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GRAVINA E ALTAMURA, SORRISI TRA LE MURGE

Dalla Gazzeta in edicola oggi
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ECCELLENZA

Il derby se l’è aggiudicato il Mola. Molfetta ancora in castigo, dopo la sconfitta interna con il Barletta. Il barese della Sportiva Nicola Loiodice ha sbagliato un calcio di rigore in apertura. Il barese dell’Atletico Fabio Loseto è stato invece cecchino infallibile su calcio di punizione. Ed ecco bell’e confezionato il 2-0 per i molesi. <Solo chi non li tira mai non sbaglierà mai un calcio di rigore – dice Loseto a fine gara -. Se avesse segnato Loiodice sarebbe stata un’altra partita, meglio così, anche perché abbiamo meritato di vincere, giocando una buona partita>. Cambia la prospettiva della stagione, anche se siamo solo all’inizio? <Non cambia nulla, anche se io e i miei compagni siamo felicissimi per la vittoria: noi dobbiamo salvarci e questo resta l’obiettivo della stagione. Direi che siamo sulla buona strada>.

Due gol su punizione in una squadra con Agostino Divella assiso sul trono fa tornare alla mente una giornata storica. Sorrento, finale-scudetto Juniores nazionali di Serie D. Fabio mise a segno una tripletta: <Due gol su punizione, uno su azione. Sono passati nove anni – dice Loseto -, ma ricordo quel giorno benissimo, è stato uno dei più belli della mia vita di calciatore>. Scatta automatica la dedica a Divella, oggi patron del Mola. <Facciamo due dediche: una a me e l’altra al presidente>.

Per Muzio Fumai sconfitta con overdose di nostalgia, visto che il tecnico di Capurso proviene dall’esperienza a Mola. E dal club biancazzurro provengono anche alcuni dei calciatori oggi in forza alla Sportiva, da Paolo Lorusso a Paolo Petruzzelli. Ora c’è da studiare un altro derby, quello con il Trani, al “Poli”, domenica, dopo la trasferta di coppa di giovedì a Gravina.

Vincono le murgiane. Al penultimo respiro l’Altamura. Gigi Panarelli, segnando in zona Cesarini, edulcora l’esordio di Angelo Columbo sulla panchina della Team, che ha occupato in settimana dopo l’esonero di Alessandro Longo. Gigi Rana e Giampiero Montemurro firmano invece il successo del Gravina a Grottaglie, rendendo inutile il gol del nocese Lorenzo Salvi, mediano dell’Ars et Labor.

Due pareggi per le altre baresi. Ottenuti in trasferta, fanno classifica e morale. Locorotondo disinnesca il pericoloso attacco del Barletta, ma la sua prima linea non s’accende. Tornando a Renato Cesarini. Bitonto conquista il punto a Vieste, campo tra i più difficili per la qualità dei garganici di Franco Cinque con una rete di Nico Roselli all’85’. Giovedì e domenica doppio confronto in coppa e campionato tra la squadra di Ciccio Modesto e l’Altamura.

Sport+, le pagine dedicate allo SportBarese della Gazzetta di lunedì 28 settembre
Sport+, le pagine dedicate allo SportBarese della Gazzetta di lunedì 28 settembre

PROMOZIONE

Tre su tre. Cerignola formato caterpillar continua a imporre la legge del (probabile) più forte al Girone A di Promozione. Vittima di turno della perfetta macchina ofantina è il Noci, alla seconda sconfitta di fila dopo il successo a Ordona.

E proprio in casa dello Sporting ieri ha pareggiato un’altra barese, la Fortis Altamura. <È una squadra molto forte, quella foggiana – afferma Piero Moramarco -. Ne sapevo qualcosa, l’abbiamo sperimentato anche noi>. Proprio per questo i rimpianti del tecnico murgiano s’impennano: <Potevamo e forse dovevamo vincere. Sull’1-0 per loro (gol dell’ex Altamura Fabio D’Introno) l’arbitro ci ha negato un evidente calcio di rigore. Poi abbiamo colpito un palo con Loiudice e siamo stati molto pericolosi con Castoro. Insomma, sono convinto che se avessimo vinto nessuno avrebbe avuto nulla da ridire>.

Moramarco
Moramarco

La leadership del Cerignola sembra inattaccabile. <Al momento è così: i foggiani stanno mantenendo le promesse. Ma è ancora molto presto. C’è Rutigliano (oggi pari interno con il Giovinazzo), c’è sempre il Noci, nonostante il doppio stop, e c’è l’Ordona, anche se in casa fa fatica>. E ci siete anche voi. <Diciamo che ci piacerebbe. Non ci siamo dati obiettivi precisi. Giochiamo per divertimento. La Fortis è affollata di giovani (molti li ha portati in prima squadra lo stesso Moramarco, che la scorsa stagione guidata la Juniores, ndr), quindi è imprevedibile>. A Ordona ha segnato Alberto Marsico, uno dei calciatori più rappresentativi, insieme a Castoro, Cirrottola, al portiere Coretti. Il futuro? <Il nostro futuro è rappresentato dai prossimi impegni: giocheremo con Cerignola e Rutigliano, domenica sulle Murge.

Oltre ai pareggi di Fortis, Rinascita e Giovinazzo, da segnalare la prima vittoria dopo due sconfitte della Virtus Bitritto. I biancoverdi hanno avuto ragione del Polignano nel matinée al “Gaetano Scirea”. I ragazzi di Tommaso Narraccio sono adagiati sul fondo della classifica legati al palo insieme alla Quartieri Uniti. Per i baresi il dato preoccupante, oltre ovviamente al terzo ko, è la percolante difesa: 13 gol al passivo per la QuBa dopo la cinquina uscita sulla ruota di Apricena.

Un altro nulla di fatto, unico 0-0 del Girone A, quello del Modugno targato Nuova Molfetta.

Tisci e i buchi nel pallone di Puglia

L'intervista a Vito Tisci apparsa sull'inserto Sport+ con la Gazzetta di ieri
L’intervista a Vito Tisci apparsa sull’inserto Sport+ con la Gazzetta di ieri

L’intervista integrale a Vito Tisci, 55 anni, presidente del Comitato regionale Puglia della Lega dilettanti e presidente nazionale del Settore Giovanile e scolastico.

Presidente Vito Tisci, il calcio pugliese perde tre piazze importanti: Corato, Palo e Fragagnano. Per non dire di soggetti minori come Fly Team Brindisi, Don Bosco Corigliano d’Otranto e Margherita Terme.

<Sono davvero dispiaciuto per quanto è successo. Il consiglio del Comitato regionale ha dovuto prendere atto della mancata iscrizione. Palo ha una buona tradizione calcistica che purtroppo va persa. Fragagnano ha addirittura sfiorato l’Eccellenza, è stata a lungo in testa la scorsa stagione. Per Corato il discorso è un po’ diverso>.

Ci spieghi.

<Ho contattato personalmente il sindaco Massimo Mazzilli, ho chiesto informazioni, provato contatti. Non c’è stato nulla da fare. Però credo che il patrimonio non andrà perso. Corato è una delle grandi cittadine della Puglia, siamo pronti a collocare il Corato in un campionato inferiore alla Promozione. Per Fragagnano, invece, c’è la scelta della società di seguire solo il settore giovanile. A Palo credo abbia pesato in misura determinante la situazione del campo sportivo>.

E allora parliamo di impiantistica. Un avviso pubblico per l’efficentamento degli impianti con discrete provviste economiche ha visto pronte solo la Virtus Francavilla e il comune di Torricella.

<È già un buon risultato. Mi sono mosso io stesso, portando bando e documenti ad un Comune. A volte non è facile, ma 50.000 euro a fondo perduto e 50.000 a tasso zero non sono uno scherzo. E i nostri stadi e campi sportivi ne hanno un bisogno assoluto. Invito i dirigenti delle società e i sindaci a tenere gli occhi ben aperti perché a me pare una ghiotta opportunità. Per il resto, dobbiamo scontrarci spesso da un lato con la inadeguatezza delle strutture, dall’altro con gestioni non proprio chiare>.

Entro giovedì sarà definita la posizione del Barletta.

<Noi siamo pronti. L’Eccellenza può essere di fatto considerata a 17>.

Il più importante campionato regionale non può restare zoppo.

<Attendiamo la definizione del caso Brindisi. Dopodiché stabiliremo se prendere atto della seconda compagine collocata d’ufficio oppure se ripescare il Mesagne, come da graduatoria, visto che i brindisini sono risultati secondi nel Girone B di Promozione>.

Restiamo all’Eccellenza. Anche quest’anno ci apprestiamo ad assistere a una sorta di “D2”.

<Sono felice per questo. Il calcio pugliese, nonostante tutto, è in un momento di grande vitalità. E lo dimostrano i grandi successi della scorsa stagione, a cominciare da quelli di Virtus Francavilla e Nardò. Da quel che si sente dire, piazze di grande tradizione stanno attrezzandosi per campionati di vertice. Più squadre competitive ci sono, più interessante diventa l’Eccellenza anche nel panorama nazionale>.

Tisci, oltre e più che Governatore del pallone di Puglia, è presidente nazionale del Settore giovanile e scolastico.

<Una più radicale riforma dell’intero, vastissimo Settore è annunciata dalla razionalizzazione delle categorie: gli Allievi e i Giovanissimi nazionali si chiameranno Under 17 e Under 15 e dalla stagione 2016/2017 nasce l’Under 16, per evitare che si affrontino giovani atleti con differenze anagrafiche e fisiche troppo nette. Cambieranno anche le giovanili di Serie B e Lega Pro: le formazioni Under 15 dei due campionati non si affronteranno tra loro: troppa differenza, troppe partite che si concludono con 7, 8 gol di scarto>.

Governatore, come finirà alla Lega Nazionale Dilettanti? Il suo concorrente di un anno fa, il lombardo Felice Belloli, ha lasciato la presidenza al vicario Antonio Cosentino.

<Intanto, la reggenza dura fino a novembre. Poi ci sarà il voto o il commissariamento. Il futuro, francamente, non lo conosco. In ogni caso, la presidenza durerebbe dodici mesi, fino al completamento del quadriennio olimpico. La Lega ha bisogno di ritrovare forza, dignità, peso politico: e ciò può accadere solo con una guida autorevole>.

Per esempio, con Tisci che torna a concorrere.

<Ora non mi candido. Sto bene dove sto. Alla presidenza del Settore giovanile e scolastico c’è da fare un enorme lavoro e la nomina fu piena, oltre che unanime da parte del Consiglio federale. Commissario? Diciamo che sono un uomo di servizio nell’ambito del Coni e della Federcalcio>.

Torniamo alle cose di casa nostra. Se la Promozione e gli altri campionati (prorogati i termini di iscrizione a Prima e Seconda Categoria al 31 agosto, Terza a rischio estinzione) soffrono, l’Eccellenza vive un momento di splendore.

<In effetti, come dicevo, le grandi piazze fanno grande un campionato e trascinano altre realtà ad essere competitive. Qualche anno fa abbiamo provato a unire  il campionato a uno sponsor. Per quel che mi riguarda, il progetto di fare dell’Eccellenza pugliese un “prodotto”, un “marchio” è sempre vivo. Sto cercando in ogni modo, per quel che riguarda la Rappresentativa, di legarci alla Regione Puglia, come ambasciatori dello sport giovanile in Italia. Finora pochi risultati. Anzi nulla>.

La Terza rischia di sparire.

<Dipende dai numeri. Un rischio svuotamento c’è. Abbiamo registrato una leggera flessione anche nel calcio a cinque, in continua espansione fino allo scorso anno. Ma dobbiamo attendere la fine di agosto. Purtroppo, la difficoltà con cui si reperiscono sponsor e risorse economiche in genere pesa moltissimo>.

C’è il microcredito.

<Abbiamo aderito sin da subito. Ma in questi due-tre anni i risultati sono stati scarsi, tra documentazioni carenti e partite iva “macchiate”. Con la rateizzazione delle quote di iscrizione siamo comunque andati incontro alle esigenze di molte società>.

Ora pare cambiato il vento.

<Il buon rapporto con l’assessore Raffaele Piemontese mi pare possa portare a buoni risultati, a cominciare dall’accordo di massima, di disputare il Torneo delle Regioni in Puglia nel 2017. Sono sicuro di trovare la sponda giusta anche per altri progetti>.

D COME CONFUSIONE

Serie D: la Gazzetta in edicola oggi
Serie D: la Gazzetta in edicola oggi

Che ci si capisca poco, è chiaro. Ecco il motivo per cui oggi il Dipartimento Interregionale – guidato da un avvocato di Martina Franca, Luigi Barbiero – per non saper né leggere né scrivere come direbbe Camilleri, ha deciso di rinviare al 30 settembre l’inizio della Coppa Italia. La Serie D partirà dunque, direttamente con il campionato, domenica 6 settembre. Salvo ripensamenti.

Luigi Barbiero. Alla sua sinistra, il presidente della Figc Carlo Tavecchio. Il Dipartimento non sa più che fare, tra tribunali federali e non, ripescaggi, fallimenti, rinunce e bocciature da parte della  Covisod
Luigi Barbiero. Alla sua sinistra, il presidente della Figc Carlo Tavecchio

Ancora troppi i club sull’ascensore, tra LegaPro e Serie D, penalizzazioni e processi da portare a termine in tempi brevi. Per fortuna, la preparazione estiva e le amichevoli stanno cominciando a rubare spazio alla incredibile giostra che siamo costretti a inseguire.

Dunque. Con Parma, Grosseto, Venezia e Monza, è toccato anche alla Asd Reggio Calabria, erede della Reggina, contribuire a trasformare la Serie D in un vasto parcheggio per nobili decadute. Con il ripescaggio in LegaPro dato ormai per certo per Monopoli, le squadre a disposizione del Dipartimento Interregionale sarebbero 166: buone a comporre 6 gironi da 18 e 2 da 20.

In settimana Il Dipartimento Interregionale ha ufficializzato le società definitivamente escluse e quelle ripescate per completare l’organico del #campionatod’italia. Non ammesse Savoia, Neapolis (rinuncia), Civitanovese (fallita), Termoli, Hinterreggio, Nuova Gioiese, Sora e Battipagliese (queste per mancato ricorso contro le decisioni Covisod), commissione che ha respinto i ricorsi di Gelbison Vallo della Lucania, Forlì, San Marino e Asti. Dopo l’ammissione in LegaPro di Pordenone e Albinoleffe, ripescate in D Liventina Gorghense, Luparense San Paolo Padova, Monticelli, Olympia Agnonese, Ghivizzano Borgoamozzano, Derthona, Scordia, Folgore Caratese e Castiadas.

Impazzano intanto i toto-gironi. Le 3 lucane (a proposito, in Quarta Serie dominano sempre Lombardia e Veneto con 20 compagini a testa) e le 8 pugliesi (al netto del Monopoli) dovrebbero essere confermate nel Girone H insieme alla molisana Isernia e alle campane.

Si diceva che le squadre stanno allenandosi in vista dell’inizio della stagione, fissata con il 23 agosto (Coppa Italia) e il 6 settembre (campionato). Ecco alcune pillole di mercato.

TARANTO – Piace al diesse rossoblù Francesco Montervino il 20enne portiere Mattia Placidi. In rossoblù è intanto arrivato Tommaso Bonanno (20), esterno d’attacco ed è tornato Mauro Gori (23). Il nuovo Taranto della “presidente” Elisabetta Zelatore e di Michele Cazzarò e Giuseppe Padovano attende a Cascia novità in chiave ripescaggio.

POTENZA – Massimo Agovino attende l’arrivo dell’ex Taranto Fabio Oretti (26) e degli juniores Ciro Lucchese (19) e Gaetano Navas (18). In precedenza annunciati Stefano Riccio, Carmine Esposito, Crescenzo Liccardo, Francesco Campanella e Carmine De Stefano.

BISCEGLIE – Vincenzo De Santis s’è assicurato l’attaccante Emilio Volpicelli. Era con il diesse a Andria. La punta campana segue gli arrivi di Massimo Pollidori, ex capitano del Brindisi, Loris Palazzo e il 35enne tranese Luigi Di Giorgio (Francavilla in Sinni). Direttore generale nerazzurro sarà l’ex Trani Saverio Pasculli.

NARDÒ – Il calabrese Gerardo Strumbo (24), difensore centrale ex Catania, Milazzo e Lamezia, è arrivato alla corte di Nicola Ragno. Che disporrà anche degli under Cassano (18, Lecce) e Del Priore (19, Melfi).

FRANCAVILLA – Sul Sinni, l’ex Brindisi Antonio Mannone (27), difensore siciliano con oltre 200 presenze in D.

PICERNO – Gli ultimi arrivi sono il centrocampista Vincenzo De Ruggiero e il portiere Nicola Romaniello.

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Dilettanti regionali: la Gazzetta in edicola oggi
Dilettanti regionali: la Gazzetta in edicola oggi

La crisi morde i palloni, sgonfiandoli inesorabilmente. Nel calcio dilettantistico spariscono Corato, Palo e Fragagnano. Tre colpi di maglio sul calcio pugliese. Tre squadre di Promozione che scompaiono in un colpo solo non sono un campanello d’allarme. Sono una sirena a volume massimo che annuncia lo stato di pericolo assoluto. Lo show tuttavia deve continuare: arrivano i ripescaggi per riportare a 32 l’organico della cadetteria: salgono San Marco in Lamis, Uggiano La Chiesa (seconde nei rispettivi Gironi A e C di Prima) e Real Siti Stornarella, terza nel raggruppamento settentrionale.

BARLETTA – Collocato d’ufficio in Eccellenza, il club adriatico porta la “Premiere League” di Puglia a 17. Si attendono sviluppi sul caso Brindisi. La diciottesima squadra proverrà dalla Messapia: quella biancazzurra o Mesagne.

DATE – La nuova stagione scatterà l’ultima domenica di agosto: il 30 in campo per l’andata del primo turno della fase regionale di Coppa Italia d’Eccellenza. Il 6 settembre tocca alla Coppa di Promozione (impropriamente denominata “Coppa Italia”, speriamo in un ripensamento). Il colpo di pistola per il massimo torneo del calcio regionale si ascolterà il 13 settembre. La stessa domenica tocca al campionato cadetto. Prima e Seconda Categoria partiranno il 27 settembre.

PRIMA & SECONDA – Sono numerose le società che non hanno ancora formalizzato l’iscrizione ai campionati minori. E allora, inevitabile, arriva l’ulteriore proroga dei termini: ci si potrà iscrivere fino al 31 agosto. Da un lato un segnale di fiducia (“Dai, ce la facciamo”), dall’altro un altro terrificante indicatore della crisi del calcio pugliese.

PROMOZIONE – Due curiosità. Una viene dall’asse sghembo tra Modugno e Molfetta. Sulla Rete circola intanto la notizia che “un gruppo di imprenditori” non meglio identificati avrebbe acquisito il titolo sportivo di Promozione della Nuova Molfetta. Non sarà possibile, ovviamente, giocare con la nuova denominazione. L’allenatore, sempre a leggere su siti Internet, sarà Nicola Biancofiore, reduce dalla buona esperienza a Carbonara, in Prima. L’altra proviene da Cerignola: la formazione ofantina, fresca di uno straordinario campionato in Prima Categoria, nella stagione del Grande Rientro, sta facendo di tutto per convincere Umberto Del Core a scendere nella cadetteria. Sarebbe un segnale chiaro e forte per tutte: gli “audaci” cogliono tornare – e presto – nel calcio che conta.

GIUDICI – Confermati il primo giudice sportivo: sarà ancora una volta l’avvocato Angelo Maria Romano, che sarà coadiuvato dai sostituti Antonio Miani, Pietro Carrozzinni, Mario Pinto,Piergiovanni Traversa, Nicola D’Ecclesis e Ennio Abrusci. Conferma anche per la Corte sportiva di appello territoriale, con Angelo Lo Vecchio Musti presidente e Giancarlo De Peppo vice. Nelle delegazioni, i giudici saranno Antonio Delle Foglie (Bari), Rino Leggiero (Brindisi), Lorenzo Taggio (Foggia), Ennio Elia (Lecce), Claudio Petrone (Taranto), Alfonso Parente Stefanizzi (Maglie) e Nicola Di Corrado (Bat).

RINASCITA – Spulciando tra le righe dell’ultimo comunicato ufficiale della Figc Puglia, troviamo l’affiliazione di una nuova società di calcio, l’Asd Castellana 1928. Tra le tante negative, una buona notizia.

La calda estate del mister

RANIERI-A-TREQUARTI1Mimmo Ranieri, a Molfetta è stato arruolato un allenatore. <È una notizia?>, chiede ironico il presidente dell’Associazione allenatori calcio della Puglia. Se il presidente del club biancorosso si chiama Mauro Lanza, sì. <Evidentemente, il signor Lanza, persona intelligente e ben consigliato dai nuovi soci, ha capito di avere commesso un errore (la scorsa Eccellenza senza tecnico, ndr) e ha posto rimedio. Il Molfetta sarà protagonista.

L’arrivo sulla panchina adriatica di Muzio Fumai conferma che c’è spazio per giovani tecnici anche nella “Premiere League” regionale. <Fumai ha già allenato a Mola. Olivieri a Vieste, De Luca aveva cominciato a Castellana. Chi punta sui giovani non sbaglia. E non solo per la panchina>.

L'intervista apparsa sulla Gazzetta di oggi
L’intervista apparsa sulla Gazzetta di oggi

L’ultimo seminario organizzato dall’Aiac vedeva Dino Bitetto e Italo Sannicandro relatori. <Ha portato fortuna all’allenatore barese, che dopo tre stagioni al Melfi è andato a Ischia>. Tra gli allenatori della Terra di Bari è in vetta alla trainer-hit-parade. Seguito da Nicola Ragno, il molfettese che ha portato il Nardò in Serie D e Claudio De Luca, il castellanese confermato a Bisceglie, sempre in Quarta Serie. <Purtroppo ad alto livello abbiamo pochi allenatori: aggiungerei Michele Armenise, nello staff di Stefano Colantuono all’Atalanta, e Fedele Limone, stretto collaboratore di Delio Rossi a Bologna>. Presenze importanti in una Puglia del pallone che produce troppi tecnici per poche squadre. <I corsi sono richiesti dalla base. Per il prossimo, organizzato dall’Aiac a Foggia a settembre, ci sono giù oltre trenta iscritti. Gli insegnanti di calcio debbono trovare sempre più spazio nelle giovanili. Se ho una preoccupazione, è proprio verso le prospettive di questo settore. Che ha in Vito Tisci il presidente nazionale e lui sta studiando quali siano le strade migliori da battere per incrementare qualità e quantità dei club che si dedicano ai ragazzi>.

Una delle iniziative dell'Aiac raccontate dalla Gazzetta
Una delle iniziative dell’Aiac raccontate dalla Gazzetta

Di nuovo Eccellenza. Mercato sontuoso per Altamura e Gravina. Per la Team l’ultimo arrivato è lo stopper Gianni Montrone. <Stanno costruendo grandi organici, basti pensare a Moscelli e Di Rito e a Rana e Albano. Ma anche Locorotondo sta facendo le cose per bene, con gente come Bartoli, Manzari, Sangirardi>.

Un’ultima annotazione per i tecnici che vogliono crescere. Roberto D’Ermilio (Sudest Locorotondo) e Isa Cardone (Pink Bari) stanno per concludere il corso Uefa A. <Splendida esperienza per due ottime persone. Potranno allenare fino alla LegaPro e, chissà, in futuro, partecipare al master>.

Il campo di calcio di Grumo Appula, tra orgoglio imperiale, atti vandalici e tentativi di rinascita

grumo campo sportivo portaleGrumo Appula, paese a sud-ovest di Bari, da cui dista pochi chilometri, ha tredicimila abitanti e un campo sportivo. Però non ha la squadra di calcio. Però ha uno stadio costruito nel ’29. Però è una struttura che lascia interdetti per le cose belle che propone e soprattutto per quelle brutte, a cominciare dal terreno di gioco, polveroso e irregolare. Però il portale di accesso è un monumento storico.

Basta coi però.

Ieri sono stato nell’impianto di via Toritto per registrare una puntata di Calcioclubmania (il venerdì sera su Antenna Sud, sempre scaricabile da Nicholaus.tv) e ho scattato alcune foto dell’ingresso monumentale della struttura che sorge a pochi passi dalla linea ferroviaria delle Fal, quella a “scartamento ridotto”, la BariMatera, insomma.

Il portale visto dall'interno dell'impianto sportivo
Il portale visto dall’interno dell’impianto sportivo

Se ti astrai dal contesto per un attimo, hai l’impressione di essere a Roma, a goderti un’opera di quando c’era Lui (no, non Silvio, ma il Lui originale, sì Benito): statue di atleti muscolosi, aquile in rilievo, iscrizioni chiare, semplici ma forti: “CAMPO SPORTIVO COMUNALE”, verso l’urbe, “PER ASPERA AD ASTRA” (attraverso le asperità, alle stelle: la strada che conduce ai cieli della gloria è ricca di asperità) verso gli utenti. E poi, i nomi di coloro che hanno effettuato donazioni per la realizzazione dell’opera, a sottolineare che quest’opera pubblica è davvero di tutti, della comunità, anche se che chi ha versato appartiene alla classe agiata, ai notabili del tempo.

Sotto l'aquila imperiale, l'elenco delle donazioni
Sotto l’aquila imperiale, l’elenco delle donazioni

Per venire ai giorni nostri, il campo sportivo è stato chiuso per molti anni. Qualche tempo fa, l’imprenditore locale Mauro Di Giosa aveva lasciato il calcio dopo aver portato l’Europa Grumese a un passo dall’Eccellenza, proprio per le condizioni di degrado.

Ora, grazie all’amministrazione guidata dal sindaco Michele D’Atri (appena rieletto) e da un gruppo di appassionati (tra cui l’ex terzino sinistro del Noicattaro, Vito Di Giorgio, che nei giorni scorsi ha organizzato un torneo giovanile dedicato al fratello Paolo, tragicamente scomparso in un incidente stradale sette anni fa), alcuni miglioramenti ci sono stati, a cominciare dalla riattivazione degli spogliatoi. E in ogni caso, il semplice fatto che l’impianto sia agibile è già molto. Ora, occorre lavorare per ridare alla cittadina che ha dato i natali a Filippo Minutilli (uno dei Mille agli ordini di Giuseppe Garibaldi) e Sergio Rubini (che qui ha girato due film, “La stazione” e “Tutto l’amore che c’è”), una squadra di calcio dilettanti.

A Grumo ero già stato a luglio di sei anni fa, proprio con Di Giosa, e per la “Gazzetta del Mezzogiorno” avevo scritto questo articolo.

 

Un buon detective lo capirebbe subito. Non è la mano di un semplice vandalo. Non è una banda di ragazzini in preda a raptus. Sembra un lavoro scientifico. L’ufficietto della società di calcio messo a soqquadro. Uno spogliatoio imbrattato con vernici bianche e rosse. Un buco in un tramezzo. L’ambulatorio con lettiga e armadietto capovolti. I bagni sporcati. E poi il degrado. Dietro il fabbricato a servizi del campo di calcio “Comunale” di Grumo c’è di tutto: rifiuti, erbacce, detriti, materiali inerti, una scarpa da ginnastica di pochi euro. Attorno al campo per destinazione erbacce ogniddove. Dietro la nuova tribunetta costata un occhio all’amministrazione del Comune, gramigna e vegetazione spontanea. E un bel po’ di “ostacoli”, pronti, secondo qualcuno, a spiccare il volo.
Lo stadio di Grumo compie ottant’anni. Un compleanno mesto. Doveva essere intitolato a Vito Ventola, bitrittese, papà del centravanti Nicola Ventola. La proposta non ha trovato consensi sufficienti. <L’impianto – racconta Pino Camastra, storiografo locale e vigile urbano – è stato costruito nel 1929 sotto il podestà Ernesto Bonavoglia>. L’arco trionfale, chiaro riferimento a quello che diverrà lo stile Impero è chiaro. I “bronzi di Grumo”, là in alto, sono a guardia della lealtà sportiva. Proprio Bonavoglia, grumese doc, era stato <primo calciatore pugliese in un grande campionato e portiere del Vicenza: nel 1914 parò un rigore nientemeno che a Cevenini III detto Zizì>.
Appena entrati nella struttura, c’è un fabbricato basso, destinato a uffici, con le vetrate tutte, sistematicamente, sfondate. Per raggiungere la tribunetta dai sedili rossi e blu, bisogna fare un largo giro. La polizia locale è stata incaricata di mettere i sigilli all’impianto. Troppo pericoloso. Spiega il sindaco Vito Panzarino: <Ho fatto denuncia ai carabinieri, è stato un brutto colpo per tutti noi. Interventi? Intanto, gli uffici stanno quantificando i danni. Il terreno di gioco (in terra battuta, ndr) resta in buone condizioni, occorre intervenire subito sugli spogliatoi>.
<Così non si può andare avanti>. Quelle di Mauro Di Giosa non sono le consuete lagnanze di giugno e luglio, arma spuntata di gran parte dei presidenti delle squadre di calcio. <I miei due compagni di viaggio della scorsa stagione – dice l’imprenditore edile grumese a capo della squadra di calcio di cui è in corso di celebrazione il 90° compleanno -, e cioè Domenico Servidio e Antonio Chionno, intendono dedicarsi alle proprie aziende per questa stagione. E io che faccio? Nessuno mi dà una mano e mi ritrovo anche con questo spettacolo? Già l’anno scorso – denuncia il patron del club che, matricola in Promozione, è arrivato a un passo dal salto in Eccellenza – abbiamo provveduto noi ai lavori necessari per una struttura decente. Ma ora il danno è troppo grosso>.
Muro a muro con lo stadio c’è il palazzetto dello Sport, gigante addormentato, costruito nei primi anni Novanta e in abbandono (Panzarino, a capo di un’amministrazione di centro-destra, conta di ridestarlo con i “Bollenti Spiriti”). Su un piano sopraelevato un piccolo polisportivo comunale: calcetto, tennis, pallavolo e basket: <Purtroppo – dice Antonio Zecca, dirigente dell’associazione Sport e Cultura – c’è un pesante gap educativo in molti ragazzi. Questo è forse il problema più serio su cui lavorare>.