalombella non ha sciolto la riserva sulla conferma del tecnico carbonarese Muzio Di Venere.

SQUALIFICA – Tornando a Lanza, il presidente della Libertas è stato squalificato per quattro mesi dalla procura federale per irregolarità nel tesseramento di Favia, Martinelli e Avantaggiati. Di ottocento euro la sanzione pecuniaria.

Buoni & cattivi – La classifica della “Coppa Disciplina” dei dilettanti pugliesi

Una delle pagine dello Sport de La Gazzetta del Mezzogiorno di oggi, venerdì 26 giugno 2015
Una delle pagine dello Sport de La Gazzetta del Mezzogiorno di oggi, venerdì 26 giugno 2015

I buoni e i cattivi del calcio di provincia. Le classifiche della cosiddetta “coppa disciplina” danno per certi versi la misura dei tornei regionali del calcio dilettanti, dall’Eccellenza alla Seconda Categoria, passando per Prima e Promozione.

È l’Atletico Acquaviva (Girone B di Seconda, piazza

Una formazione dell'Acquaviva, vincitrice dei playoff del Girone B di Seconda Categoria
Una formazione dell’Acquaviva, vincitrice dei playoff del Girone B di Seconda Categoria

d’onore dietro il Terlizzi) a conquistare il minor punteggio che in questa particolare gara a chi è il più buono vuol dire aver rispettato le regole del fair-play più e meglio di tutte. 15,45 penalità, nonostante il brutto epilogo della partita casalinga col Capurso, vuol dire che quella rossoblù è stata davvero una squadra di bravi ragazzi. Alle spalle dell’Atletico, il Gioventù Parabita  con 17,65, quindi il Città dei Fiori con 20,65. Ha quasi sfondato quota 500 (498,39) l’Atletico Cavallino, la compagine più cattiva del circolo delle centocinquanta.

Cattivi anche quelli del Trepuzzi (303,81), formazione salentina del Girone C di Prima Categoria. In Promozione, i meno corretti sono stati quelli del Città di Fasano (210,95) che hanno preceduto i baresi della Barium (174,65).

La classifica disciplina di Eccellenza e Promozione
La classifica disciplina di Eccellenza e Promozione

Torniamo ai calciatori da libro Cuore: la Tre Torri di Torremaggiore (17,55) sono stati i migliori della Prima, quelli della Nuova Molfetta (19) i più buoni della Promozione, che hanno preceduto Lizzano (22), Otranto (23,70) e UC Bisceglie (28,40), per citare gli “under trenta”. Particolare citazione per gli idruntini che hanno vinto il Girone B e conquistato per la prima volta l’Eccellenza.

La classifica di Promozione e Prima Categoria
La classifica di Promozione e Prima Categoria

Straordinaria anche la performance del Galatina, in Eccellenza: nonostante la retrocessione, la Pro Italia ha collezionato solo 22,60 penalità contro le 27,45 del Vieste e le 29,50 del Nardò. Anche i neretini meritano la menzione, visto che sono saliti sul podio nonostante le tensioni della corsa conclusasi con la conquista del secondo posto alle spalle della Virtus Francavilla (settima con 43,15).

Pessima la classifica del Bitonto. Troppe le 288,16 che portano i neroverdi al terzultimo posto in assoluto.

Longo, nuovo profeta di Altamura

Alessandro Longo. Di Trepuzzi, è uno dei tecnici più noti del calcio dilettantistico pugliese
Alessandro Longo. Di Trepuzzi, è uno dei tecnici più noti del calcio dilettantistico pugliese

La Team Altamura nasce e si pone subito tra le candidate alla vittoria finale della prossima Eccellenza. Il club guidato dal duo Dilena-Dipalo e diretto da Mimmo Vicenti, ha infatti affidato la guida tecnica a Alessandro Longo. Il salentino di Trepuzzi è uno degli allenatori più noti del panorama calcistico pugliese. Ne ho parlato sulla Gazzetta di ieri.

Ecco invece l’intervista al tecnico della Team Altamura, così come proposta dall’Ufficio Stampa del club murgiano.

Mister quali sono le prime sensazioni ed emozioni che sta provando nell’accingersi ad affrontare questa nuova avventura ad Altamura?

“Prima di ogni cosa vorrei ringraziare la proprietà nella persona di Vincenzo Dipalo, la presidentessa Tina Dilena, e tutti i dirigenti che mi hanno scelto per quella che io considero una straordinaria occasione di crescita umana e professionale, inoltre tutti i tifosi che mi hanno già dato il benvenuto nella città di Altamura. Sono riuscito in pochissimo tempo ad entrare in totale sintonia con l’ASD Team Altamura ed il suo nuovo gruppo di lavoro e da subito ho avuto la sensazione di aver avuto il privilegio di essere stato accolto in una grande famiglia. Uno staff tecnico-dirigenziale molto unito, le cui idee vengono condivise e programmate per essere realizzate senza tentennamenti. Emozionante è stato ascoltare Patron Dipalo parlare con estrema chiarezza di programmi ambiziosi specificando obiettivi, mezzi e metodi. Musica per le mie orecchie”.

Lo stemma della Team Altamura
Lo stemma della Team Altamura

E’ la sua prima esperienza in terra barese, come si sta trovando nella città murgiana?

“Migliore accoglienza non potevo ricevere, Vincenzo Dipalo è il padre superiore di una grande famiglia ed io mi sono da subito sentito uno di loro. Con Mimmo Vicenti, vice presidente e responsabile dell’area tecnica, abbiamo già programmato la prima fase di stagione e, in sintonia con il Club, fatto le prime scelte importanti. Entusiasta degli altamurani ma anche dei luoghi di Altamura, pieni di fascino come i tantissimi vicoli che caratterizzano lo splendido centro storico”.

L'articolo apparso sulla Gazzetta di ieri: nasce il Team Altamura e Longo è il suo profeta
L’articolo apparso sulla Gazzetta di ieri: nasce il Team Altamura e Longo è il suo profeta

La società insieme a lei sta lavorando alacremente per costruire la squadra che affronterà il campionato di Eccellenza, quale calcio intende esprimere con la sua compagine?

“Uno degli obiettivi della società è quello di riportare il grande pubblico allo stadio ed in particolare le famiglie a gremire le gradinate del “Tonino D’Angelo”. Di conseguenza il gioco dovrà risultare interessante per il pubblico e i tifosi in particolare. Pertanto siamo alla ricerca dello stile e dell’estetica, della correttezza e del Fair Play, a cui tiene molto la dirigenza, lo staff tecnico ed i giocatori dovranno abbinare un gioco principalmente efficace e produttivo in relazione agli obiettivi”.

Che tipo di campionato secondo lei, vi appresterete ad affrontare, quali sono le maggiori insidie di questo torneo?

“Attendiamo di conoscere tutte le squadre ammesse, eventuali ripescaggi e ammissioni dell’ultima ora, solo allora potremo avere un’idea chiara delle forze in campo e delle maggiori insidie. In generale un torneo a diciotto squadre, come è accaduto spesso in passato, sarebbe più lungo, quindi impegnativo e gravoso”.

 Cosa si sente di promettere ai tifosi?

“Tanto lavoro, impegno e determinazione per raggiungere gli obiettivi che la società ha stabilito”.

I pugni di Boezio

 

Da La Gazzetta del Mezzogiorno del 25 giugno 2015
Da La Gazzetta del Mezzogiorno del 25 giugno 2015

Marco Boezio ha vinto il suo primo match da professionista nel pugilato. Ventiquattro anni, di Capurso, il boxeur che gareggia con la Quero-Chiloiro di Taranto ha battuto nella categoria Pesi Medi il siciliano Antonino Barbagallo, della Geraci Boxe di Mascalucia. L’atleta pugliese, dopo una fase equilibrata nelle prime due riprese, è uscito alla distanza superando nettamente l’avversario catanese.

Marco-Boezio-boxeBoezio, 175 cm di altezza, è diventato professionista dopo cinque anni da dilettante, nei quali ha collezionato 13 vittorie, 5 pareggi e 10 sconfitte.

Boezio due
Boezio e Castellano dopo le vittorie di Taranto

La manifestazione, dedicata alla memoria di Donato Carelli, ex presidente del Taranto e grande appassionato della nobile disciplina sportiva, si è svolta all’Ippodromo Paolo VI del capoluogo jonico. Boezio, insieme all’altra new-entry nel mondo professionistico, Francesco Castellano, con la prima gara da “neo-pro”, hanno aperto la caccia ai punti buoni per qualificarsi alle finali nazionali del campionato italiano di categoria. Per Boezio, ragazzo di poche parole e molti Boezio unopugni, è un ulteriore passo per una carriera che l’atleta capursese vorrebbe proseguire negli Stati Uniti. Un sogno? Forse. Ma lo sport si nutre di storie come quella di Marco che, dopo l’anno al Servizio Civile, si è dedicato totalmente al pugilato, con grandi sacrifici e durissimi allenamenti tra le palestre di Taranto e Casamassima.

Il periodico dell'amministrazione del Comune di Capurso riportò in prima pagina una foto del match combattuto da Boezio a Capurso lo scorso anno. Il titolo, simbolico, era "Il coraggio"
Il periodico dell’amministrazione del Comune di Capurso riportò in prima pagina una foto del match combattuto da Boezio a Capurso lo scorso anno. Il titolo, simbolico, era “Il coraggio”

<Il passaggio al professionismo di Castellano e Boezio è un nuovo risultato prestigioso della nostra società sportiva – commenta il tecnico e responsabile del settore giovanile interregionale della Federboxe, Cataldo Quero -; abbiamo deciso di far promuovere questi due ragazzi perché il loro pugilato da combattenti può trovare sfogo nel professionismo>.

Sì come sa di sale…

Tu proverai sì come sa di sale
lo pane altrui, e come è duro calle
lo scendere e ‘l salir per l’altrui scale.

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La montagna del sale: al momento in cui ho fotografato il lavoro del cingolato, la quantità di sale presente è di circa cinquecentocinquantamila quintali

Dante Alighieri nel XVII canto della Commedia accennò al sale in una delle terzine più famose del Paradiso. È una della citazioni iscritte in alcune “lapidi” infisse nella pavimentazione dell’ampia piazza su cui s’affaccia il palazzo delle terme di Margherita di Savoia. Cittadina della riviera Adriatica, pochi chilometri a nord di Barletta, che dall’acqua riceve la vita: il sale, la spiaggia, il fango terapeutico.

margherta sale montagna
La montagna del sale erosa dalla poderosa benna del caterpillar. Sta arrivando l’ennesimo camion da riempire dell’oro bianco che sarà poi portato alla lavorazione. Una volta, per il trasporto del sale accumulato in una delle aie si utilizzava anche il trenino: in primo piano, la ferrovia dismessa
margherita sale in acqua
Le acque rosa e il sale a riva in uno dei bacini

Cominciamo dal sale. Di cui già Plinio il Vecchio parlò. L’oro bianco era raccolto già nell’antica Roma:si formava naturalmente, senza intervento dell’uomo. Nelle fasi di alta marea l’acqua del mare entrava nelle zone basse del vecchio lago Salpi e, dopo l’evaporazione, depositando il sale che poi sarebbe stato raccolto. Salapia fu così chiamata proprio perché si trovava nella zona ove si depositava il sale..
Le Saline di Margherita di Savoia si estendono su una fascia larga circa cinque che corre parallelamente alla costa per una ventina. Dunque, una superficie di circa 4.500 ettari, quasi tutta coperta dalle acque. Le vasche evaporanti coprono 3.500 ettari, le vasche salanti 500 ettari. Gli altri 500 ettari sono strade, argini, aie di ammassamento, officine, uffici, alloggi.
La superficie evaporante serve a portare le acque del mare a saturazione rispetto al cloruro di sodio. La rimanente superficie coperta dalle acque costituisce la zona salante nella quale avviene la fase di raccolta. Questa zona viene costantemente alimentata con acqua satura, preparata dalla zona evaporante. Le vasche evaporanti della Salina hanno superfici e forme variabili a seconda dell’andamento altimetrico del terreno. Le vasche salanti, pur conservando la variabilità nelle superfici, per esigenze di raccolta sono invece perfettamente regolari.

Nella foto di Rocco Lamparelli, l'intervista a Marina Marrone per la trasmissione di Antenna Sud Andate a quel paese e per il video che, sempre prodotto dalla Nicholaus di Bari, sarà proiettato il 27 luglio a Expo 2015 di Milano
Nella foto di Rocco Lamparelli, l’intervista a Marina Marrone per la trasmissione di Antenna Sud Andate a quel paese e per il video che, sempre prodotto dalla Nicholaus di Bari, sarà proiettato il 27 luglio a Expo 2015 di Milano

La quantità di acqua di mare utilizzata per la produzione del sale varia a seconda dell’andamento stagionale e si aggira mediamente intorno ai 30 milioni di metri cubi annui. L’acqua di mare, raggiunto il fatidico grado di saturazione, si riduce prima a circa un decimo del suo volume quindi addirittura ad un quarantesimo. Il periodo più favorevole alla produzione del sale va da giugno a settembre. La produzione media annua della Salina di Margherita di Savoia è di circa 6 milioni di quintali che ne fa la “saliera” più grande d’Italia. (fonte sito istituzionale comune di Margherita di Savoia).

Due grandi architetti italiani hanno lavorato alla salina di Margherita.

Luigi Vanvitelli
Luigi Vanvitelli

Luigi Vanvitelli nel 1754 ricevette l’incarico di ammodernamento delle Regie Saline da Carlo III di Borbone re di Napoli, che riacquistò da privati le saline di Barletta. A quel tempo le saline non erano produttive come oggi anche a causa dell’impiego di tecniche rudimentali che puntavano per lo più sulla forza fisica umana e per le dimensioni ridotte della superficie. Il padre della Reggia di Caserta portò una grande rivoluzione tecnologica: la sostituzione degli “sciorni” con le “coclee di Archimede (chiamate “trombe”) con il vantaggio di riuscire a sollevare più facilmente l’acqua superando i dislivelli con riduzione di manodopera.

Il magazzino del sale. Dopo un primo intervento da parte dell'azienda concessionaria della salina, è più di un'ipotesi la sua ristrutturazione per farne del "santuario del sale" un grande contenitore culturale
Il magazzino del sale. Dopo un primo intervento da parte dell’azienda concessionaria della salina, è più di un’ipotesi la sua ristrutturazione per farne del “santuario del sale” un grande contenitore culturale

Pier Luigi Nervi viene incaricato al progetto dell’edificio del magazzino del sale nel 1936. Si tratta di una sperimentazione giovanile, condotta sul tema della struttura a campata unica in cemento armato, destinata ad avere esiti di grande interesse negli anni successivi, tali da valergli la fama internazionale di grande architetto-ingegnere operante all’interno del linguaggio del cosiddetto “strutturalismo” architettonico. (fonte museosalina.it)

SERIE “D” INCOGNITE – ECCELLENZA, UN TERZO DI NOVITA’

La pagina dello Sport de La Gazzetta del Mezzogiorno di oggi, lunedì 22 giugno 2015. Si parla di dilettanti, dalla Serie D all'Eccellenza
La pagina dello Sport de La Gazzetta del Mezzogiorno di oggi, lunedì 22 giugno 2015. Si parla di dilettanti, dalla Serie D all’Eccellenza

LA SERIE D

Con almeno otto squadre che hanno dichiarato di non essere in grado di poter sostenere la LegaPro e alcune che potrebbero essere “ricollocate” d’ufficio a seguito dello scandalo legato alle scommesse lecite e clandestine, ha investito come un tifone anche Barletta e Brindisi, è difficile ricostruire la geografia del pallone ai confini tra professionismo e dilettantismo ai massimi livelli.

Il calcio pugliese di Serie D vive convulsioni che fanno pensare troppo a come riaggiustare organigrammi e conti e troppo poco ai progetti per la prossima stagione.

Mimmo Campitiello, presidente dimissionario del Taranto, semifinalista dei playoff di Serie D
Mimmo Campitiello, presidente dimissionario del Taranto, semifinalista dei playoff di Serie D

A Taranto, le dimissioni di Mimmo Campitiello (“Vi ringrazio per le straordinarie, uniche emozioni, ma non ho interesse a lottare contro questo sistema”) hanno creato un vuoto di potere che rischia di trasformarsi in vuoto pneumatico che mette a rischio l’eventuale ripescaggio degli jonici.

A Brindisi, il cui titolo sportivo appartiene per il 98% a Vito Morisco, coinvolto nell’inchiesta “Dirty soccer”.

A Bisceglie, dove Nicola Canonico, che pochi giorni fa aveva smentito i contatti con il molfettese Mauro Lanza, deluso dal mancato coinvolgimento di imprenditori locali, non nasconde che “nelle ultime ore ci sono state richieste del titolo sportivo”. Il patron di Palo spera di “non dover giungere a questa estrema soluzione”.

A Gallipoli, dove Gianluca Fiorentino ha trovato il muro alzato dagli ultras giallorossi.

Stefano Trinchera. Di oggi la notizie delle dimissioni del diesse biancazzurro che lascia il club dopo la vittoria in Eccellenza e in Coppa Italia
Stefano Trinchera. Di oggi la notizie delle dimissioni del diesse biancazzurro che lascia il club dopo la vittoria in Eccellenza e in Coppa Italia

MATRICOLE – Stefano Trinchera punta su Adriano Fiore, ex Rende, per rafforzare la mediana della Virtus Francavilla. Il sogno è uno e bino: Palumbo o Genchi, bomber di classe cristallina di Potenza e Taranto. Maurizio Fanuli ha confermato Nicola Ragno sulla panchina del Nardò. Attiva l’AZ Picerno: preso il difensore Alessandro Itri dopo i centrocampisti Francesco Giraldi e Antonio Tarascio e la punta Sandro Serritella.

LUCANE – Più quiete che tempesta in Basilicata. È nata la SSD srl Potenza che sostituisce la “Rossoblù”. Il club di Maurizio Notaristefani annuncia le dimissioni del dg Rocco Galasso.

Undicesima presenza di fila per il Francavilla in D: un record di cui Antonio Cupparo, alla guida dei rossoblù dal 2011, va fiero. Confermato il “Ferguson” del Sinni, Ranko Lazic.

 

L’ECCELLENZA

Quattordici su sedici. Mai come in questo giugno l’Eccellenza dà i numeri. Promosse Virtus Francavilla e Nardò, retrocesse Galatina, Ostuni e Ascoli Satriano, mancano due squadre per completare l’organico. Come ormai noto, in pole per il ripescaggio ci sono UC Bisceglie, vincitore dei playoff del Girone A di Promozione, e Leverano, “argento” nella coppa di categoria.

Se così fosse, la Premier League di Puglia sarebbe geograficamente composta da sei espressioni della Città metropolitana di Bari (Mola, Molfetta, Altamura, Bitonto, Gravina e Sudest), quattro leccesi (Casarano, Novoli, Otranto e Leverano), tre tarantine (Grottaglie, Castellaneta e Hellas Taranto), due della BAT (Trani e Bisceglie) e una foggiana (Vieste). Secondo alcuni, la questione dell’Eccellenza a diciotto potrebbe tornare sul tavolo di Vito Tisci, Governatore del Pallone di Puglia, solo se il Barletta dovesse esservi ricollocato, a seguito dell’inchiesta “Dirty soccer”.

PRESENZE – In ogni caso, delle sedici compagini che dovrebbero comporre il massimo campionato pugliese, nessuna può vantare “gettoni” in doppia cifra. La classifica delle veterane, dalla prima edizione del 1991/92, vede in testa Massafra e Ostuni con 15, seguite da Castellana e Lucera con 14, Francavilla e Maglie con 12, Copertino e Locorotondo (Virtus, Victoria e Sudest) con 11, quindi Bisceglie, Gallipoli, Galatina e Ostuni con 10. Le più longeve delle attuali contendenti sono Sporting/Real Altamura (8; una volta c’è stata la Leonessa; la prossima vedrà in corsa la “Uesse”), Casarano (7), Bitonto, Grottaglie, Trani e Vieste (6). Per l’Unione Calcio è la prima volta, ma il calcio biscegliese, con la società

Francesco Palmisano, patron della Sudest. Manca solo l'ufficialità alla fusione con la Nuova Molfetta da cui scaturirebbe la Molfetta Sportiva-Sudest
Francesco Palmisano, patron della Sudest. Manca solo l’ufficialità alla fusione con la Nuova Molfetta da cui scaturirebbe la Molfetta Sportiva-Sudest

nerazzurrostellata, è veterano. La vera new-entry è Leverano, che porterà a 87 i club con almeno una timbratura. Se, come ormai pare certo, Sudest e Nuova Molfetta dovessero far sorgere l’ibrido Molfetta Sportiva-Sudest, per il calcio della città di San Corrado sarebbe la decima volta, fra le quattro della Libertas, le due di Molfetta Calcio e Molfetta Sportiva e l’unica stagione del Liberty.

Muzio Fumai. L'allenatore capursese è stato uno dei migliori tecnici dell'Eccellenza. Si parla della mancata conferma del tecnico capursese sulla panchina del Mola. Al suo posto, tornerebbe Mimmo Caricola. Agostino Divella smentisce
Muzio Fumai. L’allenatore capursese è stato uno dei migliori tecnici dell’Eccellenza. Si parla della mancata conferma del tecnico capursese sulla panchina del Mola. Al suo posto, tornerebbe Mimmo Caricola. Agostino Divella smentisce

PANCHINE ROTANTI – L’Eccellenza perde uno dei tecnici più rappresentativi della Puglia pedatoria, Antonio Toma. Il diesse del Casarano Mino Manta sta pensando a Mimmo Oliva. Uno dei più giovani, Massimiliano Olivieri, lascia invece il Vieste: Teo Vlassis o Teodoro Palatella per la guida dei garganici. Un altro tecnico under-forty, Muzio Fumai, dovrebbe lasciare Mola, sostituito, stando ai si dice, da Mimmo Caricola, con il ritorno di Alfredo Piarulli al ruolo di direttore sportivo.