DA SAN GIOVANNI ROTONDO A FATIMA

san-pioPadre Pio era devotissimo della Madonna di Fatima. E da questo assunto è partita una iniziativa che potrebbe avere sviluppi alquanto interessanti. In occasione del 6° congresso internazionale sui santuari che si terrà a Fatima dal 10 al 12 novembre prossimi il sindaco di San Giovanni Rotondo, Costanzo Cascavilla, e il presidente della Camera municipale di Ourèn, Paulo Fonseca, si incontreranno per porre le basi del gemellaggio tra le cittadine garganica e lusitana, all’ombra dei santuari di San Pio e di Nostra Signora di Fatima.

fatima-madonnaLo scorso luglio, il dottor Mario Follieri, avvocato di Lucera ed ex assessore della giunta del sindaco Pasquale Dotoli, tra i principali promotori del gemellaggio tra Lucera e la cittadina croata di Trogir, nel 2012 e che attualmente vive a San Giovanni Rotondo, chiese a Vito Grittani se avesse potuto interessarsi allo sviluppo dei rapporti tra San Giovanni Rotondo e Ourém. Grittani e il suo Osservatorio diplomatico internazionale (l’Odi) era stato l’artefice del gemellaggio italo-croato, siglato sotto l’egida del beato Agostino Casotti e culminato con le visite del sindaco croato Damir Rilje a Lucera e successivamente della delegazione pugliese guidata da Dotoli e Follieri nella cittadina poco distante da Spalato tra luglio e novembre di quattro anni fa.

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Vito Grittani, in Vaticano, con papa Francesco

“Mi sono adoperato anche questa volta in tal senso, utilizzando i canali diplomatici a mia disposizione – spiega Grittani, attualmente ambasciatore “at-large” della Repubblica di Abcasia – e in agosto il sindaco Cascavilla, il vice sindaco Nunzia Canistro e lo stesso Follieri sono stati nel mio ufficio a Capurso per definire alcuni dettagli dell’iniziativa, messi poi a punto il 5 settembre, allorquando Cascavilla è tornato a Capurso in forma ufficiale per prendere parte alla manifestazione Sindaci ai fornelli. Il 16 settembre – prosegue Grittani – ho ricevuto l’invito ufficiale da san-pio-santuarioparte del sindaco (“presidente della Camera Municipale”) di Ourém a partecipare al congresso di novembre. In tale occasione si parlerà anche delle azioni da porre in atto per giungere al gemellaggio tra le due comunità”.

cascavillaCostanzo Cascavilla ha dunque chiesto ufficialmente all’Odi di porre in essere l’iniziativa, mentre il “sindaco” della cittadina portoghese Fonseca ha inviato i documenti ufficiali allo stesso Osservatorio che ha sede a Capurso.

Il congresso novembrino sarà uno degli ultimi avvenimenti di rilievo a Fatima prima dell’inizio dell’anno che segna il centenario delle apparizioni della Madonna. Che apparve nel 1917, in piena Prima

Dell'opera di Grittani ha parlato ieri la Gazzetta
Dell’opera di Grittani ha parlato ieri la Gazzetta

Guerra Mondiale a tre ragazzini, i pastorelli Giacinta e Francisca Marto e Lucia dos Santos, quest’ultima morta nel 2005 a 96 anni. Nel 1930 la Chiesa cattolica proclamò il carattere soprannaturale delle apparizioni e ne autorizzò il culto. E il prossimo anno si celebreranno i cento anni dell’arrivo sul Gargano di un certo frate originario di un paesino dell’Irpinia, Pietrelcina, al secolo Francesco Forgione, padre Pio dopo che indossò il saio.

Paulo Fonseca
Paulo Fonseca

Il santuario, realizzato tra il 1928 e il 1953 a Fatima, frazione (freguesia in portoghese) della città di Ourém, da cui dista poco più di 10 km, fu opera dell’architetto Gerard von Kriechen che lo volle in stile neobarocco. Insieme a Lourdes,  è uno dei più importanti poli del culto mariano nel mondo. Di contro, il santuario di San Giovanni Rotondo, è il più visitato in Italia, considerato che San Pietro si trova in territorio vaticano.

DON FRANCO E IL SUO TEMPO (che poi è anche il mio)

Ho scritto queste parole all’inizio dell’estate del 2010. Sono parte del libro che fu dedicato a don Franco Ardito in occasione dei trent’anni della arcipretura a Capurso del sacerdote di Noicattaro. Il libro fu presentato in pubblico il 3 luglio. Qualche giorno fa mons. Francesco Cacucci, arcivescovo della diocesi Bari-Bitonto, ha annunciato che il nuovo parroco del SS. Salvatore e arciprete sarà don Tonio Lobalsamo.

Don Franco Ardito. Arrivò a Capurso a giugno del 1980.
Don Franco Ardito. Arrivò a Capurso a giugno del 1980.

Avevo vent’anni e tanti sogni in testa e nel cuore. Avevo vent’anni e poco più di un anno prima avevano ammazzato Moro e la sua scorta. La storia d’Italia non sarebbe stata più la stessa. M’indignavo di tutto, credevo che oltre la siepe ci fosse un mondo migliore. A Capurso, la primavera della politica aveva portato al potere persone di nemmeno quarant’anni. Angelo Boezio divenne il sindaco (con Carlo Capobianco, Vito Cinquepalmi, Mimì Procino e altri in giunta) della nouvelle vague in salsa capursese. Le illusioni della prospettiva di un paese diverso avrebbero lasciato spazio a troppe delusioni per una comunità troppo spesso ripiegata su se stessa.

Don Michele Bellino. Il direttore del Museo diocesano di Bari resterà a Capurso
Don Michele Bellino. Il direttore del Museo diocesano di Bari resterà a Capurso

Avevo vent’anni. E scrivevo per Il Cicloplano. Il mèntore (Gino Pastore) mi presentò al mio primo maestro (Angelo Di Summa). Una delle prime interviste la feci a don Mimì Tricarico, che stava per andar via. Mi aspettavo che – da sacerdote – dicesse cose straordinarie. Invece fu fatalista, quando chiesti all’arciprete che stava per tornare nella sua Palo del Colle per trascorrervi la sera della sua esistenza, che ne pensasse del successore: “Dopo di me un altro, dopo di lui un altro ancora”. Confesso che ci rimasi un po’ male. Era, come dire, poco giornalistica quella risposta. Ma il personaggio era tutto là, almeno in quel momento: una parte di cinismo, una parte di saggezza, una terza di logorio. L’avevo conosciuto poco o nulla, don Minmì. Ero stato fuori un po’ di tempo. E la “leva” da chierichetto l’avevo prestata alla Madonna del Pozzo, con il “sergente” buono, padre Nunzio.

Don Tonio Lobalsamo con mons. Francesco Cacucci.
Don Tonio Lobalsamo con mons. Francesco Cacucci.

Don Francesco Ardito, il nuovo parroco del SS. Salvatore e arciprete di Capurso, portava da Gioia del Colle, un’altra ventata di novità. “Questo paese sta davvero cambiando – pensavamo allora, noi sedicenti giovani intellettuali, invero un po’ smidollati.

I primi anni della gestione Ardito furono effervescenti. C’era da mettere mano a un “cantiere” in cui, sì e no, c’erano i pilastri. La Chiesa Madre (“San Giuseppe”) tornò a vivere. Palazzo Mariella abbellì la piazza degli uomini. Nel camposanto fu costruita la più grande cappella privata mai realizzata da queste parti.

La geografia ecclesiastica locale continuava ad avere confini strani: il santuario restava dominante, pur non celebrandosi più matrimoni-comunioni-cresime-battesimi. Una nuova parrocchia era indispensabile per un paese in cui la crescita demografica era spinta anche se non avrebbe rispettato le indicazioni di un piano regolatore pensato proprio in quegli anni e bocciato dalla storia sia per alcuni eccessi che per l’incapacità dei governanti di metterci mano.

La lettera con cui don Tonio s'è presentato ai capursesi.
La lettera con cui don Tonio s’è presentato ai capursesi.

Figura controversa si sarebbe rivelata quella del sacerdote nojano. Difficile, praticamente impossibile (soprattutto per un uomo in vita e operante nel suo ruolo) dire se sia più amato che odiato. Certo, la sua caparbietà e soprattutto la sua testardaggine hanno segnato un’epoca.

Avevo vent’anni quand’è arrivato a Capurso, don Franco. Ha seguito – fra litigi e feroci incomprensioni – il cammino della mia esistenza celebrando il mio matrimonio, aspergendo il capo di mia figlia per il battesimo, dando l’ultima benedizione ai miei cari.

Non resta che dirgli “grazie”. Grazie comunque. Grazie come si direbbe a un secondo padre.

Un portento di pizza

locandina_la-disfida-continua-portento-19-sett-ore-20Una parola internazionale che mette subito allegria: la pizza. Il cibo più pop al mondo. Lunedì la Disfida di Barletta assume altri toni con la presentazione della pizza Portento “Eccellenze di Puglia”. Sotto l’egida dell’Associazione Pizzaioli Professionisti, la pizzeria Portento di Barletta, pizza “d’alta fiamma”, e il ristorante e pizzeria gourmet Il Vecchio Gazebo di Molfetta, metteranno alla prova le papille gustative del pubblico, con una “sfida” singolare che prevede anche la sperimentazione di una pizza progettata da Sandro Romano.
Nel solco della rievocazione storica della famosa disfida cavalleresca tra italiani e francesi, che si ricorda proprio in questi giorni a Barletta, le pizze rimanderanno con i loro ingredienti tipici all’appartenenza a nazioni e territori diversi, per gusto e latitudine. I migliori prodotti in campo e i migliori alfieri del gusto saranno dunque a Barletta lunedì per la disfida gastronomica, curata da Sinestesie mediterranee communication & event in collaborazione con il network Mordi La Puglia.

I proprietari del Portento, Luigi Lacerenza e Assunta Balzano
I proprietari del Portento, Luigi Lacerenza e Assunta Balzano

Non c’è nulla che racconti la storia di una popolo come quella dei suoi piatti, diceva qualcuno. In un pane ci sono millenni di storia. Nella pizza anche. Orgoglio tutto italiano, celeberrima nel mondo, la pizza è regina incontrastata dello street food.
Riuscirà la Pizza gourmet Portento “Eccellenze di Puglia” a spuntarla con le pizze in disfida? Espressione della migliore Puglia, vanta tutti prodotti di eccellenza e di assoluta qualità: farine selezionate naturali con germe di grano pugliese, mozzarella di Andria, pomodoro fiaschetto di Torre Guaceto (presidio slow food), prosciutto di maiale nero del Gargano, foto-barletta-eraclio-sansepolcrocaciocavallo podolico di Rignano Garganico. E poi il re delle tavole: l’olio extra vergine di olive, biologico e monocultivar, una premuta di Peranzana. Questi gli ingredienti che rendono “Eccellenza di Puglia” e delizia per i palati dei buongustai e degli innumerevoli estimatori questo piatto emblema della dieta mediterranea.
E quale abbinamento migliore poi se non quello con la birra? Una selezione di birre artigianali disseterà il pubblico che parteciperà alla disfida gastronomica.
Informazioni: Portento, pizza d’alta fiamma, Via Nazareth 46 – Via Baldacchini (Centro Storico, nei pressi della statua di Eraclio), Barletta (BT) 0883.886393/393.1853539

LOCOROTONDO, UN PAESE DA MANGIARE

Stefano Pentassuglia e Tommaso Scatigna
Stefano Pentassuglia e Tommaso Scatigna

Tornano “I Tipici” con il cibo di strada preparato da una trentina di locali della città sulla collina. Domani alle 18,30 il taglio del nastro in piazza Moro. Dopo le ultime ore di maltempo, da domani tornerà il cielo completamente sereno. E a Locorotondo è tutto pronto per l’evento che, per tre giorni, lo trasformerà in “Un paese tutto da mangiare”. Dopo il rinvio di una settimana, dovuto alle cattive condizioni del tempo, da mercoledì a venerdì in una trentina di locali fra ristoranti, trattorie, bar, pub, paninoteche, gastronomie e negozi di tipicità uniti in una rete informale che si identifica con l’evento “I Tipici”, ai visitatori gourmet sarà offerto un piatto tradizionale o ispirato alla tradizione. Sarà preparato con cura, anche in versione ”street-food” oppure da consumare comodamente seduti al tavolo. “A Locorotondo, c’è stata una notevolissima crescita di attività della piccola imprenditoria legata al settore del cibo – commenta Stefano Pentassuglia, presidente dell’associazione U Panaridde che ha mordi-la-puglia-logoideato “I Tipici” -. Assecondare la tendenza moderna di mangiare fuori casa, affiancandola ad una capillare offerta di tipico, è il nostro modo per promuovere il territorio”. Fra street-band e balli popolari, animazione per bambini, si potranno gustare bontà straordinarie che andranno dalle orecchiette di grano arso con ragout di brasciole di asina fino ai panini con capocollo di Martina Franca, che sarà anche “spiegato” e “raccontato”. Non mancheranno menu vegetariani, il gelato vegano e tanti altri sfizi in abbinamento al vino proposto in ogni postazione dai sommelier dell’AIS (Associazione italiana sommellier) Puglia. Semplice il meccanismo: ognuna sceglierà cosa degustare acquistando il singolo ticket e con la sacca ed il calice riceverà la piantina con il percorso, in cui non mancherà la carne al fornello.

Il capocollo di Martina Franca
Il capocollo di Martina Franca

La partenza, come detto, in piazza Moro, dinanzi al Municipio, con la partecipazione del sindaco di Locorotondo Tommaso Scatigna. In questa piazza ci sarà la mostra pomologica a cura del CRSFA Basile Caramia di Locorotondo che ci porterà a conoscere tutte le uve, i legumi e gli ortaggi di questa stagione. Il resto, invece, sarà tutto da gustare con laboratori su salumi a cura dell’Associazione produttori capocollo di Martina Franca e dell’Organizzazione nazionale assaggiatori salumi, sull’extravergine di oliva a cura dell’ITS Agroalimentare, condito da visite guidate nello splendido borgo antico, in collaborazione con la Pro Loco.

PROGRAMMA

Mercoledì 14, Giovedì 15 e Venerdì 16 settembre 2016 ore 19-23 – Da piazza Moro a piazza Vittorio Emanuele, piazza Duomo, via Nardelli fino a piazza Mitrano

Mercoledì 14 settembre

Musica e canti popolari
Musica e canti popolari

ore 18.30 inaugurazione con taglio del nastro, con benedizione del parroco don Franco Pellegrino, all’inizio del percorso in piazza Moro: Tommaso Scatigna, sindaco di Locorotondo,  Vittorino Smaltino, vicesindaco, Ermelinda Prete, assessore al Turismo, Angelo Palmisano, assessore all’Agricoltura, Paolo Giacovelli, consigliere con delega alle Associazioni, Piero Liuzzi, senatore, Donato Pentassuglia, consigliere regionale, Vito Nicola Savino, presidente ITS Fondazione Agroalimentare, Antonio Palmisano, presidente Crsfa, Antonio Cardone, direttore GAL Valle d’Itria e Stefano Pentassuglia, presidente U Panàridde.

OGNI SERA, ALLE ORE 19, IN PIAZZA MORO, MOSTRA POMOLOGICA con tutte le varietà di uva, legumi, frutta e ortaggi di stagione nell’ambito del progetto di biodiversità del C.R.S.F.A. Basile Caramia di Locorotondo.

OGNI SERA, ALLE ORE 19 – I “SEGRETI” DEL VERO CAPOCOLLO DI MARTINA FRANCA – Il laboratorio sensoriale di degustazione a cura di Angelo Costantini, presidente dell’Associazione produttori e Pino Caramia, fiduciario della Condotta Slow Food Trulli e Grotte.

Dinanzi a CUMME’, in piazza Vittorio Emanuele, alle 19, con abbinamento di vini de “I Pastini”. Costo 5 €, con precedenza a chi ha prenotato al 393-9317044 (Nico Carparelli).

Una delle più note cummerse, tipica abitazione locorotondese (la foto è mia)
Una delle più note cummerse, tipica abitazione locorotondese (la foto è mia)

OGNI SERA IN PIAZZA MORO MINI DEGUSTAZIONI GRATUITE GUIDATE dei salumi prodotti dalle macellerie storiche locali, a cura di O.N.A.S. (Organizzazione nazionale assaggiatori salumi), dinanzi al Comune, è possibile prenotare al 338-5913241 (Nicola Marangia), orari degustazioni: 7 settembre dalle ore 19-21, 8 settembre ore 11-13, ore 19-21, 9 settembre ore 11-13, ore 19-21

OGNI GIORNO VISITE GUIDATE A PIEDI – GRATUITE

Il bianco della calce, il barocco dei palazzi nobiliari, i balconi fioriti, la cattedrale, un percorso fra storia e cultura popolare a cura della Pro Loco di Locorotondo, punto di partenza presso la sede in piazza Vittorio Emanuele (subito dopo le colonne di ingresso nel centro storico di fronte alla villa): 14 settembre, ore 19, 15 e 16 settembre ore 11, 17, 19. Non è richiesta la prenotazione, ma la puntualità.

OGNI GIORNO VISITE GUIDATE A BORDO – A PAGAMENTO SU PRENOTAZIONE

I LIBRI DE “I TIPICI” in piazza Moro

GIOVEDI’ 15 SETTEMBRE – alle 21, “Il Diavolo e L’Acquasanta” incontro -scontro tra il gastronomo Sandro Romano e il nutrizionista dott. Francesco Lampugnani, con cooking show per una sana e gustosa alimentazione, con il patrocinio del network Mordi La Puglia.

VENERDI’ 16 SETTEMBRE – alle 20.30, “Guida al Buongusto di Puglia e Basilicata”, Edisud – La Gazzetta del Mezzogiorno, 50 ricette nuove e semplici con 100 abbinamenti di vino e birre artigianali, con l’autore food-expert e giornalista Antonella Millarte, presentata dal giornalista Mimmo Mazza. Alle 21.30, “Il Mondo visto di Traversa” con l’autore Michele Traversa presentato dalla giornalista Annamaria Natalicchio.

LA PROPOSTA GASTRONOMICA GOURMET 2016

Orecchiette con ragù d'asino
Orecchiette con ragù d’asina

Lo splendore di Locorotondo e del suo affascinante borgo antico si arricchirà con i profumi di UN PAESE DA MANGIARE nei 30 punti di degustazione all’esterno dei locali in cui, con piccoli ticket individuali per poter scegliere liberamente cosa assaggiare, ci saranno in degustazione:  panzerotti, con mozzarella, pomodoro e…non solo; l’arte norcina della Murgia, con il capocollo e …non solo; il fornello con l’arte della carne arrosto; i sapori del casaro, con i formaggi dal latte locale; voglia di pasta, appena fatta di ristoranti e dalle trattorie locorotondesi; voglia di mare e di orto, con sfizi dell’Adriatico; i classici vini del territorio in degustazione a cura dell’AIS Puglia; menù vegetariano; menù e gelato vegani; dolce passione, il gelato artigianale alla ricotta e pere e molte altre dolcezze

A FARE LA DIFFERENZA

Animazione per i bimbi gourmet; street-band; balli popolari.

I molti cuori di Bari e del Carducci

oraviaggiandoCi sono luoghi in cui vorresti fermarti… Il Ristorante Carducci è uno di quelli: nel cuore di un’oasi nel cuore di Bari. Un locale dalle linee moderne che si sposano perfettamente nell’antico della storia in cui è avvolta come in un bozzolo. Perfetto per una cena d’affari, per un tête-à-tête romantico. La cucina è a vista, una sorta di tolda dalla quale Felice La Forgia guida con piglio la navicella, osservando con soddisfazione la soddisfazione di clienti alle prese con prelibatezze che vanno dai troccoli ai paccheri alle orecchiette, dal pescespada al tonno.

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Villa Romanazzi Carducci
Villa Romanazzi Carducci

Una città ha molti cuori. Una città ha molta storia. Bari ha un cuore verde tra i suoi tanti cuori. Lo trovi a poche decine di metri dalla stazione centrale, al di là della striscia d’asfalto dell’estramurale intitolata a Giuseppe Capruzzi. Tra gli alberi, le siepi e i prati del complesso di Villa Romanazzi Carducci si sentono, con la brezza a favore, le note musicali del Conservatorio Piccinni. Che a volte si sposano, tra le nuvole, con le note intonate dal complesso culinario diretto da Felice La Forgia.

A poche centinaia di metri, il fascino di Bari Vecchia, del porticciolo, di N’derr a la lanze (intraducibile segmento del seafront), della basilica dedicata a San Nicola, della superba cattedrale, del castello Svevo, del lungomare, una delle promenade più belle d’Italia, del salotto buono si via Sparano.

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Siamo a Bari, dunque, una delle nove città metropolitane in Italia, tra le più importanti del Mezzogiorno.

Qui, come detto a pochi passi dal centro dell’area del quadrilatero murattiano, uno dei santuari a cielo aperto dello shopping anche prestigioso e lussuoso, ecco il complesso di Villa Romanazzi Carducci. Un’oasi tra strade e palazzi. Un luogo che custodisce la memoria della pietra edificata da una nobile famiglia di Putignano, proprietaria per circa un secolo. Nel 1885 i fratelli putignanesi Romanazzi Carducci acquistarono il complesso da Federico Maurizio Liebe, negoziante originario di Doebeln, in Germania. Un’area di oltre tre ettari e mezzo con statue e fontanelle tipiche dei romantici giardini di stampo anglosassone. In bilico tra antico e moderno, affascinante ed unico nel suo genere.

La famiglia Ranieri, divenuta proprietaria una trentina d’anni fa del complesso immobiliare, ha voluto anche realizzare il prestigioso Ristorante Carducci. Non per nulla affidato a uno chef del calibro di La Forgia, cuoco di Molfetta, città che … sforna artigiani e artisti dei fornelli.

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La cucina a vista del Carducci
La cucina a vista del Carducci

Multiforme l’attività del Carducci, che è anche lounge bar, oltre che ristorante a tutto tondo.

Partiamo da quella che il patron Cosimo Ranieri chiama la carta snack. Un gustosissimo fuori orario, che in realtà funziona dalle 11 alle 11 della sera. In tale contesto si può gustare il Club house sandwich, a base di pollo o con un saporito burger vegetariano. Da non perdere anche il bruschettone al tonno o il prosciutto di Parma abbinato alla burratina di Andria. Per chiudere, una golosa specialità: il tiramisù in coppa. In ogni caso, piatti sostanziosi, mica semplici assaggi.

Ranieri è un romanticone (e, in fondo, lo è anche il maître Michele Scarpelli). E dunque pensa il giovane e dinamico rampollo della famiglia ad una cena a due con una differenziazione di genere simpatica e mai azzardata.

Per lei, code di gamberi al vapore, con mango, pesche e salsa di frutti rossi. Per lui, sashimi di tonno rosso con tabbouleh di quinoa gialla, ceci neri e dressing di lime.

Uno scorcio della sala
Uno scorcio della sala

Dopo una “entrata” di tal calibro, ecco il primo. Per lui, troccoli con carbonara di mare, scampetti e guanciale. Per lei, mezzi paccheri di grano arso con astice e pistacchio. Se ti vien voglia di chiedergli i motivi alla base di questo singolare “servizio di genere”, la risposta sarebbe solo un sorriso complice e intrigante. Anzi, una risposta fatta con fagottelli alla Villa Romanazzi con salsa di ricci di mare, farciti di ricotta, formaggio caprino, erba cipollina e lime.

Beh, è tempo di gustare il secondo. Per lui, una grigliata di aragostelle, scamponi e polpo con contorni di stagione.

Per lei, un tournedos di pescespada con schiacciatina di patate e pomodorini appassiti, con caroselli, capperi e germogli.

Il fortunato avventore, intanto, è seduto ai moderni tavoli e alle comode sedie, a due passi dal giardino ipogeo con tanto di cascata, che fa da contorno alla passerella che conduce all’ingresso del ristorante. Torniamo alla coppia e a quel sentimentale del patron, che ci segnala un tataki di tonno, purè di melanzane al lime e verdurine all’aceto di Xeres.

Il dolce, dunque. Per lui, tortino di cioccolato bianco e caffè con gelato di tè matcha al gin e salsa di caffè. Per lei, lingotto ai due cioccolati con sfera al latte di mandorla e salsa alle fave di tonka.

E il buon bere? Uno chardonnay affinato in botti Numen igt di Paolo Leo (la carta dei vini è aggiornata una volta l’anno). E per colorare il palato dopo il dessert, rosolio delle campagne di Ostuni o, in alternativa, un liquore al nettare di Primitivo di Manduria.

Al “Carducci” c’è sempre un’alternativa. Al locale principale si può preferire anche il privé o la terrazza all’aperto, tutti ambienti che possono regalare un’esperienza da raccontare Le alternative gastronomiche, invece: dal menù vegetariano al menù della tradizione, quest’ultimo una straordinaria normalità di cucina pugliese: orecchiette di farina integrale, bombette di Locorotondo, vino pugliese quartino di spumone. Sotto l’egida di chef La Forgia. Che può contare, come si diceva, su una cucina a vista di straordinario impatto e su una brigata coordinata dal sous-chef Nicola Minervini e dai collaboratori Valerio Chiapperini, Filippo De Francesco, Giuseppe Messina e Vito Paldera.

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Villa Romanazzi Carducci presenta un’offerta completa tra ricettività e ristorazione. Ma non solo: la nuovissima piscina, le sale ricevimenti per matrimoni e altri eventi da mandare a memoria, uno dei migliori alberghi cittadini, l’Hotel Mercure.

Sapori della tradizione pugliese e nuovi percorsi del gusto s’incontrano in un connubio di cucina creativa, emozionale, raffinata e di qualità.

SINDACI, AI FORNELLI!

Il logo - ancora provvisorio - della manifestazione
Il logo – ancora provvisorio – della manifestazione

E sono quattro. A luglio 2013, “Sindaci, ai fornelli!”, la manifestazione ideata da Sandro Romano, gastronomo e presidente dell’associazione La Compagnia della lunga tavola, salpò, prendendo in poco tempo il largo, affermandosi come uno dei momenti più interessanti dell’estate in Terra di Bari.

Il conto alla rovescia in attesa di lunedì 5 settembre è scattato. E, da quattro che erano tre anni fa, i sindaci compagnia lunga tavolaconcorrenti sono diventati dieci. Non solo: i confini si sono dilatati: dal Barese al Gargano, con la partecipazione del primo cittadino di San Giovanni Rotondo, e dalla Puglia all’Umbria, con l’esordio della fascia tricolore di Citerna, uno dei “Borghi più belli d’italia”, in provincia di Perugia.

mordi-la-puglia-logoLa formula della singolar tenzone che si svolge a Capurso, nei Giardini pubblici di piazza Matteotti (la “Villa”), è immutata rispetto alla scorsa edizione: un manipolo di sindaci che, in coppia tra loro (gli accoppiamenti sono sorteggiati), con dieci chef a fungere da tutor, si cimenta ai fornelli (in realtà, ultratecnologiche piastre a induzione) per preparare un primo piatto a base di pasta con ingredienti selezionati dallo stesso Romano e poi

Vito Prigigallo, a sinistra, e Sandro Romano
Vito Prigigallo, a sinistra, e Sandro Romano

“offerti” ai protagonisti in un mistery basket. A questo punto, ciascuna coppia di chef deve ingegnarsi (e, ve lo garantiamo, ci vuole quantità industriale di ingegno) a trovare la via d’uscita per aiutare le fasce tricolori a cucinare secondo le regole e preparare una pietanza commestibile.

Michele Laricchia e il logo comunale dell'assessorato alle Politiche culturali
Michele Laricchia e il logo comunale dell’assessorato alle Politiche culturali

Ricordiamo che l’evento, organizzato dall’assessorato comunale alle Politiche culturali, diretto dal vicesindaco Michele LariAccademia-gastronomica-storicacchia, e dall’associazione culturale La Compagnia della lunga tavola, si svolge sotto l’egida del network Mordi la Puglia e della Accademia Italiana Gastronomia Storica. E proprio all’“inventore” e presidente dell’A.I.G.S., Mario Giorgio Lombardi, scomparso di recente, la quarta edizione di “Sindaci, ai fornelli” è dedicata.

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Annamaria Natalicchio
Annamaria Natalicchio

Per questa edizione, il sorteggio degli accoppiamenti si svolgerà in sede di conferenza stampa di presentazione che sarà coordinata dalla giornalista Annamaria Natalicchio di Sinestesie Mediterranee. Nel corso dell’incontro con i giornalisti saranno anche presentati gli altri eventi che caratterizzeranno questo scorcio finale de “L’Estate della cultura”, fitto cartellone di manifestazioni che si tengono a Capurso, dopo la Festa Grande (le celebrazioni religiose e folkloriche per la Madonna del StampaPozzo, il cui santuario è uno dei poli del culto mariano, in Puglia e non solo): dal concerto della Rimbamband (2 settembre) alla serata della nomina del “Capursese dell’anno”, dalla Fiera dell’Ottava (sabato 3 e domenica 4) alla sera dei sindaci-cuochi, appunto il 5 settembre, fino alla notte della lettura, venerdì 9.

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Giuliana Falaschi, sindaco di Citerna (FG)
Giuliana Falaschi, sindaco di Citerna (PG)

I primi cittadini che scenderanno in campo sono: Antonio Decaro (Bari), Francesco Spina (Bisceglie), Fiorenza Pascazio (Bitetto), Francesco Crudele (Capurso), Giuliana Falaschi (Citerna), Massimo Mazzilli (Corato), Raimondo Innamorato (Noicattaro), Domenico Vitto (Polignano a Mare), Costanzo Cascavilla (San Giovanni Rotondo) e Antonio Donatelli (Triggiano). Ha promesso di intervenire il Governatore e “sindaco” della Puglia,

Costanzo Cascavilla, sindaco di San Giovanni Rotondo (FG)
Costanzo Cascavilla, sindaco di San Giovanni Rotondo (FG)

Michele Emiliano, che sarà chiamato a una performance a sorpresa e i cui tutor saranno Luca Cappelluti e Fabio Quaranta, rispettivamente chef di Caravanserraglio di Terlizzi e pastrychef della pasticceria Fraddosio di Bari).

Il parterre degli chef-tutor è di tutto rispetto: Andrea Cannalire (Cielo, di Ostuni, una stella Michelin), Domenico Capogrosso (Osteria Del Buono, a Trani), Mino De Bari (Osteria di Chichibio, a Polignano a Mare), Angelo Di Biccari (Pane e Salute, di Orsara di Puglia), Giovanni Lorusso (Memory Resort, a Bisceglie), Mario Musci (Gallo Restaurant, a Trani), Salvatore Riontino (Canneto Beach 2, a Margherita di Savoia), Cosimo Russo (Aqua, di Porto Cesareo), Ippazio Turco (Lemì, in quel di Tricase) e Gianni Viceconte, in rappresentanza della Accademia Italiana Gastronomia Storica.

I capolavori che scaturiranno da quella che può essere denominata “Mayor-chef” (per ricordare la Masterchef televisiva) saranno esaminati da una giuria che, presieduta da Romano, sarà composta da varie categorie di addetti ai lavori: chef di chiara fama, giornalisti, e, novità di questa quarta edizione, i dirigenti scolastici di alcuni istituti alberghieri: Paola Petruzzelli (Majorana di Bari), Rosa Anna Cirasino (Salvemini di Fasano), Bianca Maria Buccoliero (Mediterraneo di Pulsano), Vita Surico (Perrone di Castellaneta) e Antonio Natalicchio (Istituto alberghiero di Molfetta). Come per la scorsa edizione, una giuria sarà in rosa: donne che daranno i voti ai sindaci con la parannanza.

Silvia Dipinto
Silvia Dipinto

La serata vedrà sul palco la giornalista di Repubblica Silvia Di Pinto, tra il pubblico il dj di Radio Selene Luca Catalano, con il coordinamento e gli interventi di Vito Prigigallo (La Gazzetta del Mezzogiorno) e le incursioni di Sandro Romano.

Numerose le aziende del settore eno-gastronomico e provenienti da ogni parte della Puglia che hanno già aderito all’iniziativa. In ordine sparso, Pasta Cardone, Biancofiore, Ognissole, Spirito Contadino, Fùlgaro, Patruno Perniola Cardone Vini, Santoro, 101 Caffè Capurso, Birrificio Bari, Consorzio focaccia barese, Olio Intini, O.P. Jonica, Antica Masseria Caroli, Tenuta Giustini, Cotto di Fichi, Il Panettiere di Altamura, Pasticceria Casoli e Antica pasticceria Fraddosio. L’organizzazione sta ricercando altre sinergie, nel solco dei comandamenti di Mordi la Puglia.

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La pagina de La Gazzetta del Mezzogiorno del 31 luglio 2015
La pagina de La Gazzetta del Mezzogiorno del 31 luglio 2015

Un po’ di storia. La prima edizione vide affermarsi il sindaco di Casamassima Mimmo Birardi (chef tutor Danilo Vita) che ebbe ragione del padrone di casa (Crudele), di Vito Ottombrini (Ruvo di Puglia) e di un travolgente Michele Emiliano, allora sindaco di Bari. Due anni fa, con la disfida passata da quattro a otto sfidanti, a battersi furono De Santis, Lovascio (vincitori in coppia e in squadra con gli chef Daniele Caldarulo e Michelangelo Sparapano) e, oltre a Crudele, i primi cittadini di Andria (Nicola Giorgino), Bitonto (Michele Abbaticchio), Monopoli (Emilio Romani), Casamassima (Birardi) e Triggiano (De Nicolò). L’anno passato la vittoria arrise al padrone di casa in coppia con la Pascazio, sindaco di Bitetto. I tutor in quella circostanza furono chef Caldarulo (il barese figlio d’arte è abbonato al successo capursese) e Giuseppe Panebianco. Il capolavoro preparato dai quattro dell’Ave Maria (la gara si svolge all’ombra della splendida “basilica bianca”, il santuario dedicato alla Madonna del Pozzo, che si fa sentire spesso con le sue campane a distesa) fu un tortino di orecchiette e zucchina con bisque bianca di canocchie e scorfano, su vellutata di yogurt e zucchine, che incantò i “primi giurati”, gente del calibro di Nazario Biscotti (Antiche Sere, a Lesina) e Pino De Luca. Gli altri primi cittadini partecipanti all’edizione 2015 furono Michele De Santis (Cellamare), Domenico Conte (Palo del Colle), Tonino Lomoro (Valenzano), Tommaso De Palma (Giovinazzo), Giuseppe Lovascio (Conversano) e Vincenzo De Nicolò (Triggiano).

 

PROMOZIONE, PROVE TECNICHE DI CAMPIONATO

L'articolo sulla Gazzetta di domenica 14 agosto
L’articolo sulla Gazzetta di domenica 14 agosto

Fissata la data di avvio della Promozione: il 4 settembre la Coppa, l’11 campionato. Al Girone A parteciperanno 8 rappresentanti della Terra di Bari (Corato, Molfetta, Omnia, Fortis, Bitritto, Rutiglianese, Polimnia e Trulli & Grotte), 5 foggiane (San Marco, Monte Sant’Angelo, Ordona, Stornara e Ascoli Satriano), due della Bat (Canosa e Spinazzola), e una tarantina (Laterza).

FORTIS – Il club presieduto da Beppe Piccinini ha fatto shopping al supermarket del Rel Metapontino: con l’attaccante Mario Cirigliano, visto far gol alla Team al “D’Angelo” nella semifinale dei playoff nazionali, indosseranno la maglietta dei falchi l’argentino 32enne Leandro Casale, e il centrocampista Keljon Ostaku. Tesserati anche gli juniores Giovanni Casella (18 anni, portiere), e Dodo Conca (19, laterale, provenienti dalla Juniores del Gravina, con i gialloblù fornitori ufficiali del calcio altamurano). A disposizione di Antonio Valente una squadra che appare molto solida: Gioacchino Nino Angelico (35, stopper). Onofrio Abrescia (23, Trani), il forte mediano Marino Faliero (20, due anni alla Sudest, in Eccellenza), Michele Piperis (24, mediano, Bitonto), l’attaccante Silvano Bozzi (Bitritto).

Massimo Fumai. Alla sua destra il presidente dell'Omnia Francesco Rossiello
Massimo Fumai. Alla sua destra il presidente dell’Omnia Francesco Rossiello

OMNIA – Start giovedì scorso per l’Omnia di Benny Costantino giovedì. Oltre a Rubini, sono arrivati Fabrizio Valerio, anch’egli ex Bitonto, terzino mancino di 19 anni. Juniores sono anche il portiere Gabriele Raimondi e l’ala Raoul Lorusso, ex Sudest. Tra i colpi dei biancoverdi Massimo Fumai, 29 anni, va di fatto a riempire la casella lasciata vuota da Alfredo Tenzone: ha giocato a Grottaglie, Taranto, Bitonto, Noicattaro, Trani.

Francesco telesca, 30 anni, ha militato nel Fasano la scorsa stagione: finalista di Coppa di Promozione col Cerignola. Il calciatore è fra Franco e Vito Sgobba (con gli occhiali).
Francesco telesca, 30 anni, ha militato nel Fasano la scorsa stagione: finalista di Coppa di Promozione col Cerignola. Il calciatore è fra Franco e Vito Sgobba (con gli occhiali).

TRULLI E GROTTE – Novità brindisine per il club del comprensorio Alberobello, Castellana, Putignano: il portiere Domenico Comes (24, Ostuni), il difensore Francesco Telesca (30, Fasano). Dal Noci sono arrivati i giovani Cino e Lippolis, dal Capurso l’attaccante Alessandro Vernice, dalla Azzurri Noci un mediano interessante, Gabriele Greco. Proveniente dalla Azzurri Noci di Seppino Sabatelli, dice di lui il diesse Franco Sgobba che se il tecnico Vito Sgobba riesce a “tirar fuori il lato cattivo del ragazzo, può diventare il miglior under della categoria”. Una squadra simpatica, questa vorrebbe il dirigente alberobellese, un squadra in linea con il nostro credo calcistico”.

 

CORATO – L’allenatore della neo ripescata sarà Vito Fanelli. Arrivati il terzino Michele Schirone (34), il bomber Beppe Cesareo (35), Domenico Lops (28) e il trequartista Alessandro Marolla (Giovinazzo).

POLIMNIA – Il tecnico Francesco Di Spirito allenerà anche Simone Cariolo (18, giovanili Martina), Stefano De Feo (20, attaccante), che farà coppia con Giuseppe Cesario, Gaetano Milella (19, centrocampista), il mediano Elio Foggetti, lo stopper 20enne Martino Tagliente e il centrocampista esterno Cariolo, 18 anni.

Vito Silvestri
Vito Silvestri

BITRITTO – Dal Giovinazzo arriva il bomber Alessandro Giovannielli. Tra i giovani, Francesco Prigigallo (18, mediano), e i 19enni Morsillo, Pierno e Sportelli. Dalla Barium mezzo roster: Micunco, Sibilano, Damiani, Rinaldi, Belviso, Maggi, Lanave e Neviera.

Il parere sul campionato di Michele Carella, allenatore della Virtus: “Un girone di alto livello, con l’Omnia favorito, sia per la presenza di un “bravissimo allenatore”, sia per l’arrivo di gente come Pepè Lacarra e Nico Fumai. “Occhio però all’Altamura, che ha investito molto, e al Corato che già lo scorso anno aveva fatto benissimo in Prima Categoria e che s’è rinforzato con i vari Schirone, Cesareo e Lops”. Prosegue l’ex libero del Bitonto: “Stiamo allestendo una squadra completamente nuova, con un mix di giovani e qualche over pronto ad affrontare la stagione con umiltà. Il nostro obiettivo è la salvezza: e speriamo che arrivi quanto prima”.

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Foto di rito per Francesco Rubini e i suoi nuovi dirigenti
Foto di rito per Francesco Rubini e i suoi nuovi dirigenti

A Bitonto i Rubini sono … preziosi. In principio era Nicola, eclettico calciatore di quantità e qualità. Poi, i figli, Leonardo e Francesco. Che si sono ben presto persi di vista. Calcisticamente. Francesco, più dotato, ha indossato maglie prestigiose come quelle di Barletta, Noicattaro, Molfetta. Laurea in Legge, vince tutto anche con la selezione forense di Bari. Leo, con altri amici bitontini, inventa il progetto Omnia. Da quando al timone è arrivato Francesco Rossiello, l’ascesa diventa irresistibile. Inevitabile che i destini dei fratelli s’incrocino: Leo tra i dirigenti di riferimento dell’“altro” Bitonto, Francesco in arrivo dall’altra sponda bitontina, l’US: con la maglia neroverde ha giocato Eccellenza. “Ciccio”, a 36 anni, ritrova Benny Costantino: con il quale non solo aveva giocato (al Liberty, con Lorenzo Catalano), stopper e libero tra i più impermeabili e inossidabili del pallone di Puglia, ma anche nell’attuale ruolo, con Costantino “mister” al Trani e Rubini custode dei 16 metri biancazzurri.

Largo Palmieri, di Stefano Dalessio

Un vicolo del Borgo antico di Monopoli
Un vicolo del Borgo antico di Monopoli

Monopoli è il mare e la terra. È il mare e la bassa collina, sui cui declivi sorgono cento contrade (novantanove, a dire il vero). Monopoli è una città carica di storia e di storie. Un polo “industrioso”, pur tra inevitabili contraddizioni. Monopoli, in fondo, è specchio della Puglia. E non può non esserlo, date le dimensioni (circa cinquantamila abitanti) e la collocazione geografica, al centro di una regione lunga e stretta, lungo il versante adriatico.

Monopoli è terra di buon cibo. E non può non esserlo: c’è il mare, c’è un territorio ricco di grandi potenzialità agricole, foriero di colture e culture.

Un momento dell'intervista sulla piattaforma del dehor
Un momento dell’intervista sulla piattaforma del dehor

Vi sono stato pochi giorni fa per incontrare Stefano Dalessio e conversare della sua attività. Dalessio, 33 anni, scuola alberghiera a Castellana Grotte, ha lavorato per un triennio nella brigata di Raffaele De Giuseppe, allo Sheraton Nicolaus di Bari, uno degli alberghi più in del capoluogo. Dopo una breve esperienza con la gestione di un altro locale, sempre nel suo paese, a un certo punto della sua esistenza, ha deciso: un po’ il crinale di un’esistenza. Ricomincio, si dice. Affrancato. Vado da solo. E chiamo il locale Piazza Palmieri.

Il dehor
Il dehor

La location è straordinaria. Largo Palmieri, a Monopoli: uno degli epicentri del turismo e uno dei poli dell’economia pugliese, con aziende all’avanguardia nel settore della meccatronica, con un entroterra coltivabile e coltivato.

Dalessio rigenera completamente un locale esistente. E il 27 marzo di tre anni fa (“Un giorno importante, dove quel che è avvenuto prima conta quasi nulla rispetto alla speranza di quanto accadrà dopo”) la barca dello skipper Stefano molla gli ormeggi. Con una cambusa ricolma di sorprese, come uno scrigno tra le onde calme e mediterranee.

Il mare è a pochi passi. Tra la piazza perfettamente squadrata e la banchina che conduce al castello di Carlo V, ci sono i vicoli, e le case bianche di calce. Il sole abbacinante le rende ancora più candide. I balconi fioriti sono macchie di un impressionista che ama dipingere la luce e sa come imprimerla sulla tela.

Si può dire che è un’operazione che riesce benissimo anche a Stefano, capace di coniugare qualità e gusto con la potenza cromatica. Il gusto e la qualità dei prodotti utilizzati, si diceva. Serviti all’interno e all’esterno di un locale dalle linee geometriche, pulite, sobrie, seppure in un ambiente segnato dagli anni, con le sue volte a botte. Geometrie tracciate da uno chef-patron con le idee molto chiare. Su una porzione della piazza ha collocato un dehor anch’esso sobrio e a basso impatto, ma ugualmente deciso: un palco d’onore per il teatro che è Largo Palmieri.

Il tortino di melanzane
Il tortino di melanzane

L’offerta del Piazza Palmieri è ottimale anche per una clientela straniera: una cucina tipica, staremmo per dire matura sotto ogni punto di vista, va incontro proprio ad esigenze di turisti e viaggiatori il cui impatto con l’italian cookery italiana diviene un tuffo nel blu del mare monopolitano, del bagno di sole sulle spiagge chiarissime come l’acqua, della passeggiata nell’entroterra, tra serre, filari di ortaggi e assolate masserie.

Non è una contraddizione. È per tali motivi che piace anche agli italiani e ai pugliesi. È un posto che unisce la tradizione alla creatività. Un locale a “due vicoli” dal mare, e tuttavia mai avulso dal territorio, grazie all’uso dei prodotti della buona terra costiera. Il menù è vario, in base alle richieste, in base alla clientela. Non è un luogo comune, ma una filosofia, e non solo imprenditoriale.

Non è per caso che Dalessio è diventato tra i fiduciari di aziende di punta del settore della ricettività come Torre Coccaro, San Domenico e Borgo Egnazia.

Uno scorcio di palazzo Palmieri
Uno scorcio di palazzo Palmieri

Torniamo a Largo Palmieri, uno dei luoghi più rinomati della città dove di venera la Madonna della Madia. Prende il nome dall’omonimo palazzo, raffinato esempio di residenza aristocratica rococò. Realizzato sul finire del Settecento, fu dimora di Francesco Paolo Palmieri, di una ricca famiglia che nel 1921 lo donò alla Congregazione della Carità.

Tra l’altro, l’edificio è stato scelto come set di due film – Pane e burlesque con Laura Chiatti, e La cena di Natale, con Riccardo Scamarcio e Michele Placido – e della serie Rai Tutta la musica del cuore, con Francesca Cavallin: cast, tecnici e maestranze hanno trovato “speciale” la cucina di Dalessio.

Monopoli è uno dei più grandi centri della Città Metropolitana di Bari, con poco meno di 50mila abitanti. Si affaccia sull’Adriatico, a una quarantina di chilometri dal capoluogo, ha un porto turistico e un castello realizzato ai tempi di Carlo V. È detta città delle cento contrade, tutte caratterizzate dalla presenza di una masseria o di una chiesetta.

Gli spaghetti
Gli spaghetti

Torniamo a Dalessio. Che mi dà un assaggio (un saggio) della sua arte culinaria. Comincia il discorso con il tonno rosso dell’Adriatico in crosta di nocciole su crema di patate e zafferano, aromatizzato con olio al tartufo e un contorno di rucola fritta (la raccomando), funghi finferli e insalata. Prosegue con un tortino di melanzana con speck, branzino locale e scamorza, servito su un tappeto di salsa di pomodori freschi e di nuovo la rucola fritta. Quando il gioco si fa duro … ecco le margherite (una pasta fresca) ripiene di crostacei su vellutata di gamberi rossi di Gallipoli. Per passare agli spaghetti alla chitarra con tonno rosso, cipolla rossa di Tropea, capperi e olive. A quel punto dico basta. E lui mi consola con un dolce di ricotta e frutti di bosco.

Il tonno rosso
Il tonno rosso

Tra gli ingredienti di base che Dalessio preferisce c’è il salmone. Sono in molti a rischiare l’overdose di condimento, è il senso delle parole dello chef, il quale, per quel che lo riguarda, lo rivaluta con una salsa di fragole. Per non dire delle fritture di pesce e della lavorazione dello scorfano rosso. In una città marinara, in Puglia, non si può non fare anche solo un accenno al pesce crudo e in particolare ai frutti di mare.

Le margherite
Le margherite

Ma, chiedo a Stefano, quando si siede l’avventore perfetto, quello che dice: chef, faccia lei, e si preoccupa poco del conto (anche perché, in verità, c’è poco da preoccuparsi: si va dai 35 ai 60 euro), qual è la risposta perfetta? Quale la lista del gusto che porta il cliente a compiere un viaggio senza alzarsi dalla sedia di design del ristorante.

Ci pensa e poi sciorina.

Parto con un gateau di carciofi gratinato.

Dopo lo starter, ecco l’antipasto: un tortino di melanzane con speck, spigola con scamorza affumicata su coulis di pomodoro San Marzano.

Il passaggio al main course è un’ascesa graduale, come il cammino lungo il declivio di una collina a due passi dal mare: tagliolini (preparati da un micro-pastificio di Castellana) con vongole, pomodorino fresco, gamberi di Mola, bottarga di muggine grattuggiata.

Il secondo è un filetto di orata con croccante di patate e guazzetto mediterraneo.

Il dessert di ricotta e fragole
Il dessert di ricotta e fragole

Per finire, lo chef si trasforma in pasticciere e nasce, sulla tavola, un cheesecake ai frutti di bosco, semplice ma intrigante.

Il vino da abbinare (la cantina sorge sotto il livello stradale ed è ben visibile nella zona d’ingresso grazie a due suggestivi oblò sul pavimento: conserva una novantina di etichette con essenze non solo pugliesi, ma anche trentine, siciliane, sarde) può essere un malvasia appena frizzante della tenuta Giustini di Pulsano, servito ovviamente freddo

Uno scorcio dell'interno: il tromp-l'oeuil delle tipiche persiane
Uno scorcio dell’interno: il tromp-l’oeuil delle tipiche persiane

Largo Palmieri e “Piazza Palmieri” diventano crocevia del Borgo Antico di Monopoli. Aperto tutti i giorni a pranzo e cena, ha una settantina di coperti all’interno (soccorre alla bisogna anche una saletta riservata e intima) e una quarantina all’aperto, come si diceva sulla comoda pedana di Largo Palmieri. Qui, dalla primavera al primo autunno dei nostri paraggi, diventa un appuntamento che si preannuncia come un’esperienza sensoriale totale, fra i colori della terra e del mare, complice il cielo azzurro sopra la Puglia.

Vino pugliese, grandi risultati

Il Sessant'anni, limited edition della Cantine San Marzano
Il Sessant’anni, limited edition della Cantine San Marzano

Ottima la campagna vitivinicola 2016: oltre il 15% in più di produzione grazie ad un andamento stagionale in genere favorevole fino ad oggi, caratterizzato da un buon germogliamento, una fioritura abbondante che, per alcune varietà, ha risentito delle basse temperature minime di inizio maggio, condizionando la successiva allegagione.

“La maturazione sta procedendo spedita – spiegano alla Coldiretti Puglia – anche grazie a temperature nelle medie di stagione. La pressione fitopatologica da peronospora e oidio è stata in alcuni momenti rilevante, contrastata da interventi tecnici puntuali. Le precipitazioni non sono state abbondanti, salvo i soliti casi di violenti fenomeni locali, ai quali si assiste in Puglia con preoccupante

Una bottiglia in vendita presso Terra e Vino a Rutigliano
Una bottiglia in vendita presso Terra e Vino a Rutigliano

frequenza rispetto al passato. La popolarità anche internazionale di eccellenze varietali uniche quali Primitivo, Negroamaro e Nero di Troia, il successo di importanti vini a DOP quali il Primitivo di Manduria, il Salice Salentino e il Castel del Monte, per citare i più conosciuti, espongono il comparto a rischio frodi e speculazioni. Prezioso il lavoro di Repressione frodi, Nas e Corpo Forestale, affiancati negli ultimi anni dagli organismi di controllo terzo delle DOP e IGP, relativo ai controlli in campo, per la verifica del rispetto delle rese per ettaro sia delle uve fresche che di quelle appassite sulla pianta”.

Sempre più necessario, da parte delle imprese, investire nella protezione del reddito aziendale – secondo Coldiretti Puglia – ma servono prodotti assicurativi più evoluti che tutelino maggiormente la qualità. Ci sono i presupposti per un’ottima annata, con quantità in recupero rispetto allo scorso anno, qualche dubbio solo per i vigneti non irrigui, per i quali potrebbe farsi sentire la morsa della siccità.

terra e vino“Possiamo sperare in un risultato economico importante per le imprese viticole pugliesi, confermando – aggiungono in via Lucera –  un momento di grande dinamicità per un comparto agricolo considerato il riferimento per vocazione, capacità di raccontare e promuovere al meglio il territorio, innovazione e grande propensione all’internazionalizzazione. E’ il risultato di un mix vincente di fattori che partono dalle potenzialità del terroir e delle varietà autoctone, passando per le capacità imprenditoriali dei vitivinicoltori pugliesi, alla lungimiranza della politica regionale che nell’ultimo decennio ha indirizzato risorse importanti sugli investimenti in tecnologia e sulla promozione, ma anche grazie a un ponderoso sistema di controlli che il settore si è dato in Italia, dopo aver toccato il punto più basso che si potesse immaginare con lo scandalo del metanolo. Per questo è bene stigmatizzare che svendere, attraverso operazioni poco chiare, per pochi euro in più l’immagine e il valore di DOC o IGT affermatesi con grandi sacrifici e sforzi da parte di tutti, porta inevitabilmente a un danno collettivo incalcolabile”.

Alcune bottiglie in vendita presso l'enoteca Terra e Vino a Rutigliano
Alcune bottiglie in vendita presso l’enoteca Terra e Vino a Rutigliano

Ad oggi  sono 6 le IGT (indicazioni geografiche tpiche) ‘Tarantino’, ‘Valle d’Itria’, ‘Salento’, ‘Murgia’, ‘Daunia’, ‘Puglia’ e 29 i vini pugliesi DOC denominazione di origine controllata) che  detengono un valore inestimabile, intrinseco al prodotto agroalimentare ed alla professionalità imprenditoriale, che va salvaguardato a difesa della salute dei consumatori e a caratterizzazione della specificità dei prodotti regionali sul mercato globalizzato. Ed i risultati della scelta di qualità degli imprenditori agricoli pugliesi non hanno tardato a farsi vedere: è aumentata del 37% la produzione DOC e DOCG (denominazione d’origine controllata e garantita).

SummerWine 2016. Il vino, il mare. La festa! A Margherita di Savoia

locandina web con sponsorTorna SummerWine e lo fa all’insegna della convivialità, del buon bere consapevole e del divertimento con una formula e una location tutte nuove e da scoprire. Un wine party, una grande festa “da spiaggia” casual e sbarazzina, con banchi di assaggio, dj set, american bar e food point.

La seconda edizione del grande appuntamento estivo, ideato e realizzato dalla delegazione Puglia dell’Associazione nazionale Le Donne del Vino, si terrà il 5 agosto 2016 a Margherita di Savoia.

Una bimba all'edizione 2015 del SummerWine (ph Lamparelli)
Una bimba all’edizione 2015 del SummerWine (ph Lamparelli)

Dopo il grande successo di pubblico e critica dello scorso anno – la location dell’edizione targata 2015 fu a Locorotondo – le Donne del Vino tornano con un format tutto rinnovato. Nato come evento itinerante, SummerWine dalla Valle d’Itria trasloca ora nella BAT, un territorio dalle mille risorse enogastronomiche, agroalimentari e turistiche che richiama ogni anno, soprattutto in estate, un grande flusso di visitatori da tutta Italia e dall’estero.

Simona Giacobbi e Francesco De Robertis (ph. Lamparelli)
Simona Giacobbi e Francesco De Robertis (ph. Lamparelli)

L’evento, con il patrocinio del Comune di Margherita di Savoia e della Regione Puglia, in collaborazione con Ais Puglia, Arpuh, RP Consulting, PugliaMonAmour.it si terrà nello splendido Copacabana Suite, una moderna struttura balneare con ampi spazi e una lunga promenade in riva al mare.

logo donnedelvino“Siamo una squadra al femminile di professioniste del vino che crede nelle sinergie e nelle grandi potenzialità del fare insieme – ha dichiarato Marianna Cardone, delegata delle Donne del Vino pugliesi -. Una delegazione che sta crescendo in numero di associate e che ci consente di rappresentare così tutta la Puglia del vino, da nord a sud. Produttrici, sommelier, ristoratrici, enologhe, giornaliste, enotecarie, un gruppo di donne che lavorano nel mondo del vino con passione. Siamo impegnate sempre di più nel diversificare le attività di comunicazione e SummerWine vuole esserne il mezzo principale per raggiungere il maggior numero possibile di appassionati del vino. Questa seconda edizione è rivolta soprattutto ad un pubblico più giovane, per cercare in un certo senso di educarlo al bere bene e consapevole. Ecco perché la scelta della spiaggia per la nostra festa del vino, in un lido così esclusivo come il Copacabana Suite. E Margherita di Savoia, anche qui scelta non casuale, perché non solo una zona a forte attrazione turistica ma soprattutto un’area, quella della BAT, ad alta vocazione vitivinicola. La promozione del territorio e delle nostre innumerevoli bellezze sempre al centro delle iniziative della delegazione pugliese delle Donne del Vino”.

copacabanaMadrina d’eccezione dell’edizione 2016 di SummerWine sarà la presidente nazionale dell’associazione Le Donne del Vino, Donatella Cinelli Colombini, che sarà ospite della delegazione pugliese per testimoniare la sua vicinanza alle Donne che investono nella comunicazione del vino, nel territorio e nel diffondere la cultura del bere responsabilmente.

Tante le novità di SummerWine. Oltre ai banchi di assaggio che apriranno alle 19.30, ci sarà anche un american bar (dalle 23.00), dove il vino delle aziende associate presenti sarà utilizzato per produrre mixology. Un’etichetta per ogni azienda, un drink differente pensato dal bartending formato da professionisti della Bar Project Academy che studieranno cocktail creativi equilibrando sapori e colori.

Il servizio dei vini in degustazione sarà curato dai sommelier AIS Puglia della delegazione BAT-Svevia.

lococardone locandinaLe Cantine delle Donne del Vino di Puglia aderenti a SummerWine 2016 sono: Agricola Spinelli, Antica Masseria Jorche, Apollonio Casa Vinicola, Cantine Di Marco, Cantine Imperatore, Cantina La Marchesa, Cantine Paolo Leo, Cantine Soloperto, Cantina Terribile, Cardone Vini, Castello Monaci, Claudio Quarta Vignaiolo, Garofano Vigneti e Cantine, Mottura Vini del Salento, Produttori Vini Manduria, Rivera, Tenute Rubino, Varvaglione Vigne & Vini, Vallone, Vetrere, Vignaflora.

I ragazzi dell’associazione ARPUH (associazione per la realizzazione del potenziale umano delle persone con disabilità) onlus di Locorotondo saranno lieti di raccontarvi la loro storia e nella loro enoteca venderanno alcune etichette presenti in degustazione e prodotti artigianali da loro realizzati.

A fare da colonna sonora alle degustazioni di vino e cocktail la musica dal vivo con due dj molto noti al popolo della notte, Francesco Maria Crudele in arte dj Papaceccio, che si esibisce da molti anni nei migliori locali e nei più importanti eventi pugliesi, e Nico Rinaldi, dj barese, produttore e imprenditore nel settore degli spettacoli dal vivo.

Ma se si parla di vino non può certamente mancare l’offerta gastronomica con prodotti tipici locali pugliesi grazie a sei food point, gestiti dal Copacabana Suite – che proporrà frittura di calamari e gamberi, bufaline e formaggio e orecchiette di grano arso con pomodori e cacioricotta – e dall’associazione Dire Fare Gustare di Mara Battista e Marina Saponari, socia Donne del Vino, con panini della tradizione (panino con la parmigiana, panino con frittata di zucchine ricotta e menta, panino d’autore con capocollo Santoro e carciofini in olio De Carlo). Mentre la Donna del Vino e ristoratrice Antonella Scatigna preparerà una crema di fave di Carpino, guazzetto di cozze e friselline. La famosa Passionata, dolce della Pasticceria Casoli di Troia (Foggia) sarà il gustosissimo dessert della serata.

Costo ingresso € 15 con 5 ticket degustazione vino.

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