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CONVERSANO, TRA STORIA E FOOTBALL

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Si chiamerà US Conversano 1924. Nella ragione sociale riporterà la data di nascita del football all’ombra del castello. Protagonista della rinascita sarà Beppe Salierno, a capo di una cordata che vede insieme Luigi Tauro e i conversanesi Angelo Ramunni, Michele Locaputo e Damiano Calò.

Bappe Salierno, barese, 25 anni
Bappe Salierno, barese, 25 anni

Ricomincerà dalla Prima Categoria. Il titolo sportivo sarà quello del Football Club Carbonara. Saranno dunque due i club che faranno calcio dilettantistico a Conversano: l’Us e la Norba. Quest’ultima s’è salvata in extremis in Prima al termine di una stagione disgraziata, in cui Donato Colucci è subentrato in panchina al posto di Filippo Sciannamblo (il presidente Mario Benedetto e il ds Paolo Lovecchio hanno confermato anche per questa stagione l’allenatore di Fasano).

Il logo della Uione Sportiva Conversano 1924
Il logo della Uione Sportiva Conversano 1924

Domenica l’Unione Sportiva esordirà al “Peppino Lorusso” facendo da sparring partner al Bisceglie, formazione di Serie D. <Siamo felici perché per lo sport conversanese sarà un evento, con una squadra di tale livello che, pur in amichevole, scende in campo in uno stadio così importante per il calcio pugliese>, sottolinea Salierno.

Uno stadio intitolato a un partigiano, Peppino Lorusso, e uno scudetto, quello del ’44, che continua ad essere rivendicato, saranno il contesto storico-agonistico. Al resto dovranno pensarci il tecnico Nicola Quarto, ex Sibillano Bari e alcuni calciatori già arruolati: Roberto Romito (centrocampista, 29 anni, Carbonara), Arturo Botta (mediano e difensore, 37 anni, uno dei lupi di mare del calcio di questi paraggi), Giacomo Sfarzetta (attaccante, 24, Laterza), Domenico Lafronza (difensore, 32, Noicattaro), Giuseppe Damiani (attaccante, 27, Sibillano) e, da ultimo, Tommaso Urso, 25 anni, 16 gol la scorsa stagione con il Tuturano.

Nicola Quarto, ai tempi della Sibillano Bari
Nicola Quarto, ai tempi della Sibillano Bari

Salierno ha soli 25 anni, è speaker radiofonico, <conduttore di eventi sociali e culturali>, cronista sportivo: <Dicono che sia il più giovane presidente dall’Eccellenza in giù. L’idea mi piace, così come mi piace l’idea di fare esperienza in una città che ha bisogno di rilanciare il calcio, cominciando con un derby>. Al “Lorusso” non si vede calcio di alto livello dai tempi della presidenza di Enrico Tatò (Atletico Conversano). L’ingegnere sostò in questi paraggi prima di trasferirsi al Noicattaro e lasciare la presidenza all’attuale sindaco, Giuseppe Lovascio, che a sua volta cedette il titolo a Francesco Palmisano (dieci anni fa fu al centro di un reality show televisivo e poi teatro della prima partita di calcio maschile diretta da una terna arbitrale tutta al femminile), oggi patron della Sudest. Nel 2007 il titolo venne trasferito a Casamassima e contemporaneamente sorse il Norba Conversano.

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Una pubblicazione dedicata a Peppino Lorusso: venne fucilato dai tedeschi, a Thiene, pochi giorni prima della fine della Seconda Guerra Mondiale
Una pubblicazione dedicata a Peppino Lorusso: venne fucilato dai tedeschi, a Thiene, pochi giorni prima della fine della Seconda Guerra Mondiale

Il “campionato dell’Italia libera” venne disputato nel 1944. Al torneo, che cominciò ad aprile dopo la Coppa Puglia, parteciparono ben 37 squadre, tutte pugliesi tranne il Matera. Furono tesserati numerosi calciatori di Serie A che s’erano rifugiati nella Puglia liberata dagli Alleati. Il Conversano tesserò gente del calibro di Leonardo Costagliola (portiere tarantino che avrebbe giocato nel Bari dopo il conflitto e soprattutto con la Fiorentina per sette anni, meritandosi poi anche la Nazionale), Onofrio Fusco, Franco Ponzinibio, Renzo Bettini, Alberto Milli, Vincenzo Orlando, Andra Campana. La Figc diede solo un attestato al Conversano, ma il titolo non venne riconosciuto. Dopo aver battuto il Putignano in semifinale, il Conversano ebbe ragione del Rutigliano, pur avendo perso l’andata per 1-0 (Capocasale su rigore): vinse a tavolino la gara di ritorno perché i grifoni non si presentarono “per motivi di ordine pubblico”.

Tanto per restare in tema, lo stadio venne intitolato a Peppino Lorusso, giovane universitario conversanese che, a Thiene, a pochi giorni dalla fine della guerra, venne fucilato dai tedeschi.

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Beppe Magrone, è stato a capo della FC Carbonara sin dalla fondazione, a giugno del 2011
Beppe Magrone, è stato a capo della FC Carbonara sin dalla fondazione, a giugno del 2011

<Ormai non c’erano più i presupposti per continuare>. Questo l’epitaffio apposto da Beppe Magrone sulla lapide del calcio dilettantistico a Carbonara, rinato a giugno 2011 e che doveva reggersi su una sorta di azionariato popolare. Il titolo di Prima Categoria, conquistato e conservato dopo alcune splendide annate, è stato infatti ceduto. A nulla è servito l’ennesimo miracolo sportivo, stavolta compiuto con una squadra passata in corso d’opera a Nicola Biancofiore. La stagione scorsa è stata alquanto travagliata: l’entusiasmo per la fusione con il Valenzano, appena promosso dalla Terza Categoria, s’è spento quasi subito. È stata anche una questione di impianti inadeguati. Dallo stadio delle “Lamie” a Valenzano, club scomparso dopo il salto in Seconda (titolo ceduto al Noicattaro), Carbonara ha inseguito inutilmente il sogno del “Leo Dell’Acqua”, ed è stato infine costretto a rifugiarsi presso la struttura privata “Tonino Rana”.

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