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I molti cuori di Bari e del Carducci

oraviaggiandoCi sono luoghi in cui vorresti fermarti… Il Ristorante Carducci è uno di quelli: nel cuore di un’oasi nel cuore di Bari. Un locale dalle linee moderne che si sposano perfettamente nell’antico della storia in cui è avvolta come in un bozzolo. Perfetto per una cena d’affari, per un tête-à-tête romantico. La cucina è a vista, una sorta di tolda dalla quale Felice La Forgia guida con piglio la navicella, osservando con soddisfazione la soddisfazione di clienti alle prese con prelibatezze che vanno dai troccoli ai paccheri alle orecchiette, dal pescespada al tonno.

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Villa Romanazzi Carducci
Villa Romanazzi Carducci

Una città ha molti cuori. Una città ha molta storia. Bari ha un cuore verde tra i suoi tanti cuori. Lo trovi a poche decine di metri dalla stazione centrale, al di là della striscia d’asfalto dell’estramurale intitolata a Giuseppe Capruzzi. Tra gli alberi, le siepi e i prati del complesso di Villa Romanazzi Carducci si sentono, con la brezza a favore, le note musicali del Conservatorio Piccinni. Che a volte si sposano, tra le nuvole, con le note intonate dal complesso culinario diretto da Felice La Forgia.

A poche centinaia di metri, il fascino di Bari Vecchia, del porticciolo, di N’derr a la lanze (intraducibile segmento del seafront), della basilica dedicata a San Nicola, della superba cattedrale, del castello Svevo, del lungomare, una delle promenade più belle d’Italia, del salotto buono si via Sparano.

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Siamo a Bari, dunque, una delle nove città metropolitane in Italia, tra le più importanti del Mezzogiorno.

Qui, come detto a pochi passi dal centro dell’area del quadrilatero murattiano, uno dei santuari a cielo aperto dello shopping anche prestigioso e lussuoso, ecco il complesso di Villa Romanazzi Carducci. Un’oasi tra strade e palazzi. Un luogo che custodisce la memoria della pietra edificata da una nobile famiglia di Putignano, proprietaria per circa un secolo. Nel 1885 i fratelli putignanesi Romanazzi Carducci acquistarono il complesso da Federico Maurizio Liebe, negoziante originario di Doebeln, in Germania. Un’area di oltre tre ettari e mezzo con statue e fontanelle tipiche dei romantici giardini di stampo anglosassone. In bilico tra antico e moderno, affascinante ed unico nel suo genere.

La famiglia Ranieri, divenuta proprietaria una trentina d’anni fa del complesso immobiliare, ha voluto anche realizzare il prestigioso Ristorante Carducci. Non per nulla affidato a uno chef del calibro di La Forgia, cuoco di Molfetta, città che … sforna artigiani e artisti dei fornelli.

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La cucina a vista del Carducci
La cucina a vista del Carducci

Multiforme l’attività del Carducci, che è anche lounge bar, oltre che ristorante a tutto tondo.

Partiamo da quella che il patron Cosimo Ranieri chiama la carta snack. Un gustosissimo fuori orario, che in realtà funziona dalle 11 alle 11 della sera. In tale contesto si può gustare il Club house sandwich, a base di pollo o con un saporito burger vegetariano. Da non perdere anche il bruschettone al tonno o il prosciutto di Parma abbinato alla burratina di Andria. Per chiudere, una golosa specialità: il tiramisù in coppa. In ogni caso, piatti sostanziosi, mica semplici assaggi.

Ranieri è un romanticone (e, in fondo, lo è anche il maître Michele Scarpelli). E dunque pensa il giovane e dinamico rampollo della famiglia ad una cena a due con una differenziazione di genere simpatica e mai azzardata.

Per lei, code di gamberi al vapore, con mango, pesche e salsa di frutti rossi. Per lui, sashimi di tonno rosso con tabbouleh di quinoa gialla, ceci neri e dressing di lime.

Uno scorcio della sala
Uno scorcio della sala

Dopo una “entrata” di tal calibro, ecco il primo. Per lui, troccoli con carbonara di mare, scampetti e guanciale. Per lei, mezzi paccheri di grano arso con astice e pistacchio. Se ti vien voglia di chiedergli i motivi alla base di questo singolare “servizio di genere”, la risposta sarebbe solo un sorriso complice e intrigante. Anzi, una risposta fatta con fagottelli alla Villa Romanazzi con salsa di ricci di mare, farciti di ricotta, formaggio caprino, erba cipollina e lime.

Beh, è tempo di gustare il secondo. Per lui, una grigliata di aragostelle, scamponi e polpo con contorni di stagione.

Per lei, un tournedos di pescespada con schiacciatina di patate e pomodorini appassiti, con caroselli, capperi e germogli.

Il fortunato avventore, intanto, è seduto ai moderni tavoli e alle comode sedie, a due passi dal giardino ipogeo con tanto di cascata, che fa da contorno alla passerella che conduce all’ingresso del ristorante. Torniamo alla coppia e a quel sentimentale del patron, che ci segnala un tataki di tonno, purè di melanzane al lime e verdurine all’aceto di Xeres.

Il dolce, dunque. Per lui, tortino di cioccolato bianco e caffè con gelato di tè matcha al gin e salsa di caffè. Per lei, lingotto ai due cioccolati con sfera al latte di mandorla e salsa alle fave di tonka.

E il buon bere? Uno chardonnay affinato in botti Numen igt di Paolo Leo (la carta dei vini è aggiornata una volta l’anno). E per colorare il palato dopo il dessert, rosolio delle campagne di Ostuni o, in alternativa, un liquore al nettare di Primitivo di Manduria.

Al “Carducci” c’è sempre un’alternativa. Al locale principale si può preferire anche il privé o la terrazza all’aperto, tutti ambienti che possono regalare un’esperienza da raccontare Le alternative gastronomiche, invece: dal menù vegetariano al menù della tradizione, quest’ultimo una straordinaria normalità di cucina pugliese: orecchiette di farina integrale, bombette di Locorotondo, vino pugliese quartino di spumone. Sotto l’egida di chef La Forgia. Che può contare, come si diceva, su una cucina a vista di straordinario impatto e su una brigata coordinata dal sous-chef Nicola Minervini e dai collaboratori Valerio Chiapperini, Filippo De Francesco, Giuseppe Messina e Vito Paldera.

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Villa Romanazzi Carducci presenta un’offerta completa tra ricettività e ristorazione. Ma non solo: la nuovissima piscina, le sale ricevimenti per matrimoni e altri eventi da mandare a memoria, uno dei migliori alberghi cittadini, l’Hotel Mercure.

Sapori della tradizione pugliese e nuovi percorsi del gusto s’incontrano in un connubio di cucina creativa, emozionale, raffinata e di qualità.

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