SINDACI, AI FORNELLI!

Il logo - ancora provvisorio - della manifestazione
Il logo – ancora provvisorio – della manifestazione

E sono quattro. A luglio 2013, “Sindaci, ai fornelli!”, la manifestazione ideata da Sandro Romano, gastronomo e presidente dell’associazione La Compagnia della lunga tavola, salpò, prendendo in poco tempo il largo, affermandosi come uno dei momenti più interessanti dell’estate in Terra di Bari.

Il conto alla rovescia in attesa di lunedì 5 settembre è scattato. E, da quattro che erano tre anni fa, i sindaci compagnia lunga tavolaconcorrenti sono diventati dieci. Non solo: i confini si sono dilatati: dal Barese al Gargano, con la partecipazione del primo cittadino di San Giovanni Rotondo, e dalla Puglia all’Umbria, con l’esordio della fascia tricolore di Citerna, uno dei “Borghi più belli d’italia”, in provincia di Perugia.

mordi-la-puglia-logoLa formula della singolar tenzone che si svolge a Capurso, nei Giardini pubblici di piazza Matteotti (la “Villa”), è immutata rispetto alla scorsa edizione: un manipolo di sindaci che, in coppia tra loro (gli accoppiamenti sono sorteggiati), con dieci chef a fungere da tutor, si cimenta ai fornelli (in realtà, ultratecnologiche piastre a induzione) per preparare un primo piatto a base di pasta con ingredienti selezionati dallo stesso Romano e poi

Vito Prigigallo, a sinistra, e Sandro Romano
Vito Prigigallo, a sinistra, e Sandro Romano

“offerti” ai protagonisti in un mistery basket. A questo punto, ciascuna coppia di chef deve ingegnarsi (e, ve lo garantiamo, ci vuole quantità industriale di ingegno) a trovare la via d’uscita per aiutare le fasce tricolori a cucinare secondo le regole e preparare una pietanza commestibile.

Michele Laricchia e il logo comunale dell'assessorato alle Politiche culturali
Michele Laricchia e il logo comunale dell’assessorato alle Politiche culturali

Ricordiamo che l’evento, organizzato dall’assessorato comunale alle Politiche culturali, diretto dal vicesindaco Michele LariAccademia-gastronomica-storicacchia, e dall’associazione culturale La Compagnia della lunga tavola, si svolge sotto l’egida del network Mordi la Puglia e della Accademia Italiana Gastronomia Storica. E proprio all’“inventore” e presidente dell’A.I.G.S., Mario Giorgio Lombardi, scomparso di recente, la quarta edizione di “Sindaci, ai fornelli” è dedicata.

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Annamaria Natalicchio
Annamaria Natalicchio

Per questa edizione, il sorteggio degli accoppiamenti si svolgerà in sede di conferenza stampa di presentazione che sarà coordinata dalla giornalista Annamaria Natalicchio di Sinestesie Mediterranee. Nel corso dell’incontro con i giornalisti saranno anche presentati gli altri eventi che caratterizzeranno questo scorcio finale de “L’Estate della cultura”, fitto cartellone di manifestazioni che si tengono a Capurso, dopo la Festa Grande (le celebrazioni religiose e folkloriche per la Madonna del StampaPozzo, il cui santuario è uno dei poli del culto mariano, in Puglia e non solo): dal concerto della Rimbamband (2 settembre) alla serata della nomina del “Capursese dell’anno”, dalla Fiera dell’Ottava (sabato 3 e domenica 4) alla sera dei sindaci-cuochi, appunto il 5 settembre, fino alla notte della lettura, venerdì 9.

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Giuliana Falaschi, sindaco di Citerna (FG)
Giuliana Falaschi, sindaco di Citerna (PG)

I primi cittadini che scenderanno in campo sono: Antonio Decaro (Bari), Francesco Spina (Bisceglie), Fiorenza Pascazio (Bitetto), Francesco Crudele (Capurso), Giuliana Falaschi (Citerna), Massimo Mazzilli (Corato), Raimondo Innamorato (Noicattaro), Domenico Vitto (Polignano a Mare), Costanzo Cascavilla (San Giovanni Rotondo) e Antonio Donatelli (Triggiano). Ha promesso di intervenire il Governatore e “sindaco” della Puglia,

Costanzo Cascavilla, sindaco di San Giovanni Rotondo (FG)
Costanzo Cascavilla, sindaco di San Giovanni Rotondo (FG)

Michele Emiliano, che sarà chiamato a una performance a sorpresa e i cui tutor saranno Luca Cappelluti e Fabio Quaranta, rispettivamente chef di Caravanserraglio di Terlizzi e pastrychef della pasticceria Fraddosio di Bari).

Il parterre degli chef-tutor è di tutto rispetto: Andrea Cannalire (Cielo, di Ostuni, una stella Michelin), Domenico Capogrosso (Osteria Del Buono, a Trani), Mino De Bari (Osteria di Chichibio, a Polignano a Mare), Angelo Di Biccari (Pane e Salute, di Orsara di Puglia), Giovanni Lorusso (Memory Resort, a Bisceglie), Mario Musci (Gallo Restaurant, a Trani), Salvatore Riontino (Canneto Beach 2, a Margherita di Savoia), Cosimo Russo (Aqua, di Porto Cesareo), Ippazio Turco (Lemì, in quel di Tricase) e Gianni Viceconte, in rappresentanza della Accademia Italiana Gastronomia Storica.

I capolavori che scaturiranno da quella che può essere denominata “Mayor-chef” (per ricordare la Masterchef televisiva) saranno esaminati da una giuria che, presieduta da Romano, sarà composta da varie categorie di addetti ai lavori: chef di chiara fama, giornalisti, e, novità di questa quarta edizione, i dirigenti scolastici di alcuni istituti alberghieri: Paola Petruzzelli (Majorana di Bari), Rosa Anna Cirasino (Salvemini di Fasano), Bianca Maria Buccoliero (Mediterraneo di Pulsano), Vita Surico (Perrone di Castellaneta) e Antonio Natalicchio (Istituto alberghiero di Molfetta). Come per la scorsa edizione, una giuria sarà in rosa: donne che daranno i voti ai sindaci con la parannanza.

Silvia Dipinto
Silvia Dipinto

La serata vedrà sul palco la giornalista di Repubblica Silvia Di Pinto, tra il pubblico il dj di Radio Selene Luca Catalano, con il coordinamento e gli interventi di Vito Prigigallo (La Gazzetta del Mezzogiorno) e le incursioni di Sandro Romano.

Numerose le aziende del settore eno-gastronomico e provenienti da ogni parte della Puglia che hanno già aderito all’iniziativa. In ordine sparso, Pasta Cardone, Biancofiore, Ognissole, Spirito Contadino, Fùlgaro, Patruno Perniola Cardone Vini, Santoro, 101 Caffè Capurso, Birrificio Bari, Consorzio focaccia barese, Olio Intini, O.P. Jonica, Antica Masseria Caroli, Tenuta Giustini, Cotto di Fichi, Il Panettiere di Altamura, Pasticceria Casoli e Antica pasticceria Fraddosio. L’organizzazione sta ricercando altre sinergie, nel solco dei comandamenti di Mordi la Puglia.

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La pagina de La Gazzetta del Mezzogiorno del 31 luglio 2015
La pagina de La Gazzetta del Mezzogiorno del 31 luglio 2015

Un po’ di storia. La prima edizione vide affermarsi il sindaco di Casamassima Mimmo Birardi (chef tutor Danilo Vita) che ebbe ragione del padrone di casa (Crudele), di Vito Ottombrini (Ruvo di Puglia) e di un travolgente Michele Emiliano, allora sindaco di Bari. Due anni fa, con la disfida passata da quattro a otto sfidanti, a battersi furono De Santis, Lovascio (vincitori in coppia e in squadra con gli chef Daniele Caldarulo e Michelangelo Sparapano) e, oltre a Crudele, i primi cittadini di Andria (Nicola Giorgino), Bitonto (Michele Abbaticchio), Monopoli (Emilio Romani), Casamassima (Birardi) e Triggiano (De Nicolò). L’anno passato la vittoria arrise al padrone di casa in coppia con la Pascazio, sindaco di Bitetto. I tutor in quella circostanza furono chef Caldarulo (il barese figlio d’arte è abbonato al successo capursese) e Giuseppe Panebianco. Il capolavoro preparato dai quattro dell’Ave Maria (la gara si svolge all’ombra della splendida “basilica bianca”, il santuario dedicato alla Madonna del Pozzo, che si fa sentire spesso con le sue campane a distesa) fu un tortino di orecchiette e zucchina con bisque bianca di canocchie e scorfano, su vellutata di yogurt e zucchine, che incantò i “primi giurati”, gente del calibro di Nazario Biscotti (Antiche Sere, a Lesina) e Pino De Luca. Gli altri primi cittadini partecipanti all’edizione 2015 furono Michele De Santis (Cellamare), Domenico Conte (Palo del Colle), Tonino Lomoro (Valenzano), Tommaso De Palma (Giovinazzo), Giuseppe Lovascio (Conversano) e Vincenzo De Nicolò (Triggiano).

 

PROMOZIONE, PROVE TECNICHE DI CAMPIONATO

L'articolo sulla Gazzetta di domenica 14 agosto
L’articolo sulla Gazzetta di domenica 14 agosto

Fissata la data di avvio della Promozione: il 4 settembre la Coppa, l’11 campionato. Al Girone A parteciperanno 8 rappresentanti della Terra di Bari (Corato, Molfetta, Omnia, Fortis, Bitritto, Rutiglianese, Polimnia e Trulli & Grotte), 5 foggiane (San Marco, Monte Sant’Angelo, Ordona, Stornara e Ascoli Satriano), due della Bat (Canosa e Spinazzola), e una tarantina (Laterza).

FORTIS – Il club presieduto da Beppe Piccinini ha fatto shopping al supermarket del Rel Metapontino: con l’attaccante Mario Cirigliano, visto far gol alla Team al “D’Angelo” nella semifinale dei playoff nazionali, indosseranno la maglietta dei falchi l’argentino 32enne Leandro Casale, e il centrocampista Keljon Ostaku. Tesserati anche gli juniores Giovanni Casella (18 anni, portiere), e Dodo Conca (19, laterale, provenienti dalla Juniores del Gravina, con i gialloblù fornitori ufficiali del calcio altamurano). A disposizione di Antonio Valente una squadra che appare molto solida: Gioacchino Nino Angelico (35, stopper). Onofrio Abrescia (23, Trani), il forte mediano Marino Faliero (20, due anni alla Sudest, in Eccellenza), Michele Piperis (24, mediano, Bitonto), l’attaccante Silvano Bozzi (Bitritto).

Massimo Fumai. Alla sua destra il presidente dell'Omnia Francesco Rossiello
Massimo Fumai. Alla sua destra il presidente dell’Omnia Francesco Rossiello

OMNIA – Start giovedì scorso per l’Omnia di Benny Costantino giovedì. Oltre a Rubini, sono arrivati Fabrizio Valerio, anch’egli ex Bitonto, terzino mancino di 19 anni. Juniores sono anche il portiere Gabriele Raimondi e l’ala Raoul Lorusso, ex Sudest. Tra i colpi dei biancoverdi Massimo Fumai, 29 anni, va di fatto a riempire la casella lasciata vuota da Alfredo Tenzone: ha giocato a Grottaglie, Taranto, Bitonto, Noicattaro, Trani.

Francesco telesca, 30 anni, ha militato nel Fasano la scorsa stagione: finalista di Coppa di Promozione col Cerignola. Il calciatore è fra Franco e Vito Sgobba (con gli occhiali).
Francesco telesca, 30 anni, ha militato nel Fasano la scorsa stagione: finalista di Coppa di Promozione col Cerignola. Il calciatore è fra Franco e Vito Sgobba (con gli occhiali).

TRULLI E GROTTE – Novità brindisine per il club del comprensorio Alberobello, Castellana, Putignano: il portiere Domenico Comes (24, Ostuni), il difensore Francesco Telesca (30, Fasano). Dal Noci sono arrivati i giovani Cino e Lippolis, dal Capurso l’attaccante Alessandro Vernice, dalla Azzurri Noci un mediano interessante, Gabriele Greco. Proveniente dalla Azzurri Noci di Seppino Sabatelli, dice di lui il diesse Franco Sgobba che se il tecnico Vito Sgobba riesce a “tirar fuori il lato cattivo del ragazzo, può diventare il miglior under della categoria”. Una squadra simpatica, questa vorrebbe il dirigente alberobellese, un squadra in linea con il nostro credo calcistico”.

 

CORATO – L’allenatore della neo ripescata sarà Vito Fanelli. Arrivati il terzino Michele Schirone (34), il bomber Beppe Cesareo (35), Domenico Lops (28) e il trequartista Alessandro Marolla (Giovinazzo).

POLIMNIA – Il tecnico Francesco Di Spirito allenerà anche Simone Cariolo (18, giovanili Martina), Stefano De Feo (20, attaccante), che farà coppia con Giuseppe Cesario, Gaetano Milella (19, centrocampista), il mediano Elio Foggetti, lo stopper 20enne Martino Tagliente e il centrocampista esterno Cariolo, 18 anni.

Vito Silvestri
Vito Silvestri

BITRITTO – Dal Giovinazzo arriva il bomber Alessandro Giovannielli. Tra i giovani, Francesco Prigigallo (18, mediano), e i 19enni Morsillo, Pierno e Sportelli. Dalla Barium mezzo roster: Micunco, Sibilano, Damiani, Rinaldi, Belviso, Maggi, Lanave e Neviera.

Il parere sul campionato di Michele Carella, allenatore della Virtus: “Un girone di alto livello, con l’Omnia favorito, sia per la presenza di un “bravissimo allenatore”, sia per l’arrivo di gente come Pepè Lacarra e Nico Fumai. “Occhio però all’Altamura, che ha investito molto, e al Corato che già lo scorso anno aveva fatto benissimo in Prima Categoria e che s’è rinforzato con i vari Schirone, Cesareo e Lops”. Prosegue l’ex libero del Bitonto: “Stiamo allestendo una squadra completamente nuova, con un mix di giovani e qualche over pronto ad affrontare la stagione con umiltà. Il nostro obiettivo è la salvezza: e speriamo che arrivi quanto prima”.

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Foto di rito per Francesco Rubini e i suoi nuovi dirigenti
Foto di rito per Francesco Rubini e i suoi nuovi dirigenti

A Bitonto i Rubini sono … preziosi. In principio era Nicola, eclettico calciatore di quantità e qualità. Poi, i figli, Leonardo e Francesco. Che si sono ben presto persi di vista. Calcisticamente. Francesco, più dotato, ha indossato maglie prestigiose come quelle di Barletta, Noicattaro, Molfetta. Laurea in Legge, vince tutto anche con la selezione forense di Bari. Leo, con altri amici bitontini, inventa il progetto Omnia. Da quando al timone è arrivato Francesco Rossiello, l’ascesa diventa irresistibile. Inevitabile che i destini dei fratelli s’incrocino: Leo tra i dirigenti di riferimento dell’“altro” Bitonto, Francesco in arrivo dall’altra sponda bitontina, l’US: con la maglia neroverde ha giocato Eccellenza. “Ciccio”, a 36 anni, ritrova Benny Costantino: con il quale non solo aveva giocato (al Liberty, con Lorenzo Catalano), stopper e libero tra i più impermeabili e inossidabili del pallone di Puglia, ma anche nell’attuale ruolo, con Costantino “mister” al Trani e Rubini custode dei 16 metri biancazzurri.

Largo Palmieri, di Stefano Dalessio

Un vicolo del Borgo antico di Monopoli
Un vicolo del Borgo antico di Monopoli

Monopoli è il mare e la terra. È il mare e la bassa collina, sui cui declivi sorgono cento contrade (novantanove, a dire il vero). Monopoli è una città carica di storia e di storie. Un polo “industrioso”, pur tra inevitabili contraddizioni. Monopoli, in fondo, è specchio della Puglia. E non può non esserlo, date le dimensioni (circa cinquantamila abitanti) e la collocazione geografica, al centro di una regione lunga e stretta, lungo il versante adriatico.

Monopoli è terra di buon cibo. E non può non esserlo: c’è il mare, c’è un territorio ricco di grandi potenzialità agricole, foriero di colture e culture.

Un momento dell'intervista sulla piattaforma del dehor
Un momento dell’intervista sulla piattaforma del dehor

Vi sono stato pochi giorni fa per incontrare Stefano Dalessio e conversare della sua attività. Dalessio, 33 anni, scuola alberghiera a Castellana Grotte, ha lavorato per un triennio nella brigata di Raffaele De Giuseppe, allo Sheraton Nicolaus di Bari, uno degli alberghi più in del capoluogo. Dopo una breve esperienza con la gestione di un altro locale, sempre nel suo paese, a un certo punto della sua esistenza, ha deciso: un po’ il crinale di un’esistenza. Ricomincio, si dice. Affrancato. Vado da solo. E chiamo il locale Piazza Palmieri.

Il dehor
Il dehor

La location è straordinaria. Largo Palmieri, a Monopoli: uno degli epicentri del turismo e uno dei poli dell’economia pugliese, con aziende all’avanguardia nel settore della meccatronica, con un entroterra coltivabile e coltivato.

Dalessio rigenera completamente un locale esistente. E il 27 marzo di tre anni fa (“Un giorno importante, dove quel che è avvenuto prima conta quasi nulla rispetto alla speranza di quanto accadrà dopo”) la barca dello skipper Stefano molla gli ormeggi. Con una cambusa ricolma di sorprese, come uno scrigno tra le onde calme e mediterranee.

Il mare è a pochi passi. Tra la piazza perfettamente squadrata e la banchina che conduce al castello di Carlo V, ci sono i vicoli, e le case bianche di calce. Il sole abbacinante le rende ancora più candide. I balconi fioriti sono macchie di un impressionista che ama dipingere la luce e sa come imprimerla sulla tela.

Si può dire che è un’operazione che riesce benissimo anche a Stefano, capace di coniugare qualità e gusto con la potenza cromatica. Il gusto e la qualità dei prodotti utilizzati, si diceva. Serviti all’interno e all’esterno di un locale dalle linee geometriche, pulite, sobrie, seppure in un ambiente segnato dagli anni, con le sue volte a botte. Geometrie tracciate da uno chef-patron con le idee molto chiare. Su una porzione della piazza ha collocato un dehor anch’esso sobrio e a basso impatto, ma ugualmente deciso: un palco d’onore per il teatro che è Largo Palmieri.

Il tortino di melanzane
Il tortino di melanzane

L’offerta del Piazza Palmieri è ottimale anche per una clientela straniera: una cucina tipica, staremmo per dire matura sotto ogni punto di vista, va incontro proprio ad esigenze di turisti e viaggiatori il cui impatto con l’italian cookery italiana diviene un tuffo nel blu del mare monopolitano, del bagno di sole sulle spiagge chiarissime come l’acqua, della passeggiata nell’entroterra, tra serre, filari di ortaggi e assolate masserie.

Non è una contraddizione. È per tali motivi che piace anche agli italiani e ai pugliesi. È un posto che unisce la tradizione alla creatività. Un locale a “due vicoli” dal mare, e tuttavia mai avulso dal territorio, grazie all’uso dei prodotti della buona terra costiera. Il menù è vario, in base alle richieste, in base alla clientela. Non è un luogo comune, ma una filosofia, e non solo imprenditoriale.

Non è per caso che Dalessio è diventato tra i fiduciari di aziende di punta del settore della ricettività come Torre Coccaro, San Domenico e Borgo Egnazia.

Uno scorcio di palazzo Palmieri
Uno scorcio di palazzo Palmieri

Torniamo a Largo Palmieri, uno dei luoghi più rinomati della città dove di venera la Madonna della Madia. Prende il nome dall’omonimo palazzo, raffinato esempio di residenza aristocratica rococò. Realizzato sul finire del Settecento, fu dimora di Francesco Paolo Palmieri, di una ricca famiglia che nel 1921 lo donò alla Congregazione della Carità.

Tra l’altro, l’edificio è stato scelto come set di due film – Pane e burlesque con Laura Chiatti, e La cena di Natale, con Riccardo Scamarcio e Michele Placido – e della serie Rai Tutta la musica del cuore, con Francesca Cavallin: cast, tecnici e maestranze hanno trovato “speciale” la cucina di Dalessio.

Monopoli è uno dei più grandi centri della Città Metropolitana di Bari, con poco meno di 50mila abitanti. Si affaccia sull’Adriatico, a una quarantina di chilometri dal capoluogo, ha un porto turistico e un castello realizzato ai tempi di Carlo V. È detta città delle cento contrade, tutte caratterizzate dalla presenza di una masseria o di una chiesetta.

Gli spaghetti
Gli spaghetti

Torniamo a Dalessio. Che mi dà un assaggio (un saggio) della sua arte culinaria. Comincia il discorso con il tonno rosso dell’Adriatico in crosta di nocciole su crema di patate e zafferano, aromatizzato con olio al tartufo e un contorno di rucola fritta (la raccomando), funghi finferli e insalata. Prosegue con un tortino di melanzana con speck, branzino locale e scamorza, servito su un tappeto di salsa di pomodori freschi e di nuovo la rucola fritta. Quando il gioco si fa duro … ecco le margherite (una pasta fresca) ripiene di crostacei su vellutata di gamberi rossi di Gallipoli. Per passare agli spaghetti alla chitarra con tonno rosso, cipolla rossa di Tropea, capperi e olive. A quel punto dico basta. E lui mi consola con un dolce di ricotta e frutti di bosco.

Il tonno rosso
Il tonno rosso

Tra gli ingredienti di base che Dalessio preferisce c’è il salmone. Sono in molti a rischiare l’overdose di condimento, è il senso delle parole dello chef, il quale, per quel che lo riguarda, lo rivaluta con una salsa di fragole. Per non dire delle fritture di pesce e della lavorazione dello scorfano rosso. In una città marinara, in Puglia, non si può non fare anche solo un accenno al pesce crudo e in particolare ai frutti di mare.

Le margherite
Le margherite

Ma, chiedo a Stefano, quando si siede l’avventore perfetto, quello che dice: chef, faccia lei, e si preoccupa poco del conto (anche perché, in verità, c’è poco da preoccuparsi: si va dai 35 ai 60 euro), qual è la risposta perfetta? Quale la lista del gusto che porta il cliente a compiere un viaggio senza alzarsi dalla sedia di design del ristorante.

Ci pensa e poi sciorina.

Parto con un gateau di carciofi gratinato.

Dopo lo starter, ecco l’antipasto: un tortino di melanzane con speck, spigola con scamorza affumicata su coulis di pomodoro San Marzano.

Il passaggio al main course è un’ascesa graduale, come il cammino lungo il declivio di una collina a due passi dal mare: tagliolini (preparati da un micro-pastificio di Castellana) con vongole, pomodorino fresco, gamberi di Mola, bottarga di muggine grattuggiata.

Il secondo è un filetto di orata con croccante di patate e guazzetto mediterraneo.

Il dessert di ricotta e fragole
Il dessert di ricotta e fragole

Per finire, lo chef si trasforma in pasticciere e nasce, sulla tavola, un cheesecake ai frutti di bosco, semplice ma intrigante.

Il vino da abbinare (la cantina sorge sotto il livello stradale ed è ben visibile nella zona d’ingresso grazie a due suggestivi oblò sul pavimento: conserva una novantina di etichette con essenze non solo pugliesi, ma anche trentine, siciliane, sarde) può essere un malvasia appena frizzante della tenuta Giustini di Pulsano, servito ovviamente freddo

Uno scorcio dell'interno: il tromp-l'oeuil delle tipiche persiane
Uno scorcio dell’interno: il tromp-l’oeuil delle tipiche persiane

Largo Palmieri e “Piazza Palmieri” diventano crocevia del Borgo Antico di Monopoli. Aperto tutti i giorni a pranzo e cena, ha una settantina di coperti all’interno (soccorre alla bisogna anche una saletta riservata e intima) e una quarantina all’aperto, come si diceva sulla comoda pedana di Largo Palmieri. Qui, dalla primavera al primo autunno dei nostri paraggi, diventa un appuntamento che si preannuncia come un’esperienza sensoriale totale, fra i colori della terra e del mare, complice il cielo azzurro sopra la Puglia.

Vino pugliese, grandi risultati

Il Sessant'anni, limited edition della Cantine San Marzano
Il Sessant’anni, limited edition della Cantine San Marzano

Ottima la campagna vitivinicola 2016: oltre il 15% in più di produzione grazie ad un andamento stagionale in genere favorevole fino ad oggi, caratterizzato da un buon germogliamento, una fioritura abbondante che, per alcune varietà, ha risentito delle basse temperature minime di inizio maggio, condizionando la successiva allegagione.

“La maturazione sta procedendo spedita – spiegano alla Coldiretti Puglia – anche grazie a temperature nelle medie di stagione. La pressione fitopatologica da peronospora e oidio è stata in alcuni momenti rilevante, contrastata da interventi tecnici puntuali. Le precipitazioni non sono state abbondanti, salvo i soliti casi di violenti fenomeni locali, ai quali si assiste in Puglia con preoccupante

Una bottiglia in vendita presso Terra e Vino a Rutigliano
Una bottiglia in vendita presso Terra e Vino a Rutigliano

frequenza rispetto al passato. La popolarità anche internazionale di eccellenze varietali uniche quali Primitivo, Negroamaro e Nero di Troia, il successo di importanti vini a DOP quali il Primitivo di Manduria, il Salice Salentino e il Castel del Monte, per citare i più conosciuti, espongono il comparto a rischio frodi e speculazioni. Prezioso il lavoro di Repressione frodi, Nas e Corpo Forestale, affiancati negli ultimi anni dagli organismi di controllo terzo delle DOP e IGP, relativo ai controlli in campo, per la verifica del rispetto delle rese per ettaro sia delle uve fresche che di quelle appassite sulla pianta”.

Sempre più necessario, da parte delle imprese, investire nella protezione del reddito aziendale – secondo Coldiretti Puglia – ma servono prodotti assicurativi più evoluti che tutelino maggiormente la qualità. Ci sono i presupposti per un’ottima annata, con quantità in recupero rispetto allo scorso anno, qualche dubbio solo per i vigneti non irrigui, per i quali potrebbe farsi sentire la morsa della siccità.

terra e vino“Possiamo sperare in un risultato economico importante per le imprese viticole pugliesi, confermando – aggiungono in via Lucera –  un momento di grande dinamicità per un comparto agricolo considerato il riferimento per vocazione, capacità di raccontare e promuovere al meglio il territorio, innovazione e grande propensione all’internazionalizzazione. E’ il risultato di un mix vincente di fattori che partono dalle potenzialità del terroir e delle varietà autoctone, passando per le capacità imprenditoriali dei vitivinicoltori pugliesi, alla lungimiranza della politica regionale che nell’ultimo decennio ha indirizzato risorse importanti sugli investimenti in tecnologia e sulla promozione, ma anche grazie a un ponderoso sistema di controlli che il settore si è dato in Italia, dopo aver toccato il punto più basso che si potesse immaginare con lo scandalo del metanolo. Per questo è bene stigmatizzare che svendere, attraverso operazioni poco chiare, per pochi euro in più l’immagine e il valore di DOC o IGT affermatesi con grandi sacrifici e sforzi da parte di tutti, porta inevitabilmente a un danno collettivo incalcolabile”.

Alcune bottiglie in vendita presso l'enoteca Terra e Vino a Rutigliano
Alcune bottiglie in vendita presso l’enoteca Terra e Vino a Rutigliano

Ad oggi  sono 6 le IGT (indicazioni geografiche tpiche) ‘Tarantino’, ‘Valle d’Itria’, ‘Salento’, ‘Murgia’, ‘Daunia’, ‘Puglia’ e 29 i vini pugliesi DOC denominazione di origine controllata) che  detengono un valore inestimabile, intrinseco al prodotto agroalimentare ed alla professionalità imprenditoriale, che va salvaguardato a difesa della salute dei consumatori e a caratterizzazione della specificità dei prodotti regionali sul mercato globalizzato. Ed i risultati della scelta di qualità degli imprenditori agricoli pugliesi non hanno tardato a farsi vedere: è aumentata del 37% la produzione DOC e DOCG (denominazione d’origine controllata e garantita).

SummerWine 2016. Il vino, il mare. La festa! A Margherita di Savoia

locandina web con sponsorTorna SummerWine e lo fa all’insegna della convivialità, del buon bere consapevole e del divertimento con una formula e una location tutte nuove e da scoprire. Un wine party, una grande festa “da spiaggia” casual e sbarazzina, con banchi di assaggio, dj set, american bar e food point.

La seconda edizione del grande appuntamento estivo, ideato e realizzato dalla delegazione Puglia dell’Associazione nazionale Le Donne del Vino, si terrà il 5 agosto 2016 a Margherita di Savoia.

Una bimba all'edizione 2015 del SummerWine (ph Lamparelli)
Una bimba all’edizione 2015 del SummerWine (ph Lamparelli)

Dopo il grande successo di pubblico e critica dello scorso anno – la location dell’edizione targata 2015 fu a Locorotondo – le Donne del Vino tornano con un format tutto rinnovato. Nato come evento itinerante, SummerWine dalla Valle d’Itria trasloca ora nella BAT, un territorio dalle mille risorse enogastronomiche, agroalimentari e turistiche che richiama ogni anno, soprattutto in estate, un grande flusso di visitatori da tutta Italia e dall’estero.

Simona Giacobbi e Francesco De Robertis (ph. Lamparelli)
Simona Giacobbi e Francesco De Robertis (ph. Lamparelli)

L’evento, con il patrocinio del Comune di Margherita di Savoia e della Regione Puglia, in collaborazione con Ais Puglia, Arpuh, RP Consulting, PugliaMonAmour.it si terrà nello splendido Copacabana Suite, una moderna struttura balneare con ampi spazi e una lunga promenade in riva al mare.

logo donnedelvino“Siamo una squadra al femminile di professioniste del vino che crede nelle sinergie e nelle grandi potenzialità del fare insieme – ha dichiarato Marianna Cardone, delegata delle Donne del Vino pugliesi -. Una delegazione che sta crescendo in numero di associate e che ci consente di rappresentare così tutta la Puglia del vino, da nord a sud. Produttrici, sommelier, ristoratrici, enologhe, giornaliste, enotecarie, un gruppo di donne che lavorano nel mondo del vino con passione. Siamo impegnate sempre di più nel diversificare le attività di comunicazione e SummerWine vuole esserne il mezzo principale per raggiungere il maggior numero possibile di appassionati del vino. Questa seconda edizione è rivolta soprattutto ad un pubblico più giovane, per cercare in un certo senso di educarlo al bere bene e consapevole. Ecco perché la scelta della spiaggia per la nostra festa del vino, in un lido così esclusivo come il Copacabana Suite. E Margherita di Savoia, anche qui scelta non casuale, perché non solo una zona a forte attrazione turistica ma soprattutto un’area, quella della BAT, ad alta vocazione vitivinicola. La promozione del territorio e delle nostre innumerevoli bellezze sempre al centro delle iniziative della delegazione pugliese delle Donne del Vino”.

copacabanaMadrina d’eccezione dell’edizione 2016 di SummerWine sarà la presidente nazionale dell’associazione Le Donne del Vino, Donatella Cinelli Colombini, che sarà ospite della delegazione pugliese per testimoniare la sua vicinanza alle Donne che investono nella comunicazione del vino, nel territorio e nel diffondere la cultura del bere responsabilmente.

Tante le novità di SummerWine. Oltre ai banchi di assaggio che apriranno alle 19.30, ci sarà anche un american bar (dalle 23.00), dove il vino delle aziende associate presenti sarà utilizzato per produrre mixology. Un’etichetta per ogni azienda, un drink differente pensato dal bartending formato da professionisti della Bar Project Academy che studieranno cocktail creativi equilibrando sapori e colori.

Il servizio dei vini in degustazione sarà curato dai sommelier AIS Puglia della delegazione BAT-Svevia.

lococardone locandinaLe Cantine delle Donne del Vino di Puglia aderenti a SummerWine 2016 sono: Agricola Spinelli, Antica Masseria Jorche, Apollonio Casa Vinicola, Cantine Di Marco, Cantine Imperatore, Cantina La Marchesa, Cantine Paolo Leo, Cantine Soloperto, Cantina Terribile, Cardone Vini, Castello Monaci, Claudio Quarta Vignaiolo, Garofano Vigneti e Cantine, Mottura Vini del Salento, Produttori Vini Manduria, Rivera, Tenute Rubino, Varvaglione Vigne & Vini, Vallone, Vetrere, Vignaflora.

I ragazzi dell’associazione ARPUH (associazione per la realizzazione del potenziale umano delle persone con disabilità) onlus di Locorotondo saranno lieti di raccontarvi la loro storia e nella loro enoteca venderanno alcune etichette presenti in degustazione e prodotti artigianali da loro realizzati.

A fare da colonna sonora alle degustazioni di vino e cocktail la musica dal vivo con due dj molto noti al popolo della notte, Francesco Maria Crudele in arte dj Papaceccio, che si esibisce da molti anni nei migliori locali e nei più importanti eventi pugliesi, e Nico Rinaldi, dj barese, produttore e imprenditore nel settore degli spettacoli dal vivo.

Ma se si parla di vino non può certamente mancare l’offerta gastronomica con prodotti tipici locali pugliesi grazie a sei food point, gestiti dal Copacabana Suite – che proporrà frittura di calamari e gamberi, bufaline e formaggio e orecchiette di grano arso con pomodori e cacioricotta – e dall’associazione Dire Fare Gustare di Mara Battista e Marina Saponari, socia Donne del Vino, con panini della tradizione (panino con la parmigiana, panino con frittata di zucchine ricotta e menta, panino d’autore con capocollo Santoro e carciofini in olio De Carlo). Mentre la Donna del Vino e ristoratrice Antonella Scatigna preparerà una crema di fave di Carpino, guazzetto di cozze e friselline. La famosa Passionata, dolce della Pasticceria Casoli di Troia (Foggia) sarà il gustosissimo dessert della serata.

Costo ingresso € 15 con 5 ticket degustazione vino.

Ventura, Pugliese, i percochi e l’inglese

La Gazzetta del Mezzogiorno di domenica 31 agosto
La Gazzetta del Mezzogiorno di domenica 31 agosto

<Studierò l’inglese perché tra due anni andrò al Chelsea>. No, non è uno scoop. È la battuta con cui Gianpiero Ventura, dopo aver ricevuto il premio Pugliese, ha replicato al fatto – evidenziato da Michele Salomone, presentatore della serata – che il tecnico di Genova sta percorrendo la stessa strada di Conte: suo successore al Bari, suo erede alla Nazionale.

SILENZIO – C’è un’aria fina in piazza Orlandi, almeno dopo il tramonto. E c’è tanta gente. Gente contenta. Non altrettanto lo sono i cronisti, rimasti con l’inchiostro nella penna di fronte al rifiuto – cortese, per carità – di Ventura di rilasciare la pur minima dichiarazione. Niente Nazionale, dunque. Niente azzurri. Niente battute sui convocati per l’amichevole con la Francia del 1° settembre al “San Nicola”. Neppure alla provocazione sull’ultimo derby, quello della mancata espulsione di Alex Sandro e del gol annullato a Maxi Lopez per un dubbio fuorigioco. Niente. Ordini di scuderia: nessuna parola con i giornalisti.

ventura premio puglieseRICORDI – E allora, via al talk-show. Che ha preceduto la consegna del Premio nazionale per lo sport “Oronzo Pugliese”. Tra le parole del sindaco di Turi Menino Coppi, i racconti di Giovanni Cataleta (autore di “Quando nel calcio esistevano i maghi”, biografia del tecnico turese), gli aneddoti di Pasquale Loseto, con una improbabile camicia tra la pop-art e la moda auaiana, e i silenzi di Ventura (commosso alle note e alle parole di Gianni Morandi, soundtrack di una clip dedicata al tecnico genovese che ha raccolto l’eredità di Antonio Conte) che si rompono appena quando pesca nei ricordi: <Nei miei occhi ci sono ancora i sessantamila del San Nicola per la partita con la Juve. L’augurio è che siano altrettanti per Italia-Francia e soprattutto che tornino presto a vedere partite del Bari in Serie A>.

IL PREMIO – Quando il primo cittadino consegna a Ventura la scultura di Cesarino Rossi (un toro sotto una quercia) che negli anni scorsi era andato a Cesare Prandelli, Carlo Ancelotti e Fabio Capello (e, chissà, magari presto toccherà proprio a Conte, magari reduce dai trionfi della Premier League), con una motivazione affatto rituale: “Come Oronzo Pugliese, il ‘Mago di Turi’, ha puntato sui giovani proiettandoli da una dimensione locale ad una nazionale e internazionale ed ha incarnato gli autentici valori dello sport: sacrificio, lavoro e lungimiranza. Gli stessi valori che gli hanno fatto meritare l’incarico di commissario tecnico della nazionale italiana di calcio, la massima aspirazione per ogni allenatore”.

 <Sono felice di essere qui, mi sento a casa, e questa è la cosa principale – dice Ventura -. E sono orgoglioso. Ricordo un’immagine di Pugliese che correva lungo la fascia più della sua ala. C’è un neo – dice, poi -: siamo a fine luglio, sono finite le ciliegie ferrovia>. E qui la gaffe è simpatica: arriva una cassa di percoche. Frutta di stagione.

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luciana lacriola venturaAl silenzio imposto dai vertici della Federcalcio a Giampiero Ventura hanno fatto da contraltare alcuni accenni brandelli di dichiarazioni rilasciate da Luciana Lacriola. Alla moglie del nuovo ct della Nazionale, l’organizzazione (il Comune di Turi e la locale associazione In piazza) ha lasciato un posto in prima fila. È stato il giornalista Michele Salomone, a cui era stata affidata la conduzione della serata incentrata sulla consegna del premio Oronzo Pugliese al 68enne allenatore genovese, a coinvolgere la emozionatissima signora sposata il 1° giugno nella cattedrale di San Sabino a Bari, con festa in una sala ricevimenti nelle campagne di Bitonto: Vogliamo scoprire com’è il Ventura dietro le quinte dei palcoscenici pallonari? “Perfetto” – ha risposto la 40enne Luciana, che non riusciva a dissimulare l’imbarazzo.

La Gazzetta di lunedì 1° agosto
La Gazzetta di lunedì 1° agosto

Quindi è stata la volta della Rai. La troupe guidata da Saverio Montingelli. Che, digerito a fatica il rospo del “no, grazie” di Ventura, nonostante la raccomandazione di Donatella Scarnati, ha letteralmente stretto in un angolo la novella signora Ventura. Che, un po’ più rilassata, ha parlato di Giampiero nella vita privata: <Una persona infinitamente ricca di dolcezza. Un uomo che ha un colore diverso ogni giorno>. Niente male come dichiarazione d’amore. Nessuna risposta, invece, a chi le ha chiesto se avrebbe consigliato il commissario tecnico azzurro sulla scelta di questo o quel calciatore o se avrebbe in qualche modo raccomandato il ritorno in Nazionale di Alessio Cerci, che con Federica Riccardi era tra gli invitati al matrimonio barese di due mesi fa (la

Riccardi aveva aspramente criticato Pippo Inzaghi che, nel corso della trasmissione Rai Quelli che il calcio disse, con garbo ma senza peli sulla lingua “Alessio sta bene, non ha senso schierarlo alla fine”). Solo un sorriso, ovviamente, da parte di Luciana. Che avrà l’onere di insegnare a Giampiero come si sbucciano i percochi. Donategli dall’organizzazione del riconoscimento turese, hanno costretto l’ex coach che guidò il Bari nella splendida stagione 2009-2010, a confessare che aveva provato a sbucciarli, prendendosi la simpatica reprimenda di un barese sfrontato: mister, si sciacquano e si mangiano con la buccia. E la morte loro è in un bel bicchiere di primitivo.

(nella foto sopra il titolo: da sinistra, Giovanni Cataleta, Pasquale Loseto, Giampiero Ventura, Menino Coppi e Michele Salomone)

Grittani ambasciatore dell’Abcasia

Il ministro degli Esteri Chirikhva e Grittani
Il ministro degli Esteri Chirikhva e Grittani

Vito Grittani, fondatore dell’ODI, l’Osservatorio diplomatico internazionale, è stato nominato “Ambasciatore a disposizione” della Repubblica di Abcasia. Il 29 giugno scorso il capursese ha ricevuto l’incarico direttamente dal ministro degli Affari esteri abcaso, Viacheslav Andreevic Chirikva, con nota verbale n°109.

Grittani diviene dunque a tutti gli effetti un rappresentante di uno Stato estero. “Secondo la Convenzione di Vienna – spiega Grittani – io sono un diplomatico, in particolare un Ambasciatore a disposizione. Cosa farò? Devo prendere contatti con l’estero, cercherò di aprire le porte, non solo in Italia, grazie alle mie conoscenze nelle ambasciate di mezzo mondo. La politica? In realtà mi interessa molto poco, direi praticamente nulla: la mia azione sarà rivolta soprattutto alla conoscenza del Paese abcaso dal punto di vista culturale, del turismo, della storia, delle tradizioni, dell’enogastronomia e ovviamente della diplomazia”.

L’ambasciatore a disposizione – in linguaggio diplomatico “ambassador-at-large – a differenza dell’“ambassador-in-residence”, che comunemente conosciamo ed opera in una specifica ambasciata, è designato per un posto in una organizzazione internazionale come per esempio ONU o UE. In alcuni casi, può essere specificamente assegnato a un ruolo di consigliere o assistente di Stato. Secondo il protocollo internazionale, gli ambasciatori “in-residence” e quelli “at-large” sono ufficialmente denominati come Sua Eccellenza, o Signor Ambasciatore.

Il vice ministro Taniya
Il vice ministro Taniya

Della nomina è stata informata – solo per una forma di cortesia, comunque fortemente voluta da Grittani – la Farnesina, vale a dire il ministero degli Esteri italiano, oggi guidato da Paolo Gentiloni.

A settembre dello scorso anno a Santa Maria del Cedro, in Calabria e qualche settimana fa, a Roma, è stata presentata l’associazione Europa-Abcasia, nata dall’iniziativa dello stesso Grittani e del vice ministro degli Esteri di Abcasia, Kan Taniya.

Grittani – che da molti anni frequenta ambasciate e ambasciatori di mezzo mondo ed ha ospitato a Capurso e in Puglia più di un centinaio di diplomatici, rappresentanti dei loro Paesi presso il Quirinale o presso la Santa Sede – è stato in un recente passato “consigliere del ministro degli Esteri della Repubblica del Kosovo”.

abcasiaL’Abcasia non è ancora riconosciuta dall’Italia. Le più importati nazioni che l’hanno finora riconosciuta sono la Russia, il Venezuela e il Nicaragua. Sukum, che conta circa 75 mila abitanti, è la capitale dello Stato, autoproclamatosi indipendente il 23 luglio del 1992, giusto 24 anni fa. Lo stesso anno scoppiò la guerra con la Georgia. La popolazione, dopo la guerra, s’è ridotta a poco più di 240mila abitanti, con l’emigrazione dei georgiani che lasciarono la parte orientale dell’Abcasia: per la metà sono abcasi, quindi russi, armeni, greci del Ponto, ebrei e pochi georgiani.

La capitale
La capitale

L’Abcasia si affaccia sul Mar Nero. L’economia si basa sull’agricoltura, sullo sfruttamento dei giacimenti di piombo, rame, zinco e carbon fossile, e, negli ultimi anni, su un turismo in forte ascesa.