Il Dukla di Console

Antonio Console, barese, allenatore dell'Under 17 del Dukla Praga
Antonio Console, barese, allenatore dell’Under 17 del Dukla Praga, da me fotografato allo stadio comunale di Capurso

Ci sono migranti e migranti. Quelli del calcio sono sempre un po’ speciali. Quando poi i migranti vanno e vengono sull’asse Bari-Praga e c’è di mezzo il dio Pallone, allora la straordinarietà è pressoché garantita.

Antonio Console ha 26 anni, è barese, ha sempre giocato a calcio nella squadre di provincia (Noicattaro, Gioia, Laterza, Cellamare, Capurso, Putignano), ed ha sempre lavorato. A Praga, appunto. Nella capitale della Cechia trova subito impiego: prima in un call-center nel settore turistico, poi in una struttura ricettiva. In pochi mesi diventa gestore di una di queste.

Poi, il rumore del cuore si fa assordante. Su invito del padre, Uccio, torna a Bari. Ma non è cosa. L’Ostuni di Enzo Carbonella lo chiama. Nel frattempo arriva il “patentino” di allenatore Uefa B: che non è il coronamento di un sogno. È il punto di partenza, un po’ il crocevia del destino benevolo: sfuma Ostuni e sembra l’occasione della vita sprecata. Invece…

L'articolo apparso sull'inserto Sport+ della Gazzetta di lunedì
L’articolo apparso sull’inserto Sport+ della Gazzetta di lunedì

<Incontro un amico che ha un amico (succede sempre così, nella buona e nella cattiva sorte, ndr). Mi dice: ti faccio conoscere un dirigente di una società molto importante da queste parti>.

Josef Masopust
Josef Masopust

Importante, certo. È il Dukla, uno dei club storici della capitale della ex Cecoslovacchia, che prende il nome dalla collina ove si combattè una celebre battaglia tra il settembre e l’ottobre 1944 tra i tedeschi e russo-cecoclovacchi. La squadra dove giocò per sedici anni Josef Masopust, Pallone d’oro nel 1962. Il Fotbalovy Klub Dukla Praga nacque nel 1948, prese la denominazione Dukla nel  ’56 e partecipò l’anno dopo alla prima Coppa dei Campioni. Nel 1967 perse la finale della coppa dalle grandi orecchie, eliminato dal Celtic Glasgow. Si spense nel 1996 per poi rinascere dopo la fusione con una associazione di calcio giovanile. Venerdì aprirà la Czech Liga, allo stadio Na Julisce, affrontando il Teplice, la squadra degli esordi di Masopust.

<Sono rinati dopo un periodo difficile. E sono orgogliosi della loro storia e della loro capacità di questo nuovo corso. All’appuntamento ci sono andato con il cuore in gola. E, dico la verità, anche con un pizzico di scetticismo. E invece, mi hanno fatto una proposta. Ho accettato senza far passare neppure un minuto. Da noi si sente spesso parlare di “progetto”. Sembra la parola magica e invece quasi sempre è una scatola vuota. Il Dukla invece questo progetto ce l’ha davvero e lo sta realizzando, passo passo, anno dopo anno. Non per nulla, da metà degli anni Sessanta al 1980 hanno vinto 6 volte il Torneo di Viareggio>.

A Console vengono affidati gli Allievi nazionali, l’Under 17. La prima squadra è tornata nella Serie A ceca.

Dopo un torneo internazionale lo scorso giugno proprio nella città boema, eccolo per la prima volta in Puglia nell’esercizio delle sue funzioni. I 16enni del Dukla hanno partecipato a un torneo a Capurso, ospiti dello stadio che lo scorso febbraio è diventato Centro federale territoriale, con l’organizzazione di papà Uccio (Matteo Console è dirigente dell’Atletico Bari) e di Raffaele Consalvo, patron della Fbc Capurso. Il Dukla, manco a dirlo, ha surclassato tutti. <Nostalgia? Quella c’è sempre – dice Antonio -. Ma a Praga ho subito ritrovato lavoro nel settore del turismo e con questa esperienza calcistica sto imparando moltissimo>.

Storia di Antonio. Migrante 3.0.

Azzurro salmone

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L’articolo comparso oggi su La Gazzetta del Mezzogiorno

Le Olimpiadi di cucina si disputeranno in Germania, a Erfurt, dal 22 al 25 ottobre. E ci sarà, fra le 32 brigate partecipanti, anche la nazionale italiana cuochi. Che oggi è stata in Puglia per una seduta di allenamento. Hanno preparato tre portate per sessanta commensali (in gara ufficiale saranno centodieci). La sede dell’allenamento è stato un noto ristorante di Alberobello, il Nobis, locale che sorge presso il Grandhotel La Chiusa di Chietri. La NIC è guidata dal coach Pierluca Ardito, chef del Nobis, e dal manager Daniele Caldarulo. I quali, con gli chef della nazionale, sono in preparazione da alcuni mesi.

Uno dei tavoli al Nobis: si riconoscono lo chef Domenico Maggi e il gastronomo Sandro Romano
Uno dei tavoli al Nobis: tra gli altri, Maggi e Romano

I cuochi si sono dati cinque ore per predisporre la cosiddetta “mise en place”. Ritmi serrati, dunque, per avvicinarsi alla perfezione della tecnica e del gusto. La degustazione ha previsto uno “starter” a base di salmone selvatico alla crema di sesamo nero, peperoncino e terrina di carote. Quindi, il “main course”, un piatto di carne a base di capriolo. Infine, il dessert. Con questo menù gli azzurri sfideranno il mondo in terra teutonica.

Un particolare di uno dei tre assaggi dello starter
Particolare di uno dei piatti

«Il menù – ha detto il barese Caldarulo – nel breve tempo che ci separa dalle Olimpiadi sarà sempre più affinato in tutti i suoi aspetti fino a raggiungere la perfezione». «Ci aspettano altri tre mesi di duro lavoro – ha aggiunto Ardito –: l’entusiasmo e lo spirito di gruppo non ci manca. Siamo pronti all’ultimo sprint».

A valutare l’intera performance del team, a Erfurt, un pool di giudici che nel programma di cucina calda valuteranno la predisposizione di tutto il materiale occorrente per il servizio, la corretta preparazione professionale (igiene, tecniche di lavoro, organizzazione in cucina), il servizio, la presentazione e ovviamente il gusto.

NIC-logoLa NIC è reduce da un bronzo conquistato nella cucina calda e un argento nel programma di cucina fredda.

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Tra gli ospiti, Mimmo Maggi, giudice internazionale, Sebastiano D’Onghia, tra gli chef più noti in Puglia, alcuni tra gli sponsor e i fornitori della Nazionale – da Vito Matarrese a Matteo Santoiemma, fino al padrone di casa, Angelo Masciulli -, a numerosi giornalisti, tra cui Michele Peragine, Sandro Romano, Carlo Sacco, Annamaria Natalicchio, Antonella Millarte, Nunzia Bellomo, Gianvito Magistà, Simona Giacobbi, Daniela Rizzi e Michele Traversa.

La brigata oggi era composta da Pierluca Ardito, Daniele Caldarulo, Giuseppe Palmisano, Giuseppe Palmisano jr, Deborah Fantini, Fabio Potenzano, Francesco Dibenedetto, Felice Laforgia, Lorenzo Alessio, Massimiliano Mandozzi, Michelangelo Sparapano e da Mariano D’Onghia che si occupa della logistica e delle forniture.

La Nazionale cuochi si prepara per le “Olimpiadi” di Erfurt

NIC-logoC’è molto azzurro e un po’ di Italia-Germania anche dietro ai fornelli. Le Olimpiadi di cucina si disputeranno infatti in Germania, a Erfurt, dal 22 al 25 ottobre. E ci sarà, fra le 32 brigate partecipanti, anche la nazionale italiana cuochi. Che domani, martedì 5 luglio, sarà in Puglia per una seduta di allenamento proprio in vista delle Culinary Olimpics nella città universitaria della Turingia. Sede delle prove il ristorante Nobis presso il Grandhotel La Chiusa di Chietri ad Alberobello. Dovranno preparare tre portate per sessanta avventori (in gara ufficiale saranno centodieci). La sede dell’allenamento è un noto ristorante di Alberobello. La NIC sarà guidata dal coach Pierluca Ardito e dal manager Daniele Caldarulo. I quali, con gli chef della nazionale, sono in preparazione da alcuni mesi.

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Uno scorcio del Nobis

I cuochi hanno cinque ore per predisporre la cosiddetta “mise en place”. Ritmi serrati, dunque, per avvicinarsi alla perfezione della tecnica e del gusto. La degustazione prevede uno “starter” a base di salmone selvativo alla crema di sesamo nero peperoncino e terrina di carote. Quindi, il “main course”, un piatto di carne a base di capriolo. Infine, il dessert, ancora tutto da svelare. Con questo menù caldo gli azzurri sfideranno il mondo in terra teutonica.

«Il menù – ha detto il barese Caldarulo – nel breve tempo che ci separa dalle Olimpiadi sarà sempre più affinato in tutti i suoi aspetti fino a raggiungere la perfezione». «Ci aspettano altri tre mesi di duro lavoro – ha aggiunto Ardito –: l’entusiasmo e lo spirito di gruppo non ci manca. Siamo pronti all’ultimo sprint».

A valutare l’intera performance del team, a Erfurt, un pool di giudici che nel programma di cucina calda valuteranno la predisposizione di tutto il materiale occorrente per il servizio, la corretta preparazione professionale (igiene, tecniche di lavoro, organizzazione in cucina), il servizio, la presentazione e ovviamente il gusto.

La NIC è reduce da un bronzo conquistato nella cucina calda e un argento nel programma di cucina fredda.