Archivi categoria: Senza categoria

A tavola, tra demonio e santità

prigi romano lampugnani 180
Da sinistra, Romano, Vito Prigigallo e Lampugnani

Il mito della dieta demolito grazie al diavolo che intinge lo zoccolo nell’acquasantiera. In questa storia c’è un diavolo con la faccia bonaria (il gastronomo Sandro Romano) e un medico (praticamente uno scienziato della nutrizione) con la barba vagamente luciferina, il dottor Francesco Lampugnani.

180 tavolo - 1
La tavolata nel giardino antistante il locale

La strana coppia ha allestito un altrettanto strano tour della buona tavola. Buona e soprattutto sana. Sana e soprattutto capace di conciliare il buon cibo con la “buona pancia”. Perdere chili o semplicemente mantenere la linea. O, ancora più semplicemente, mantenere i parametri dei principali indicatori della salute (avete presente le stelline di trigliceridi, colesterolo, eccetera?) al di qua della border line. Un’impresa possibile.

Romano con chef Vitucci
Romano con chef Vitucci e i titolari del “180”

La terza tappa del tour “A cena con il diavolo e l’acquasanta” si è tenuta a Bari, presso il “180”,  elegante locale a due passi dal parco di Largo 2 giugno.

L’educazione in cucina e a tavola passa dunque per poche regole. E non c’è bisogno di essere chef del calibro di Marco Vitucci, che guida le cucine del 180. È sufficiente essere attenti e pazienti. E capaci di scegliere prodotti sani e buoni, combinandoli tra loro nel migliore dei modi.

180 mezzapezzai - 1Lampugnani e Romano si alternano nel dare giudizi, consigli, spiegazioni, nell’illustrare il difficile connubio: come impiegare prodotti salubri (chilometro zero, meglio, ma non è l’elemento indispensabile) per la realizzazione di ricette succulente e che nulla abbiano da invidiare ai piatti saporiti di cui, le buone forchette, proprio non vorrebbero fare a meno.

180 antipasto polpo fagiolini - 1La serata ha visto la partecipazione di produttori che hanno offerto alcuni degli ingredienti di base del menù: Nicola Pascazio in rappresentanza del pastificio Cardone di Fasano e della masseria Trullo di Pezza di Alberobello, Pietro Intini dell’omonimo oleificio, e Giovanni Di Serio, panificatore e produttore di una delle migliori focacce alla barese.

180 primo cavatelli di ceci neri - 1Vitucci, sotto lo sguardo attento del180 secondo sgombro - 1 proprietario del 180 Daniele Piepoli, ha proposto, dopo l’immancabile pezzo di focaccia assolutamente compatibile con la dieta, purché fatta con prodotti sani e mangiata in quantità “giuste”, un’insalata di polpo al forno con pomodorini e rucola in cestino di miglio e semi di 180 desser - 1zucca; fave e cicorie su pane ai cereali; cavatelli di ceci neri con creme di ceci bianchi e ricciola su crema di cicerchie; sgombro in olio-cottura con peperoni rossi e gialli; cannolo mandorlato con cioccolato fondente ed insalata di frutta.

La scarpa di Predrag

La foto da me scattata domenica mattina al Bernabeu
La foto da me scattata domenica mattina al Bernabeu

Davanti a quella teca non è facile restare impassibili. Qualcuno dice: era il peggior Real Madrid della storia. C’era Raùl, è vero, ma non faceva granché impressione. E anche il percorso della Juve non presentò ostacoli alti, condito da un po’ di fortuna. Eppure, come sempre, alla partita decisiva, il gruppo arrivò come bloccato, impreparato: Amsterdam come Belgrado, come Atene; il Real come il Borussia e il Milan e in fondo come l’Ajax, battuto all’Olimpico di Roma solo dopo i calci di rigore. Un blocco che ha attanagliato Pogba e compagni anche l’anno scorso  Berlino, seppure al cospetto di un Barcellona che probabilmente valeva il primo Ajax, quello del ’73, quello di Crujiff e Rensenbrink. Ecco perché quell’immagine nella Hallo of Fame del Bernabeu, quella scarpetta del calciatore slavo, non può lasciare indifferente l’appassionato, men che meno il tifoso. Vincere – e si poteva; si doveva – tre Champions League di seguito avrebbe lanciato la Juve nell’empireo delle più grandi di ogni tempo.

Le Coppe dei Campioni vinte dal Real Madrid. La "decima", conquistata due anni fa nella finale-stracittadina con l'Atletico Madrid è esposta a parte
Le Coppe dei Campioni vinte dal Real Madrid. La “decima”, conquistata due anni fa nella finale-stracittadina con l’Atletico Madrid è esposta a parte (lo scatto è mio, domenica 17 aprile 2016)

È impossibile – o quasi – fare paragoni nel calcio, come nello sport, soprattutto tra soggetti di epoche diverse. Ma quella del triennio da settembre 1995 a giugno 1998 è forse una delle compagini più forti della storia bianconera, pur mutando pelle rispetto a quella di Vialli, Ravanelli e Jugovic. È la Juve di Marcello Lippi. Che domina lo scenario internazionale  pur perdendo due finali su tre (e un’altra la perderà cinque anni dopo, ai rigori, con il Milan). Due anni prima aveva vinto la Champions League nella finale con l’Ajax, pur complicandosi la vita contro i lancieri olandesi, forti ma non all’altezza. Tutto faceva pensare all’inizio di un ciclo. E invece arrivò la beffa col Borussia: i tedeschi di Dortmund, arricchiti da numerosi ex juventini, beffano i torinesi in una finale in cui Del Piero entra solo a match iniziato (segnando un gol memorabile quanto inutile).

Il gol di Mijatovic: alle spalle dell'ex Fiorentina, Paolo Montero, a terra, Angelo Peruzzi
Il gol di Mijatovic: alle spalle dell’ex Fiorentina, Paolo Montero, a terra, Angelo Peruzzi

Ma la strada era segnata. E la stagione 1997/98, in cui viene inaugurata la edizione allargata, con le seconde degli otto campionati più importanti (per l’Italia partecipa anche il Parma, oltre alla Juventus scudettata, per la Germania erano tre, compreso il Borussia che deteneva il trofeo), procede con una qualificazione complicata. La Juve chiude davanti a Feyenoord e Kosice, ma dietro un fortissimo Manchester United, battuto all’ultima gara di Torino 1-0 dopo il rocambolesco 3-2 all’Old Trafford. Si qualifica come migliore seconda con 12 punti, dietro il Bayer Leverkusen (13) e davanti al Paris Saint Germain, stessi punti ma peggiore differenza reti.

Zinedine Zidane. Vincerà la Champions col Real nella finale col Bayer, durante la quale segnerà uno dei gol più belli della storia del calcio.
Zinedine Zidane supera Seedorf (a terra) e Karembeu. Vincerà la Champions col Real nella finale col Bayer, durante la quale segnerà uno dei gol più belli della storia del calcio.

Il cammino della fase decisiva non prevede avversari di grande caratura: 1-1 in casa con la Dinamo Kiev del bomber Sergey Rebrov ed exploit nella giovanissima Ucraina (4-1), poi 4-1 al Delle Alpi con il Monaco di Thierry Henry che al ritorno, nel principato, si prendono una rivincita parziale battendo i torinesi 3-2.

Alla finale di Amsterdam ci arriva il Real Madrid. Gli spagnoli, dopo aver messo in fila Rosenborg, Olympiakos e Porto nell’ordine, eliminano due tedesche negli scontri diretti, il Bayer Leverkusen e i soliti gialloneri del Borussia.

Qualche giorno prima dell’appuntamento olandese, la Juve vince il 25° scudetto. Il campionato è segnato dal presunto fallo da rigore di Juliano su Ronaldo. Del Piero segna in contropiede, la Juve batte l’Inter 1-0 e si scatena il putiferio: crisi ai vertici della Figc, interrogazioni in Parlamento (evidentemente nei primi anni della Seconda Repubblica non c’era nulla di meglio di cui discutere). I nerazzurri di Simoni, in cerca di giustificazioni, pareggiano in casa col Piacenza la settimana dopo e non approfittano del pareggio della capolista a Vicenza. Finiranno secondi a 5 punti.

La finale dell’Amsterdam Arena si gioca il 20 maggio. È decisa da un gol in sospetto (un eufemismo) fuorigioco della ex delusione viola Predrag Mijatovic. Unica, magra soddisfazione: Alessandro Del Piero è il migliore realizzatore del torneo con 10 reti.

La coppa se ne va...
La coppa se ne va…

JUVENTUS TORINO-REAL MADRID 0-1

J: Peruzzi, Torricelli, Montero, Juliano, Pessotto (26’ st Fonseca); Di Livio (1’ st Tacchinardi), Deschamps (33’ st Conte), Davids, Zidane; Inzaghi, Del Piero. All. Lippi.

RM: Illgner, Panucci, Sanchis, Hierro, Roberto Carlos, Redondo, Karembeu, Seedorf, Raùl (45’ st Amavisca), Fernando Morientes (37’ st Jaime), Mijatovic (44’ st Suker). All. Heynckes.

ARBITRO: Krug, Germania.

RETE: st 22’ Mijatovic.

Miele: dolce, un po’ salato

th_miele-millefiori-500x500Il prodotto falsamente etichettato come miele che subisce fermentazioni, pastorizzazione, ultrafiltrazione, aggiunto a miscelazione di pollini, “taglio” con zuccheri quali quello derivato dal riso, non è comparabile sotto il profilo nutrizionale con il miele naturale e non può soddisfare le attese dei consumatori, che, per contro, rischiano di allontanarsi dal consumo di miele naturale.

Secondo una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat dalla quale si evidenzia una vera invasione con gli arrivi che nel 2015 hanno raggiunto il massimo di sempre e provengono principalmente dall’Ungheria con 7,4 milioni di chili, seguita dalla Cina con 4,8 milioni di chili, quasi il doppio rispetto allo scorso anno, e poi dalla Spagna che con 2,3 milioni di chili sorpassa la Romania, comunque in crescita con 1,9 milioni di chili.

“Sono i numeri drammatici del mercato parallelo di prodotti agricoli provenienti da migliaia di chilometri di distanza – denuncia la Coldiretti Puglia – spacciati per prodotti di qualità, quando di qualità non sono, per cui viene illecitamente utilizzato il marchio ‘made in Puglia’, a danno dell’imprenditoria agricola pugliese e dei consumatori. Dall’estero e in particolare dall’Asia viene importato miele sottocosto, come quello cinese e indiano, addirittura ad un prezzo inferiore al 50% rispetto alla quotazione internazionale”.

Le cartellate pugliesi, o rose di Puglia, possono essere fatte anche col miele oltre che con i vari tipi di vincotto
Le cartellate pugliesi, o rose di Puglia, possono essere fatte anche col miele oltre che con i vari tipi di vincotto

Gli alveari censiti in Puglia sono circa 19.000 con un numero di apicoltori pari a 400-450. La produzione di miele è pari a 25 -35 kg in media per alveare e si attesta sui 5.500/6.500 quintali annui, quella nazionale supera i 300.000. Il mercato di sbocco del miele pugliese è quasi esclusivamente regionale.

“Il flusso di fornitura del prodotto estero – aggiunge Coldiretti Puglia – si stima essere superiore al 40% dei consumi. Va sostenuta in ogni modo l’efficace opera delle forze dell’ordine di contrasto ed eradicazione del fenomeno dell’agropirateria, neologismo coniato proprio da Coldiretti per descrivere una pratica criminale che si sviluppa attraverso le importazioni, la manipolazione e la trasformazione di prodotti esteri che giungono nel nostro Paese e diventano “made in Italy” fregiandosi in modo fraudolento dell’immagine che accompagna, nel mondo, le produzioni locali”.

margarito-01“Siamo gli attori principali della salvaguardia del patrimonio rurale del territorio – ricorda Daniela Margarito, produttrice di miele di Racale – e spesso non riusciamo a contrastare le insidie di quanti minano l’immagine stessa della produzione di miele di qualità”.

Nonostante la ripresa della produzione made in Italy c’è il rischio di portare in tavola prodotti spacciati per “fatti in Italia”, ma provenienti dall’estero, spesso di bassa qualità. Per questo –  consiglia la Coldiretti – occorre verificare con attenzione l’origine in etichetta oppure rivolgersi direttamente ai produttori nelle aziende agricole, negli agriturismi o nei mercati di Campagna Amica. Il miele prodotto sul territorio nazionale dove non sono ammesse coltivazioni Ogm (a differenza di quanto avviene ad esempio in Cina e in Romania) è riconoscibile attraverso l’etichettatura di origine obbligatoria fortemente sostenuta dalla Coldiretti. La parola Italia deve essere obbligatoriamente presente sulle confezioni di miele raccolto interamente sul territorio nazionale, mentre nel caso in cui il miele provenga da più Paesi dell’Unione Europea, l’etichetta – continua la Coldiretti – deve riportare l’indicazione “miscela di mieli originari della CE”; se invece proviene da Paesi extracomunitari deve esserci la scritta “miscela di mieli non originari della CE”, mentre se si tratta di un mix va scritto “miscela di mieli originari e non originari della CE”.

I fratelli Anzivino, imprenditori agricoili di Orsara
I fratelli Anzivino, imprenditori agricoili di Orsara

“Sfortunatamente l’origine del miele non è specificata – spiega Fabio Anzivino dell’Apicoltura Anzivino di Orsara di Puglia –  quando viene utilizzato come ingrediente per fare biscotti e altri dolci come, ad esempio, il torrone, dove la presenza di prodotto straniero non viene dichiarata in etichetta”.

Le qualità del miele sono ben note fin dall’antichità: i preziosi oligoelementi (quali rame, ferro, iodio, manganese, silicio e cromo, le vitamine A, E, K, C, complesso B), gli enzimi e le naturali sostanze battericide ed antibiotiche ne giustificano ampiamente l’utilizzo come disinfettante naturale, nella stagione invernale è utile per rinforzare naturalmente l’organismo, prevenendo efficacemente i malesseri di stagione.

MOLA-CASARANO 1-3

CAMPIONATO DI ECCELLENZA PUGLIESE

STADIO CADUTI DI SUPERGA, MOLA DI BARI, DOMENICA 6 MARZO 2016

ATLETICO MOLA-CASARANO 1-3

MOLA: Sansonna, Pazienza, Franco, D’Angelo, De Luisi, D’Addario (44’ st Renna), Serri, Capriati (21’ st Leo), Longo, Salvi, Greco (10’ st D’Ambruoso). A disp. Costantini, Cassano, Ferri, Fraschini. All. Castelletti.

CASARANO: M.Casalino, Manisi, Tarsilia, A.Casalino, Amato, Zaminga, Carminati (28’ st Salvestroni), Puglia, Corvino (24’ st Cossu), Negro (1’ st Di Rito), Jeda. A disp. Foiera, Luperto, De Stradis, Procida. All. Toma.

ARBITRO: Virgilio di Trapani.

RETI: pt 24’ Greco; st 3’ e 4’ Di Rito, 20’ Corvino, rigore.

NOTE: giornata autunnale, terreno in pessime condizioni. Espulso al 19’ st De Luisi per fallo da ultimo uomo. Ammoniti Tarsilia, Serri, D’Addario, Pazienza e Salvi.

Antonio Toma, allenatore del Casarano
Antonio Toma, allenatore del Casarano

MOLA DI BARI – La differenza la fa Nicolas Di Rito. Il calciatore argentino si conferma arma letale e appena entrato manda al tappeto un Mola fino a quel momento in partita. L’uno-due del centravanti sudamericano (che tocca quota 17 gol, 8 dei quali segnati con la maglia dell’Altamura nella prima parte della stagione: all’andata decise proprio lui il match di Casarano a favore dei murgiani) arriva pochi secondi dopo che Greco, che aveva portato in vantaggio i baresi, va vicino al raddoppio in apertura di ripresa: Mirko Casalino prima respinge il radente dell’ex Castellaneta e poi vede la palla del tap-in uscire di un nulla.

Vito Castelletti deve fare ancora a meno di Danilo Schirone (iellatissima la stagione del capitano) e deve tenere Matteo Fraschini in panchina. Attacco affidato a Longo, con Serri e Greco sulle fasce. Antonio Toma non rinuncia alla sua vita (calcistica) spericolata e schiera il tridente con Carminati a destra (il brasiliano è chiamato al sacrificio), Jeda a sinistra, con facoltà di accentarsi e Corvino centrale. In mezzo, Negro è il centrocampista più avanzato, spesso quarto uomo d’attacco, Puglia e Zaminga debbono fare il lavoro sporco. In difesa la scelta dell’ex vice di Antonio Conte cade su Achille Casalino e Marco Amato, che costringono Riccardo Cossu alla panchina.

Vito Castelletti, tecnico del Mola
Vito Castelletti, tecnico del Mola

L’avvio del Casarano è veemente. Corvino impegna Sansonna alla respinta. Mola prova a infilarsi nelle larghe maglie dello schieramento rossoblù e al quarto d’ora ci riesce: su Longoc’è un fallo di mano di Amato tanto nitido da ritenere che Virgilio lo reputi involontario.

Un’ora prima del match c’è stato un temporale, il fondo del rettangolo di gioco dello stadio vicino alla stazione sembra reggere, ma appare sempre più come “terra battuta sintetica”, visto che l’erba artificiale è in quasi tutte le parti del campo un lontano ricordo. Piove a tratti anche durante il secondo tempo ma non arreca disturbo ai calciatori.

Arriva intanto il vantaggio interno: la punizione di Greco, a giro, bassa, dal quadrante di destra, inganna Casalino e probabilmente carambola sui piedi di Corvino prima di finire in rete. Casarano non rinuncia mai al possesso palla e alla fase offensiva, Mola non rinuncia mai alle ripartenze. Alla mezzora Leo Serri, che finirà per essere il migliore,, si libera ma calcia poco alto dal limite. Subito dopo due occasioni per gli ospiti: Sansonna replica stile hockey a Corvino, quindi è bravo Carminati a crossare morbido per Jeda che piazza di testa una palla sulla quale Sansonna si esibisce in un bel volo che frutta ai leccesi solo un corner.

Toma fa ricorso al grosso calibro (mi dirà, a fine partita, nel corso di una lunga chiacchierata che trova Di Rito più utile quando entra a gara in corso) e Di Rito segna di testa e di piede, sempre su assist di Jeda, dopo la chance toccata a Greco. Troppo morbida nelle circostanze la difesa molese che al 19’ consente a Corvino di entrare come nel burro e costringe De Luisi all’abbraccio colpevole al centravanti che costa rigore ed espulsione. Lo stesso Corvino trasforma. La partita finisce praticamente là, anche perché Toma fa ricorso al terzo stopper, adottando un inusuale (per lui) 3-5-2, che poi diventa modulo ancora più  prudente con l’ingresso di Salvestroni.

Finale con qualche ammonizione di troppo da parte del direttore di gara trapanese, colpevole agli occhi della tifoseria molese, di non aver visto un fallo di mani in area casaranese nel finale di gara.

Diciannove diviso due con il resto di uno

CAMPIONATO DI SERIE B DI CALCIO A CINQUE, GIRONE F

PALASPORT COMUNALE DI VALENZANO, 6 MARZO 2016

FUTSAL CAPURSO-SAN ROCCO RUVO 10-9

CAPURSO – 22 Frisone, 2 Marco Squeo, 3 Biacino, 5 De Mola, 6 Sardella, 7 Fortunato, 8 Garofalo, 9 Taccogna, 10 Mazzilli, 11 Satalino, 12 Rafaschieri. All. Squillace.

RUVO – 1 Di Bitonto, 3 Bonvino, 4 Amoruso, 5 D.Campanale, 7 Forini, 8 Ciliberti, 9 Bucci, 12 Marinelli, 21 A.Campanale, 22 Rubini, 27  Toma. All. Lamura e De Venuto.

ARBITRI: Scarpetti di San Benedetto del Tronto e Serrfilippi di Pesaro; cronometrista Villanova di Bari.

RETI: 4’37” Toma, 6’ Rubini, 12’42” De Mola, 15’08” Toma, 16’50” Mass.Squeo, 19’20” Garofalo; 3’30” Rubini, 4’35” De Mola, 5’05” Sardella, 8’33” A.Campanale, 8’44” Toma, 11’30” Mass. Squeo, 12’50” Amoruso, 14’46” De Mola, 16’15” Rubini, 16’38” Amoruso, 17’25” e 18’16” Sardella, 18’45” Taccogna.

Nella foto di Mimmo Pellicola, il gruppo Futsal prima della partita col Ruvo
Nella foto di Mimmo Pellicola, il gruppo Futsal prima della partita col Ruvo

VALENZANO – Raccontare una partita, sia pure di calcio a cinque, con 19 gol non è mai facile. Oppure non è affatto difficile. Dipende dai punti di vista. Basta non perdersi nei meandri dei gol, a cui vanno aggiunti pali, salvataggi sulla linea, prodezze dei portieri. Insomma, spettacolo puro (a tratti), sia pure con una buona dose di farcitura di errori (e qualche erroraccio).

Capurso deve difendere la quarta piazza, sperando che dal derby di Barletta giungano (giunte) buone notizie, nel senso che vinca (vinto) la più forte. Ruvo deve dare un senso alla stagione, uscendo dal guscio della mediocrità. Tutto sommato, l’obiettivo è stato centrato da entrambi. O fallito. Anche in questo caso, dipende dai punti di vista. Nel senso che Squillace si ritrova con un quarto posto consolidato ma che potrebbe rivelarsi inutile in chiave playoff (la Futsal è la peggiore delle quarte delle altre poule in giro per l’Italia) e Giovanni Lamura e Nicola De Venuto giocano alla pari con il più forte avversario ma tornano a  Ruvo con le pive nel sacco.

Antonio Toma in una foto di repertorio dal profilo Fb della San Rocco
Antonio Toma in una foto di repertorio dal profilo Fb della San Rocco

Non c’è (più) Corona, Mazzilli gioca pochissimo a causa di un infortunio, Capurso comincia con Frisone tra i pali, Garofalo, Satalino, Biacino e Sardella. Dalla parte opposta lo start-five è Di Bitonto, Bonvino, Amoruso, Rubini e Forini. Non ci sono Vallarelli, Pedone e soprattutto Mazzone (12 gol) mentre Ciliberti (14) non va in gol. Pronti, via. Subito occasioni e subito bravi gli estremi. I rubastini passano presto due volte. Squillace inserisce De Mola e Taccogna. Gigi Mazzilli entra e si rende subito pericoloso, la San Rocco continua a rendersi insidiosa. Tra il 12’ e il 14’ i fuochi pirotecnici, con il gol di De Mola, il palo di Taccogna, alcuni repentini capovolgimenti di fronte e il palo di Toma. Appare anche Fortunato, che a 19 anni fa il suo esordio in B. Sul 3-1 per gli ospiti, un bel gesto di fair-play di Toma, che calcia volontariamente sul fondo una punizione frutto di un evidente errore del secondo arbitro. Il primo tempo si chiude sul 3-3: il pari di Benny Garofalo (deviazione di Toma) chiude il primo tempo.

Il manifesto che annunciava la partita di andata: si giocò a metà novembre e il Capurso vinse 6-0
Il manifesto che annunciava la partita di andata: si giocò a metà novembre e il Capurso vinse 6-0

Lo stesso Garofalo colpisce la traversa in apertura di ripresa. Dopo 5’ il primo vantaggio interno griffato De Mola e Sardella. La strada pare in discesa, ma Ruvo è determinato, Capurso si prende più d’una pausa. Si viaggia sull’alternanza vantaggio esterno-pari, Frisone non è perfetto in un paio di circostanze, il contro-break non riesce più ai locali e la San Rocco allunga sul +2 con un tiro coast-to-coast di Amoruso che approfitta del fatto che Squillace sperimenta il portiere volante: senza Frisone tra i pali, il ruvese è balisticamente bravo. A quel punto scatta qualcosa nella testa dei capursesi e nelle gambe degli atleti del santo di Montpellier. Taccogna fallisce il gol di testa sotto misura, poi a meno di 2’ dalla fine realizzerà il gol del definitivo sorpasso, il più bello del match, e non per il valore. In mezzo, la doppietta di Sardella. Da oggi, Capurso tifa Rvo: sabato prossimo la San Rocco ospita il Canosa e i bulldog saranno di scena a Potenza. L’ultima possibilità di agganciare il terzo posto passa infatti per il dimezzamento del distacco dagli ofantini. Mission impossibile, vista la trasferta a della Futsal a Noicattaro del Sabato Santo, prima dello scontro diretto all’ultima giornata.

ECCELLENZA / BISCEGLIE NON SFONDA IL MURO DEL CASTELLANETA

BARI SAN PIO, 13 DICEMBRE 2015

CAMPIONATO REGIONALE DI ECCELLENZA, 16^ GIORNATA

U.C. BISCEGLIE – CASTELLANETA 0-0

UC BISCEGLIE: Lullo, Bufi, Papagno, Riontino (1’ st Ferrante), Anglani, Mazzilli, Del Bene (11’ st Cannone), Sylla (29’ st Malerba), Albrizio, Ragno, Di Pinto. A disp. Delfino, Addario, Quercia, Monopoli. All. Di Corato.

CASTELLANETA: Cofano, Antonicelli, Russo, Panzarea, Lorusso, Carbone (38’ st Sergio), Mastrangelo (12’ st C.Greco), A.Greco, Mianulli, Favale (27’ st Gorghini), Recchia. A disp. Zecchino, De Bellis, Savino, Casucci. All. Lippolis.

ARBITRO: Recchia di Brindisi.

NOTE: giornata di sole ma fredda. Ammoniti Mastrangelo e A.Greco.

BARI SAN PIO – L’Unione Calcio è nuovamente costretta a migrare verso la desolata periferia nord di Bari. Al “Gustavo Ventura” giocano i nerazzurri di Serie D e dunque il Bisceglie 2.0 sceglie nuovamente il sintetico a ridosso della “Sedici”. Che stavolta si rivela avaro: in precedenza il Casarano era stato battuto 2-1. Stavolta c’è il Castellaneta che, nonostante la classifica – o forse proprio per quello -, impone il pareggio senza gol all’avversario. C’era già riuscito sette giorni fa con l’Altamura, resistendo al “De Bellis” contro i murgiani.

Bisceglie non trova continuità nella manovra, gioca a tratti, costruisce le chance migliori su palle alte o comunque con conclusioni di testa. Castellaneta opera con puntiglio, non impensierisce mai Lullo – il portiere biscegliese è praticamente inoperoso per tutto il match – e tuttavia punzecchia, specie nella ripresa, crea grattacapi con rapide ripartenze tuttavia incompiute se non proprio velleitarie.

Walter Lippolis, ex attaccante, da otto stagioni alla guida del Castellaneta
Walter Lippolis, ex attaccante, da otto stagioni alla guida del Castellaneta

Gli jonici sono privi degli squalificati Cecere e Buttiglione. Davanti a Cofano Walter Lippolis schiera gli esterni Antonicelli e Russo, i centrali Lorusso e Carbone. Il regista, alquanto efficace è Vito Panzarea, la mediana è affidata a Angelo Greco e Recchia, con Favale trequartista, Mastrangelo e Mianulli gli attaccanti. Mimmo Di Corato non dispone di Mattia Pasculli, ma si affida allo schieramento solito, tenendo in panchina altri titolari come Cannone, Ferrante e Malerba, che infatti troveranno spazio nel corso del match. Il tecnico di Orta Nova affida a Michele Riontino la poltrona di registra davanti a una difesa composta da Mazzilli e Papagno, con Bufi e Anglani centrali. Sylla corre e recupera palloni per tutti e poi c’è il due più due con Ragno e Del Bene larghissimi, Albrizio e Di Pinto punte.

Mimmo Di Corato è alla seconda stagione con il Bisceglie dei fratelli Pedone
Mimmo Di Corato è alla seconda stagione con il Bisceglie dei fratelli Pedone

Gli jonici soffrono sui cross, anche quelli che arrivano da palle inattive (la maggior parte).  E infatti, dopo un approccio castellanetano al quarto d’ora, è Di Pinto  a non centrare la porta girando fuori di testa da ottima posizione. Al 21’ è Sylla a colpire di testa su punizione da sinistra, Cofano si distende, devia in corner e inaugura i suoi interventi di rilievo. I ritmi non sono altissimi, gli ospiti concedono rari spazi. Alla mezzora tocca a Cristian Albrizio concludere di testa su punizione dai 20 mt: Cofano si supera. E quando il portiere ex Locorotondo non ci può arrivare, è la traversa a dire no ai padroni di casa: la punizione a giro di Riontino (41’)  tocca la parte alta della trasversale, molto vicino all’incrocio.

Di Corato lascia Riontino nello spogliatoio, arretra Ragno in regia, affida a Di Pinto compiti di trequartista e inserisce Corrado Ferrante al fianco di Albrizio. Quando si accorge che occorre maggiore qualità, chiama anche Vittorio Cannone. Al 26’ la migliore combinazione dell’Unione Calcio: sul cross di Papagno da sinistra, Albrizio stacca in bello stile, palla centrale ma sotto la traversa su cui vola Cofano che devia in angolo. I biscegliesi cadono troppo spesso nella trappola del fuorigioco, complici voglia di vincere e ansia da prestazione. Lippolis corregge l’assetto del Castellaneta e trova le misure per pericolose ripartenze. Di Corato si gioca la carte Malerba e il buon Gaetano, in pieno recupero, trova il cross lungo da sinistra. Indovinate un po’? Colpo di testa, stavolta di Di Pinto e gran parata di Cofano.

LA REMUNTADA – CAPURSO DA 1-5 A 7-6 SU POTENZA

VALENZANO, 28 NOVEMBRE 2015-11-29 NONA GIORNATA DI ANDATA

GIRONE F DI SERIE B DI CALCIO A CINQUE

FUTSAL CAPURSO-SHAOLIN SOCCER POTENZA 7-6

 

FUTSAL CAPURSO
Nella immagine di repertorio (foto di Mimmo Pellicola), la Futsal Capurso che sta disputando il campionato di Serie B

Vietato ai deboli di cuore. La vittoria in rimonta del Capurso ai danni del Potenza è da brividi. Nel corso dei 40’ effettivi sul parquet del palazzetto dello sporto di Valenzano si è visto il meglio e il peggio che una squadra di calcio a cinque (anzi che una squadra sportiva) possa offrire. La Futsal è stata una sorta di enciclopedia dei comportamenti da questo punto di vista. Ad un certo punto era sotto 5-1, era il 4’ della ripresa e qualche secondo dopo il massimo vantaggio ottenuto dai lucani, Antonello Corona ha colpito un clamoroso incrocio dei pali, al termine di uno dei pochissimi guizzi che hanno segnato la sua porzione di gara. Pareva tutto finito.

Gianluigi Mazzilli: 2 gol per il bomber della Futsal Capurso
Gianluigi Mazzilli: altri 2 gol per il bomber capursese della Futsal. E’ entrato nella top-ten dei marcatori del girone con 10 centri.

Invece no. Mazzilli fa il fenomeno, Sardella fa i gol, Garofano accende (pur a intermittenza) i suoi potentissimi piedi, Summa (portiere lucano) comincia a sbagliare: la rimonta è servita. Strepitosa, da togliere il fiato e strappare applausi. Ma guai se non sarà da pedagogica. Deve insegnare molto soprattutto il primo tempo: insipido, autunnale, umbratile, da primo freddo improvviso, che ti sorprende.

shaolin - 1Squillace manda in campo, davanti a Frisone, Satalino, Mazzilli, Biacino e Garofalo. La Futsal fa possesso palla, conclude, la Shaolin si difende, attua una buona pressione e soprattutto una efficace copertura di tutti gli spazi. Verso Summa c’è un bombardamento attenuato: l’estremo potentino è bravo, ma non deve essere bravissimo per parare o deviare le conclusioni dei capursesi. Ci vogliono 9’ perché arrivi la prima marcature ed è di Preite. Entra Corona, ma si capisce quasi subito che non è giornata per l’anziano fuoriclasse dei bulldog. Frisone salva su Restaino e poi, come un fulmine, arriva il raddoppio ospite con Lorusso. Al 19’ Biacino colpisce il palo su azione di Mazzilli. Non è giornata. E Preite concede il bis su asssistenza di Lorusso.

Dallo spogliatoio dovrebbero uscire dei guerrieri e invece tornano in campo le ombre cinesi del primo tempo. E i neroarancio passano ancora con Restaino. Nessuno, a questo punto immagina quel che sta accadendo. 6’ di puro spettacolo adrenalinico. Una serie di montagne russe che portano il punteggio, all’8’, sul 5-6 per la squadra di Stefano Lorusso.

Al 3’ è Biacino che trova il pertugio per inaugurare la mattanza di Summa. Poco dopo Lorusso va in gol per la quinta volta, Corona colpisce l’incrocio dei pali e la Shaolin il montante. Va a bersaglio Mazzilli su palla da corner. Poi il bomber capursese imbecca Sardella che accorcia. Potenza sottolinea con la matita rossa e blù un errore di Frisone e segna con De Bonis. Ma è un dettaglio, a quel punto. La santabarbara continua a esplodere. Sardella chiude una ripartenza perfetta e De Mola ricorda da dove viene, fa il terzino alla Cabrini e insacca con un diagonale dall’out mancino.

Prendiamo fiato. Siamo sul 6-5 per gli ospiti. Il match si rilassa ma non tanto: giusto a metà del secondo tempo Benny Garofalo fa il prestigiatore e pareggia. Al 13’ Sardella rischia di far gol, ma Summa devia sul palo. Potenza è sulle gambe. La zanzara lucana punge pochissimo. Mazzilli è la freccia del sorpasso: Summa respinge corto su Garofalo, il tap-in di Gianluigi non è esplosivo, è ragionato. Nel minuto 17’ accade di tutto: dopo il 13° gol del match, Frisone, per due volte, si fa perdonare il precedente peccato veniale e salva il vantaggio, la prima volta in modo strabiliante sulla conclusione di Mancusi. Quindi, Garofalo non chiude il match per questione di millimetri: è ancora palo.

Gli ultimi 3’ sono emozionanti, col fiato sospeso. Stefano Lorusso decide di giocarsela col portiere volante, ma la superiorità numerica porta a una sola occasione, pur notevole, con il solito Preite: Frisone è ancora una volta super, la fase difensiva dei bulldog certamente no.

Rotondo e Barbosa della virtus Rutigliano
Rotondo e Barbosa della virtus Rutigliano

Felicità al termina della gara. Nel giorno della Grande Sconfitta (ribaltone del Barletta in casa del Rutigliano che ridisegna la vetta della classifica ai danni della Virtus che proprio sabato sarà ospite dell’impianto valenzanese di via Carducci), Capurso rafforza la posizione al quarto posto. Che vuol dire non solo e non tanto playoff, quanto e soprattutto possibilità di accedere alle final-eight di coppa a cavallo tra andata e ritorno.

Sport e alimentazione

Il presidente della Lnd  Antonio Cosentino, eletto qualche settimana fa al posto di Felice Belloli
Il presidente della Lega dilettanti, Antonio Cosentino

Il Comitato regionale Puglia organizza, in collaborazione con la Lega nazionale dilettanti e la FMSI (Federazione medico sportiva italiana), un convegno regionale per la presentazione della Campagna di educazione alimentare “Nutrizione è salute”. L’appuntamento riservato a tutti i dirigenti, gli allenatori, i medici delle squadre pugliesi che partecipano ai campionati regionali e provinciali dilettantistici e giovanili, è in programma venerdì 27 novembre 2015, a partire dalle 16.30, al Nicolaus Hotel di Bari.

Dalla "Gazzetta" in edicola oggi
Dalla “Gazzetta” in edicola oggi

La campagna di educazione alimentare è un’iniziativa con cui la FIGC – Lega Nazionale Dilettanti conferma il proprio impegno in favore della sicurezza e della salute dei suoi giovani atleti, al fianco delle istituzioni e delle famiglie, per promuovere stili di vita salutari e duraturi nel tempo attraverso la promozione dei prodotti tipici del territorio. Per realizzare in Puglia questo progetto, Il Comitato Regionale Puglia ha coinvolto alcune aziende agroalimentari che allestiranno uno spazio espositivo utilizzato per la propaganda e la degustazione dei prodotti tipici pugliesi inseriti nella piramide alimentare.

Vito Tisci, è presidente sia del Settore nazionale giovanile e scolastico che del Comitato regionale. È originario di Acquaviva delle Fonti ed ha 55 anni
Vito Tisci, 55 anni.

Al convegno regionale, moderato dalla giornalista Claudia Carbonara, parteciperanno il presidente della Lega nazionale dilettanti, Antonio Cosentino, il numero uno del C.R. Puglia, Vito Tisci; il Presidente del C.R. FMSI Puglia, Domenico Accettura; la nutrizionista Nelly Mercurio; l’opinionista televisivo Antonio Di Gennaro; e i partner commerciali che hanno legato il proprio nome alla manifestazione. Porteranno il saluto istituzionale il presidente del CONI Puglia, Elio Sannicandro; l’Assessore allo Sport del Comune di Bari, Pietro Petruzzelli; il sindaco di Bari, Antonio Decaro; gli assessori regionali all’Agricoltura, Leonardo Di Gioia, e allo Sport e alle Politiche Giovanili, Raffaele Piemontese.

Nell’occasione sarà consegnato a tutti i partecipanti un kit contenente materiale informativo e divulgativo della Campagna di educazione alimentare riservato ad allenatori, atleti e famiglie dei tesserati.

 

UN POSTER DI QUARANT’ANNI FA

claudio-baglioni-sabato-pomeriggio_1Poco fa ho visto un po’ di televisione “generalista”. Gianni Morandi e Claudio Baglioni cantano dall’Arena di Milano. Fuoriclasse. Non c’è che dire. Sto spegnendo la tivù per cercarmi una serie o un film on demand, quando “Occhi di ragazza” mi blocca il dito pronto a premere il tasto rosso dell’off, dello spegnimento. L’ascoltai per la prima volta una quindicina d’anni fa, in una compilation del singer emiliano: tre big dietro quegli “occhi”, da Gianfranco Baldazzi a Sergio Bardotti e soprattutto Lucio Dalla.

Poi, le prime note al pianoforte. Il salto indietro è un tuffo nella memoria, nel deliquio della nostalgia. I tempi passati sono sempre da rimpiangere, all’insegna del si stava meglio quando si stava peggio, del vuoi mettere quando a pomeriggio c’era la canicola, quando le partite si giocavano tutte alle due e mezzo e c’era Tutto il calcio minuto per minuto. Insomma, quando c’erano ancora le mezze stagioni e le bombe d’acqua giovepluvio non le aveva ancora inventate.

E’ il 1975. Quarant’anni fa.

pasolini_cover_Layout 1La guerra del Vietnam finisce ad aprile. E gli americani hanno perso. Eugenio Montale vince il Nobel e io proprio quegli Ossi di seppia non riesco a interpretarli. Ma, in fondo, non riesco a capire neanche che canta di gente che si ritrova con “quattro assi bada bene di un colore solo” (Rimmel, Francesco De Gregori). (Ma devo dire che è bella, che mi piace, sennò non sono a-la-page). Bill Gates fonda Microsoft. Pierpaolo Pasolini viene ammazzato e l’Italia perde uno degli intellettuali più profondi del dopoguerra, scrittore, poeta e regista.

Juventus_Football_Club_1974-1975La Juve vince lo scudetto, superando il Napoli. La allena Carletto Parola. È una delle formazioni-mito, di quelle che si recitano a memoria: ZoffGentileCuccuredduFurinoMoriniScireaDamianiCausioAnastasiCapelloBettega. E quando c’è qualche problema, entra lui, lo scassinatore di difese brasiliano, Josè Altafini.

Ho quindici anni. I miei, dopo gli anni della Liguria, si reinventano salumieri. Non gioco più a Giochi senza frontiere con gli amici sul grande marciapiede di piazza Marconi, quello che almeno una volta al giorno si riempie di piccole paline nere, dopo il passaggio dei piccoli greggi di pecore che “transumano” verso via Ognissanti. Sono uno dei pochissimi della cintura a frequentare l’Orazio Flacco, a Bari. Provo a leggere, tra mortadella, provolone Auricchio e le scansie con la pasta Divella e Ambra, Dostoevskj, Pasternak e Svevo ma pure Tex e Zagor e Il barone di Munchausen.

Poster è il lato-b di Sabato pomeriggio, l’album che segna un primo cambio di passo di Baglioni dopo le magliette fini e gli accoccolamenti ascoltando il mare.

Poster è struggente. Immagino il sogno di un figlio del ’68 in una società che non è cambiata come lui voleva, nonostante il maggio, nonostante la rivoluzione degli studenti, nonostante Woodstock, nonostante l’estremo sacrificio di Janusz Palach. Seduto su una panchina fredda del metrò è attratto da un manifesto che pubblicizza le spiagge della Tunisia. Il suo mondo è fatto di donne che chiacchierano con le mani appesantite dalle buste della spesa (c’era ancora la Upim), di vecchi che imprecano contro governo e polizia o che si perdono dietro i cruciverba. Lui, l’ex sessantottino (così almeno lo immagino io) attende un treno che sembra non arrivare mai. Magari lo porterà ad un lavoro di routine. D’altronde, la domanda di Antonello Venditti (Compagno di scuola, sempre 1975) aveva una risposta scontata: “sei rimasto sulle barricate o sei entrato in banca pure tu?”). Qualcuno però, sulle barricate volle restarci: le Brigate Rosse, i neofascisti, gli opposti estremismi.

Quell’ex ragazzo con i sogni di ragazzo vuole evadere. Forse è spaventato da altre parole in musica che lui ritiene terrificanti: le ha scritte Fabrizio De Andrè (siamo sempre nel 1975): Il protagonista di fabrizio_de_andre'_-_fabrizio_de_andre'_vol.08_-_frontCanzone per l’estate” è un benestante che, pur avendo già tutto quello a cui si può aspirare (molti soldi, una bella famiglia felice) si accorge che, pur con la sua “tranquillità, lucidità, soddisfazione permanente”,  felice non lo è affatto. Perché “non riesce più a volare”. Ha smesso di sognare. Il dramma del protagonista è quello di essersi chiuso in una realtà che non sente appieno, che ha tarpato le ali ai suoi sogni e ai suoi desideri. Andare lontano, in Tunisia o oltre ancora: passare dal freddo di una panchina alla sdraio di una spiaggia esotica o semplicemente dalla prigione di una vita borghese all’utopia di un mondo migliore.

COPPA ITALIA DI ECCELLENZA / Fuori Altamura, Barletta, Trani e Molfetta

Lo Sport de La Gazzetta del Mezzogiorno in edicola oggi
Lo Sport de La Gazzetta del Mezzogiorno in edicola oggi

Si sono giocate ieri le partite di ritorno del primo turno della fase regionale della Coppa Italia di Eccellenza.

BITONTO – La sorpresa era nell’aria. Missione impossibile quella dell’Altamura: ribaltare il 3-0 d’ufficio che aveva tarpato le ali alla Team che sul campo aveva espugnato Bitonto in gara-1. A bersaglio per i murgiani Moscelli, Logrieco, forse il migliore in campo e Di Senso. I neroverdi di Modesto tengono benissimo il campo e approdano al secondo turno e stroncano ben presto i sogni biancorossi con un grande Pignatta, autore del gol del provvisorio vantaggio e di quello che chiude i conti.

CASARANO – Con una trasformazione di De Vito a metà della prima frazione di gara l’Otranto si toglie la soddisfazione di espugnare il “Capozza”. Le serpi di Oliva sono forti del successo dell’andata ma temono il colpaccio e il tecnico rossoblù si garantisce il passaggio del turno inserendo nel finale prima Zaminga, poi Rosciglione, navigatori di lungo corso.

GRAVINA – Vince di nuovo il Gravina, che ospita il Molfetta nel posticipo: in vantaggio i marinai con Sebastian Amoruso poco prima del riposto, poi Sisalli dal dischetto e Mazzilli sistemano le cose per i gialloblù di Di Maio.

VIESTE – Eliminato il Barletta: doppio nulla di fatto e decisione ai rigori dove i garganici sono più precisi.

ARS ET LABOR – Ricca di gol la sfida di Mesagne. Grottaglie sembrava in netto vantaggio e invece il gol di Pascual (ultimo di una quaterna) a 2’ dal termine ha reso incandescente il finale. Il 5-3 non è bastato ai brindisini: marcatori Malagnino e Salvi (2) per gli ospiti, Mummolo prima che Pascuale scatenasse l’inferno anche grazie a due rigori.

NOVOLI – Sfiora il colpaccio il Leverano: doveva vincere 3-0, s’è fermato a 2, con il rigore di Di Silvestro e la rete di Giordano all’ora di gioco.

HELLAS – I tarantini bissano il largo successo del “De Bellis”: dopo l’autorete di Valentino, il pari di Colucci, poi Misuraca, Beltrame, De Tommaso e D’Arcante.

UNIONE CALCIO – Fuori il Trani che al “Ventura” partiva da una complicata sconfitta interna. I ragazzi di Di Corato s’impongono largamente grazie ai gol di Riontino e Acquaviva (tripletta). Per la Vigor Pasquadibisceglie nel corso di un primo tempo pirotecnico.

SUDEST – Un gol di Gennaro Manzari decide il match del “Caduti di Superga”. Al Mola, finalista la scorsa stagione con il Francavilla, occorre vincere anche con il minimo scarto ma il punto messo a segno di testa dall’ex Terlizzi a metà ripresa manda in frantumi i sogni degli adriatici.

I RISULTATI (tra parentesi il risultato dell’andata e la qualificata) – Mesagne-Ars et Labor Grottaglie 5-3 (0-2: Grottaglie), Barletta 1922-Atletico Vieste 0-0 (2-3 dopo i rigori: Vieste), Team Altamura-Bitonto 3-2 (0-3: Bitonto), Hellas Taranto-Castellaneta 5-1 (4-1: H.Taranto), Gravina-Molfetta Sportiva ___ (3-1: Gravina), Leverano-Novoli 2-0 (1-4: Novoli), Casarano-Otranto 0-1 (2-1: Casarano), Atletico Mola-Sudest Locorotondo 0-1 (1-2: Locorotondo), UC Bisceglie-Vigor Trani 4-1 (2-1: Bisceglie).

IL PROSSIMO TURNO – Si giocherà il 15 e 29 ottobre e il 12 novembre: tre scontri diretti e un triangolare.

APPROFONDIMENTO PER LE BARESI

Lo SportBrese de La Gazzetta del Mezzogiorno in edicola oggi
Lo SportBrese de La Gazzetta del Mezzogiorno in edicola oggi

Tre avanti, tre fuori. Dai derby della Terra di Bari la rappresentanza barese nella fase regionale della Coppa Italia di Eccellenza doveva necessariamente uscire dimezzata. Al secondo turno, a cavallo tra ottobre e novembre e articolato su tre scontri diretti e un triangolare, accedono Locorotondo, Gravina e Bitonto. Che dovranno vedersela con Vieste, UC Bisceglie, Hellas Taranto, Mesagne, Casarano e Novoli.

C’era curiosità attorno al disperato tentativo di rimonta dell’Altamura, senza Di Rito squalificato, ma con Moscelli pronto a mordere (il piccolo attaccante non ci sarà domenica, sempre per squalifica) e sulla rincorsa del Mola che partiva dal 2-1 rimediato in Valle d’Itria.

IL CUORE NON BASTA – Prova d’orgoglio dell’Altamura. Che, ad un certo punto di una partita ricca di rimpianti, hanno anche creduto di poter ribaltare il 3-0 dell’andata, fissato dal giudice sportivo (sul campo i murgiani avevano espugnato il “Città degli Ulivi” grazie alla doppietta di Moscelli, De Santis per i padroni di casa dagli 11 metri): dopo il gol di Ariel Pignatta in apertura, infatti, sul sintetico del “Morgese” di Toritto, dapprima Fabio Moscelli, poi Angelo Logrieco (il migliore in campo) e infine Sebastian Di Senso hanno riaperto il match. A quel punto bastavano altri due gol per il clamoroso ribaltone. Ma un Bitonto coriaceo e soprattutto un Pignatta formato sniper non hanno lasciato scampo. Domenica le due formazioni si affrontano nuovamente per la 5^ di campionato.

AMORUSO ILLUDE – Il Molfetta del dopo Muzio Fumai cambia poco. Lanza e Di Benedetto schierano la migliore formazione possibile (c’è anche Nico Fumai, fratello del tecnico in settimana separatosi dal club), anche se tengono Loiodice e Camporeale in panchina. In attacco ci sono Dama, Vitale e Stefanini. Ma a segnare è Sebastian Amoruso, il battitore libero dei biancorossi. L’illusione (ci sarebbe voluto uno 0-3 da urlo sul sintetico del “Comunale” di via Fezzatoia) dura pochi minuti. Il Gravina è poderoso e va a segno prima con Daniele Sisalli che spiazza Paolo Petruzzelli dal dischetto e poi con il 19enne Giammarco Mazzilli. Discorso chiuso.

LA TESTA DI MANZARI – Partita divertente al “Caduti di Superga”, anche se i toni agonistici non sono mai molto alti. Del Core è in tribuna per precauzione, Loseto, il liquidatore del Molfetta, è in panchina con Vittorio e Serri. D’Ermilio perde Bartoli (si teme un guaio muscolare per il forte difensore centrale), ma trova l’implacabilità di Gennaro Manzari. È lui a decidere il match con un colpo di testa su cross da sinistra: salta più e meglio di difensori più alti di lui e insacca alle spalle dell’incolpevole Vito Spadavecchia. Le azioni migliori le collezionano gli ospiti (due volte con Manzari, una con Chimenti, sempre attento e piazzato l’ex portiere del Bari in forza al Mola), ma i padroni di casa mollano solo al vantaggio esterno. Sino ad allora si mostrano spigliati e con buoni schemi, pur portando poche insidie dalle parti di Vitucci.

IL RIEPILOGO– Mola-Sudest Locorotondo 0-1 (st 22’ Manzari), Team Altamura-Bitonto 3-2 (9’ Pignatta, 33’ rig. Moscelli, 39’ Logrieco; st 23’ Di Senso, 32’ Pignatta), Gravina-Molfetta Sportiva 2-1 (45’ Amoruso; st 8’ rig. Sisalli, 16’ Mazzilli).