Una formazione dell'Argentina del 1977: il capitano, accanto al portiere, è Carrascosa

EL HOMBRE VERTICAL

Videla-entrega-el-trofeo-al-capitán-argentino.-Foto-cortesía-de-AFP.-pLa prossima notte giocheranno Argentina e Cile per la finale della Coppa America. L’Albiceleste non vince da tanti anni una manifestazione importante. Leo Messi, forse il più grande calciatore in attività, non ha mai vinto nulla con la maglia della Selecciòn. Può farlo stanotte, negli Stati Uniti.
La finalissima con la squadra di Sanchez e Vidal mi rimanda a quella del 1978 con l’Olanda senza Crujiff, che in Argentina non andò temendo un rapimento (finale arbitrata dall’italiano Gonella, che non fece un figurone, anzi). A Buenos Aires i padroni incontrastati erano i militari. Il capo della Junta al potere era Jorge Videla. Ne “Il Mundial della vergogna” (Edizioni Alegre, costa 15 euro), Pablo Llonto ripercorse quel gelido e sanguinoso campionato vinto dalla squadra di casa grazie anche alle pressioni dei militari.
carrascosaIn quella squadra non c’era il “gran capitan“, Jorge Carrascosa. Quell’hombre vertical fece il gran rifiuto: via la fascia da capitano e un anno dopo chiuse con quel mondo che a lui era parso pavido e omertoso. Si mise a fare l’assicuratore. “Si vince e si perde co dignità, continua a dire El lobo (il lupo) a quasi 68 anni. Giocare ed essere il leader in campo di una nazionale protetta dal feroce regime totalitario non rientrava nella sua filosofia di vita: “Quello che stava accadendo in Argentina nel ’78 mi faceva troppo male. Non avrei potuto giocare e divertirmi, non sarebbe stato coerente”.

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